00 4/25/2013 8:10 PM
Capitolo ? (scusate ma non ne ricordo proprio il numero...)
. Dopo aver mangiato qualche dolce ed aver gettato un occhiataccia a Naomi iniziarono le riprese. Mi andai a sedere all'ombra e osservai le scene. La musica partí e Michael e Naomi iniziarono a ballare. Gli si strusciava addosso e le mani di Michael percorrevano le sue braccia. Mi innervosii. Mi dava fastidio vederla strusciarsi contro di lui. E lui che la sfiorava. Le mani di Naomi scesero sulla schiena di Michael... fino al suo fondoschiena. Cedetti. Andai da Wayne. 
-Portami a Neverland.- dissi decisa infilandomi gli occhiali da sole. 
-Ma signorina... Michael ha detto di...-
-No. Michael un corno. Portami a Neverland. Adesso.- mi imposi. Wayne mi accompagnó alla limousine e guidó fino a Neverland senza fiatare. Scesi e feci sbattere la portiera.
-Scusa Wayne. Non ce l'ho con te.- urlai allontanandomi dalla macchina. 
-Ma cosa diró...- 
-Mi sono sentita male.- ed entrai in casa sbattendo anche quella porta. Con passo deciso me ne andai in camera da letto. Feci solo un cenno di saluto a Mildret. Avevo voglia di sfogarmi ma mi trattenni. Mi cambiai e mi infilai solamente una sua camicia, che mi stava larga e mi copriva fino a metá coscia. Scesi frettolosamente le scale e mi recai in cucina.
-Nervosa oggi eh?- mi girai. Era Herman.
-Non sono dell'umore. Scusami.- presi un pacchetto di pop corn e mi sdraiai sul divano, guardando la tv e mangiando. Dopo qualche ora sentii la porta aprirsi. Non mi voltai apposta. E neanche lui mi diede corda. Si limitó a guardarmi con la coda dell'occhio mentre saliva le scale. I domestici si erano dileguati in un batter d'occhio. Avranno intuito che c'era aria di litigata. Abbassai il volume della tv. Si stava facendo una doccia. Prima o poi sarebbe sceso. Infatti, dopo qualche minuto scese, lavato e vestito. Mi passó dietro e infiló una sua mano nel pacchetto di pop corn. Ne estrasse un paio e se li mangió. Poi venne a sedersi di fianco a me. 
-Ciao amore...- mi bisbiglió baciandomi sulle labbra. Rimasi impassibile. Mi guardó. Appoggiò la sua mano sulla mia coscia nuda e inizió lentamente a risalire sotto la camicia. Mi scostai di colpo.
-Cosa c'è?- chiese alterato. Incrociai le braccia al petto. Inarcai un sopracciglio.
-"Cosa c'è?"?!- ripetei inviperita.
-Ti ho fatto un torto per caso?- e fece un espressione innocente. Mi fece imbestialire il suo comportamento da angioletto.
-Mi ha dato fastidio il tuo comportamento.- ammisi decisa.
-Il mio? O piuttosto quello di Naomi?-
-Insomma! Non fare il finto tonto! Sai cosa mi ha dato fastidio!!- urlai adirata. Michael si incavoló.
-Era solo un video diamine! Era tutto finto!-
-Erano finte anche le sue carezze e i tuoi tocchi?! Erano finti anche quelli Mike!?- chiesi infuriata.
-Cazzo se sei gelosa Soraya!- esclamó allargando le braccia.
-Ma vaffanculo! Vacci insieme a quella sgualdrina di Naomi!- urlai io.
-Modera i termini!- mi riprese.
-Ho detto la pura verità!- 
-Spero che dopo il matrimonio cambi atteggiamento se no...- non finí la frase che lo interruppi.
-Se no cosa?! Mi cacci di casa?! Dimentichi che sono io che porto in grembo tuo figlio!- mi alzai e gli puntai un dito contro.
