00 19/06/2010 10:55
Milano, 18 giugno 2010 - Era diventato geloso in maniera ossessiva delle ‘amicizie’ che la sua compagna aveva su Facebook, tanto che una sera, rientrando a casa, ubriaco e drogato, e trovandola davanti al computer, l’ha picchiata, tenuta segregata in casa per tutta la notte e l’ha costretta ad un rapporto sessuale.

Accusato di stupro, sequestro di persona e lesioni, l’uomo è stato condannato oggi, con rito abbreviato, a 6 anni e un mese di reclusione. La sentenza è stata emessa dal gup di Milano Andrea Pellegrino. Nei suoi confronti il pubblico ministero Giovanni Polizzi aveva chiesto una pena leggermente più alta: 6 anni e 4 mesi di carcere. La vittima non si è costituita parte civile.



Il procedimento aveva preso il via dalla denuncia della ragazza, 30 anni, che la mattina successiva alla notte di violenze è riuscita a fuggire e si è presentata al pronto soccorso. In base a quanto raccontato dalla vittima e ammesso dal fidanzato con cui conviveva da alcuni mesi, a scatenare la gelosia con aiuto di alcol e droga sono stati i contatti con amici uomini della ragazza su Facebook. Rientrato in casa, il 33enne ha cominciato a gridare e a minacciarla di strapparle con la forza dalla carne il nome dell’ex che aveva tatuato su una gamba. Lei ha cercato di fuggire, raggiungendo le scale del palazzo, ma lui l’ha bloccata e poi l’ha chiusa in camera da letto. Qui, puntandole una mannaia alla gola e minacciandola, l’ha obbligata ad un rapporto.

Fermato nei giorni successivi dalla polizia, il 33enne ha ammesso tutto, tranno lo stupro e l’uso della mannaia, di cui ha giustificato il possesso, sostenendo che la usa come attrezzo di scena in alcuni spettacoli musicali. Anche la sorella dell’imputato, che quella notte era chiusa in una stanza dello stesso appartamento, ha ammesso di averlo sentito mentre picchiava la fidanzata.

fonte: ilgiorno.it