-Non mettere di mezzo il bambino!!-
-Sí Michael! Invece sí che lo metto in mezzo perchè centra eccome!- 
-Te lo ripeto: lascia in pace il bambino! Se no le mie buone maniere diventano cattive maniere!!- e si alzó avvicinandosi bruscamente a me.
-É una minaccia?!- chiesi ridendo sarcasticamente.
-Piú o meno.- rispose calmo. Fece per baciarmi ma mi venne in mente un altra cosa.
-No non puoi baciarmi! Perchè io sono solamente "una tua cara amica"!- dissi fissandolo negli occhi. Michael alzó gli occhi al cielo e sbuffó.
-Non voglio far sapere del matrimonio ok!?- rispose stufo. Lo guardai. Mi sfilai l'anello e lo gettai con rabbia a terra. 
-Allora sai cosa ti dico Mike? Se non vuoi farlo sapere, perchè sposarci?- e me ne andai su per le scale. Michael rimase immobile qualche secondo per poi scattare e seguirmi.
-Aspetta...- ma io feci finta di non sentire.
-Aspetta!- e iniziai a salire le scale piú velocemente. Entrai in camera da letto e chiusi la porta. Michael, ancora piú adirato per il mio gesto, si piombó da me.
-Cazzo ti sto parlando!!- 
-Ti faccio i miei complimenti. Hai mandato tutto all'aria.- dissi seria senza alcuna espressione in volto. Mi prese con forza dai polsi e mi avvicinò al suo corpo. 
-Ti amo. Dio quanto ti amo quando ti incazzi.- disse sulle mie labbra per poi baciarmi. Rimasi ancora impassibile, ma quando sentii la sua lingua calda esplorare la mia bocca mi sciolsi. Le sue mani percorrevano i miei fianchi. Misi le mani fra i suoi capelli. Si mosse in avanti facendomi cadere sul letto. 
-Anche tu sei sexy quando ti incazzi...- bisbigliai anche io sulle sue labbra. E stavolta fu lui a dovermi sbottonare la camicia. Portavo solamente l'intimo sotto. Mi bació la pancia per poi far scivolare lentamente le sue dita affusolate fino all'elastico delle mutandine. Con un veloce e leggero tocco sfiló quel pezzo di stoffa che ci divideva. Portó le mani al mio seno avvolgendolo. Con un gioco di dita riuscí a sfilarmi il reggiseno. Me lo passó davanti agli occhi con uno sguardo truffaldino. Sorrisi baciandolo. Sentii la bocca di lui che si dischiudeva lentamente avvolgendo le mie labbra con un dolce abbraccio. Gli tolsi la maglietta e il resto andó via da se.
-Quando litighi la tua espressione è sensuale...- mi disse nell'orecchio per poi mordicchiarne dolcemente il lobo. Chiusi gli occhi. Alzai il busto verso il suo e gli baciai quella vena pulsante che aveva sul collo. La sua pelle era bollente. 
-Sei bravissimo a mandare tutto all'aria..- ripresi io.
-Lo so...- mi rispose sorridendo maliziosamente. Gli accarezzai la schiena e la percorsi con un dito fino al suo fondoschiena. E sentii un brivido. Le sue mani percorsero ogni centimetro del mio corpo. Ad un tratto si fermó. Notai che mi stava guardando il seno.
-Cosa c'è?- chiesi io. Con una mano mi accarezzó il seno.
-La macchia...- bisbiglió. Mi ricordai della macchia di vitiligine. Mi misi a sedere coprendomi il seno con le mani. 
-Scusami... io non volevo... farti inorridire...- dissi sbiascicando le parole. Michael abbracció il mio corpo nudo.
-Inorridire? Ragazza ma tu mi fai impazzire...- esclamó facendomi togliere le mani dal seno. Mi si avvicinó e mi diede un bacio che fece riaccendere la passione. Gli accarezzai il petto. Le mie mani arrivarono al suo ombelico. Era cosí invitante... mi abbassai e gli diedi un bacio sull'ombelico. Mi rialzai e incontrai il suo sguardo.
-Baciami. Ti prego.- supplicava con occhi languidi. Lo baciai e la mia lingua cercó la sua e insieme iniziarono a toccarsi e a sfiorarsi. La sua mano inizió ad accarezzarmi delicatamente il seno, concentrandosi a seguire il contorno della mia macchia. I nostri bacini si muovevano perfettamente sincronizzati, ad un ritmo dettato solamente dall'amore. Michael affondò la testa nell'incavo del mio collo nel tentativo di soffocare un gemito. Lo strinsi a me. Lo vidi chiudere gli occhi e inspirare profondamente. Sospirai anche io. Rialzò la testa per guardarmi in viso. Si mosse lentamente per paura di far male al bambino. Con un bacio evitò di far uscire un gemito dalla mia bocca. Aveva il collo lievemente madido di sudore. I ritmi aumentarono e io mi strinsi alle sue spalle. Poi, sfiniti, nudi e sudati ci addormentammo abbracciati con le lenzuola attorcigliate attorno ai nostri corpi. 
-Tu ed io siamo una cosa sola. Non posso farti del male senza ferirmi.- bisbiglió con il fiato corto Michael. E poi dormimmo abbracciati. 
Un raggio di sole illuminó la stanza. Aprii lentamente le palpebre. Michael mi aveva abbracciato da dietro, appoggiando il suo mento sulla mia spalla. Sentivo il suo respiro accarezzarmi la pelle. Aveva le mani sul mio ventre. Chiusi ancora un po' gli occhi.
-Buongiorno piccola...- disse al mio orecchio.
-Buongiorno Mike...- risposi girando la testa verso di lui. Mi diede un bacio sul naso.
-Sai... questa notte... beh...- inizió a balbettare. Lo guardai divertita.
-Eddai... parla!-
-Beh... quando abbiamo finito di far l'amore... ti ho abbracciato ed ho appoggiato le mani sul pancione... e... ho sentito scalciare...-
-Davvero? Io non ho mai sentito!- appoggiai d'istinto una mano sul ventre. Ma non sentii niente.
-Soraya...- disse facendomi girare verso di lui. 
-Sí?- chiesi perplessa.
-Non vergognarti della vitiligine... capisco alla perfezione ció che provi. L'ho provato sulla mia stessa pelle. E poi guarda...- disse alzando le lenzuola. 
-Ne ho una ben visibile proprio qua.- disse indicandosi l'inguine con un dito. La osservai. La pelle vicino all'inguine era ancora lievemente mulatta. Vidi la macchiolina. 
-Oh...-
-Visto? Non c'è da vergognarsi, soprattutto con me. Sei una cosí bella ragazza.-
-Michael... sai che assomiglia a una S? Te lo giuro!- esclamai osservando ancora la macchia. Rise.
-E la tua invece assomiglia.... a...- si mise sopra di me per osservare meglio. Con un dito percorse nuovamente il perimetro della macchia. Mi fece il solletico.
-Michael... lascia stare... non assomiglia a un bel nulla!- dissi dopo qualche minuto. Si fece pensieroso.
-Aspetta... ho trovato! Ha la forma di..  di... un bacio.- e mi bació.
-Un bacio? Michael sei sicuro di star bene?- gli misi una mano sulla fronte.
-Si! E poi, io ci vedo un bacio!- esclamó sicuro di se.
-Uhm... a volte mi chiedo cosa sia un bacio...- ammisi sovrappensiero.
-Un bacio? Cos'è un bacio? Semplice, è un segreto detto sulla bocca, un istante di infinita dolcezza.- disse serio.
-Perchè non hai fatto il poeta...- chiesi baciandolo. Le sue labbra erano bollenti e fredde allo stesso tempo. Appena mi baciava pensavo di essere in Paradiso, e dolo qualche bacio sentivo il calore dell'Inferno. 
-Perchè cosí posso dedicarle esclusivamente a te.- mi disse nell'orecchio. Mi fece ridere sommessamente. Continuava a farmi il solletico mentre respirava, e sentivo il fiato caldo nel mio orecchio. Mi diede un bacio sul collo e si alzó dal letto. Guardai la sua schiena. Quando si giró vidi i suoi fianchi. Potevo vedere benissimo le ossa. Mi accigliai.
- Michael... sei troppo magro secondo me.- buttai li. Lui mi guardó inarcando un sopracciglio. Si rigiró andando verso ai cassetti.
-Non preoccuparti Sor.- disse infine iniziando ad aprire i cassetti. Mi alzai con il lenzuolo avvolto e mi avvicinai da dietro a lui. Davanti a noi c'era uno specchio a muro. Gli guardai il petto, vedevo le costole. Lo abbracciai da dietro appoggiando le mie mani sul suo petto.
-Michael... devi mangiare di piú... o ti sentirai male prima o poi.- dissi lentamente cercando il suo sguardo per avere conferma. Ma lui lo volgeva altrove. Si staccó da me.
-Non posso farci niente se perdo tre chili a concerto. Soraya fattene una ragione, questo è il mio fisico, accontentati.- rispose andando all'armadio per tirare fuori una camicia bianca e dei pantaloni neri. Portai d'istinto la mano alla bocca dopo quella confessione.
-T...tre c..chi..li a concerto? Michael! Ma cos'hai dentro quella testa!? Non fa di certo bene al tuo fisico se poi non recuperi!- gli feci notare con tono fermo. Ma lui si limitó ad andare dritto al bagno. Chiuse la porta.
-Michael... io lo dico per te...- feci per aprire la porta ma appena riuscii a scorgere uno spicchio di bagno sentii la sua voce.
-Mi faccio una doccia.- disse in un sibilo. Lasciai la maniglia e la porta si chiuse. Rimasi lí a fissare la porta con lo sguardo perso. Era veramente troppo magro. Feci scivolare lentamente a terra il lenzuolo per poi andare davanti al cassettone e prendendo della biancheria intima pulita. Trovai delle mutandine bianche con del pizzo nero. Cosí come la parte superiore. Non le avevo mai viste, e non erano certamente mie. Di solito portavo cose normali, niente pizzo o stoffe varie. Il dubbio che fossero di un altra mi assalí. Ma poi vidi un post it attaccato a tutto il corredo.
"É un piccolo regalino per te. Spero ti piacciano. With Love, your M." Sorrisi sollevata. Mi infilai l'intimo e poi cercai qualcosa da mettere. Mi infilai una canottiera nera e dei pantaloni larghi. Poi mi accorsi che Michael aveva lasciato dei cassetti aperti. Andai per chiuderli ma mi fermai. Sul fondo del cassetto notai un piccolo contenitore. Lo presi e lo osservai bene. Conteneva un liquido biancastro. Trovai l'etichetta.
"Demerol." Lessi nella mente. Ingoiai a vuoto. Sapevo benissimo cos'era il Demerol. E non era niente di buono. Lo rinfilai nel cassetto, sfiorando con le dita un ulteriore contenitore. Stavolta conteneva solamente delle pasticche. Xanax. Scossi ancora la testa, delusa. Lanciai il contenitore nel cassetto e lo chiusi facendolo sbattere. 
Stessa identica routine, anche con Naomi. Ero già a sette mesi. 
Dopo l'ennesima litigata riguardo alla sua condizione fisica scesi le scale di fretta, con la rabbia che ribolliva nelle vene. Mancavano pochissimi scalini quando sentii la testa leggera e il fiato mancare. Poi con un tonfo caddi a terra. Mi aggrappai al corrimano ma sentii una scossa che dall'osso sacro mi arrivó dritta al cervello provocandomi un dolore insopportabile. Ero caduta dalle scale. Sentii i passi di Mildret e della nuova domestica assunta da Michael che mi si avvicinavano preoccupate. 
-Signorina Jackson!- dissero entrambe allarmate. Tenevo ancora gli occhi chiusi perchè sentivo ancora girare tutto intorno a me. Poi dei passi repentini e veloci alle mie spalle. 



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