Michael Jackson FanSquare Forum Dal 2001, il Forum italiano di Michael Jackson

Sogno o son Desto? Rating: verde

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    00 4/1/2013 9:49 PM
    Appena sarebbe capitato il momento giusto gliel'avrei chiesto. Si stava svegliando.
    -Ciao...- disse stropicciandosi gli occhi.
    -Ciao. Stai bene?-
    -Sí... solo la solita nausea.- mi rispose sorridendo. Mi avvicinai lentamente al suo volto.
    -Baciami... mi manchi.- mi bisbiglió facendomi muovere i riccioli. Sorrisi. I suoi occhi fissavano il mio viso. La baciai, intanto le presi le mani. Ci staccammo, la aiutai ad alzarsi.
    -Che facciamo oggi?- chiese appoggiando la testa ancora mezza addormentata sulla mia spalla.
    -Vestiti facciamo un giro.-
    Mentre si preparava andai in cucina, le preparai qualcosa da mangiare. Circa dieci minuti dopo scese. Venne in cucina. Le porsi una ciotola di fragole e panna.
    - Fragole!!- urló felice come una bambina. Mentre le mangiava andammo fuori, passeggiando per i prati.
    -Ahm... Mike... Tu le volevi le fragole?-
    -No...- dissi ridendo sotto i baffi.
    -Hey... Michael!-
    -Ne ho mangiate un po' prima...-
    Si fermó e fissó un punto, la osservai per un po'...
    -A cosa pensi?-
    -Niente... Solo che mia madre è allergica alle fragole...-
    -oh... Un pensiero molto intenso... Dico sul serio!- pochi attimi dopo mi venne da ridere.
    -Molto spiritoso! - mi disse ridendo e spingendomi.
    Eravamo in mezzo al prato più bello di Neverland, con qualche albero sparso qua e la.
    ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
    Mi voltai per guardare Michael, ma non c'era... Strano, due secondi prima mi aveva parlato!
    -Michael? Dove sei?- chiesi urlando.
    Mi guardai attorno, non c'era anima viva! Mi arresi, mi appoggiai ad un albero. Sentii qualcosa toccarmi la testa. La alzai e vidi Michael.
    -Cucú!- disse sorridente.
    -Eccoti! Mi hai fatto preoccupare! Volevo chiamare l'FBI!-
    Incrociai le braccia e fissai i suoi occhi, lui era comodamente sdraiato a pancia in giú su dei rami bassi orizzontali. Mi avvicinai e lo baciai.
    -Aspetta che scendo piccola.- disse iniziando a scendere.
    Facendo attenzione scese, e in pochi secondi me lo ritrovai di fronte. Ci prendemmo per mano.
    -Michael guarda!- dissi ad un tratto indicando l'orizzonte. Il sole stava tramontando dietro le colline di Neverland. 
    -É stupendo...- mormorai come ipnotizzata. Il suo sguardo fisso mi fece distrarre.
    -Giá... stupendo. Raggiante come il tuo viso... i suoi raggi sono delicati e biondi come i tuoi capelli... e... la luce è come quella che vedo nei tuoi occhi.- disse togliendosi gli occhiali a specchio. Il cuore inizió a battere forte. Mi avvicinai a lui e mi strinsi al suo petto. Mi diede un tenero bacio sulla guancia. Prese fiato.
    -Soraya...- disse prendendomi le mani e guardandomi negli occhi.
    -Sí?- dissi con voce flebile.
    -Noi due ci amiamo... non è cosí?- mi toccai la pancia che sembrava quasi ingombrante. Annuii sorridendo con la testa.
    -Soraya Slater... mi vuoi sposare?- e tiró fuori una scatolina di velluto rosso. Ne estrasse un anello in oro bianco e mi prese la mano. Trattenni le lacrime. Me lo infiló al dito. Una lacrima mi scese dall'occhio... rigandomi la guancia. Dava segni di nervosismo. Serrava la mascella e le tempie gli pulsavano.
    -Io...- iniziai emozionata. Lui mi fissava la bocca e gli occhi come a supplicarmi.
    -Io... penso... che noi due non...- la sua espressione cambió.
    -Che noi due non dobbiamo aspettare neanche un giorno di piú per sposarci!- e mi buttai fra le sue braccia.
    -Sí! Sí Michael! Lo voglio!- e lo baciai facendogli quasi perdere l'equilibrio. Ricambió il bacio.
    Michael mi prese in braccio e mi portó in casa. Mildret ci guardava sorpresa. 
    -Ehm... sí... noi... dobbiamo... parlare... in camera! Cammina! Ti devo fare un bel discorsetto!- mi disse mettendomi giú. Andammo su per le scale e continuó a fare questa sceneggiata fino alla porta della stanza. La chiuse dietro di sè. Mi sedetti sul letto e risi.
    -Mmh... di cosa dovevi parlarmi?- chiesi stando al gioco. Mi si avvicinó scherzosamente.
    -Lei... è la mia paziente! E come dovere di medico devo curarla!- disse prendendo un bloc notes e iniziando a scarabocchiarci sopra qualcosa. Lo guardai ridendo.
    -Bene... mi elenchi i sintomi...- disse con tono autoritario. Risi.
    -Ho mal di testa...- inventai. Mi tenni la testa con la mano facendo un espressione dolorante. Lui rise ma si trattenne.
    -Mal di testa... ok e poi?-
    -Ho freddo!- dissi strofinandomi le braccia. Appoggió il bloc notes sul letto e si avvicinó a me.
    -Forse...conosco il modo per riscaldarti..- disse bisbigliando. Si distese sopra di me. In poco tempo i vestiti erano a terra e i nostri baci erano bollenti proprio come i nostri corpi.
    -Ti amo.- disse spingendo il suo bacino contro il mio. Sentimmo la voce di Mildret che si avvicinava. Guardai Michael con gli occhi sgranati. Rimase immobile.
    -Cosa facciamo ora??- chiesi agitata col fiato corto.
    -Se ne andrà.- Mildret invece inizió a bussare alla porta.
    -Michael... siamo nella merda!- dissi aggrappandomi alle sue spalle.
    -Shhh!- bisbiglió.
    -Michael? Soraya?- chiamó Mildret. Michael si schiarí la voce.
    -Arriviamo.-
    -La cena si fredda!- e se ne andó. Mi baciò e ricominció a muoversi. Ci stringemmo in un intimo abbraccio. Dopo qualche minuto ci rivestimmo e scendemmo a cena. Katherine era venuta in visita.
    -Ciao mamma.- disse Michael sedendosi.
    -Ti ho aspettato per ben quindici minuti. Dove ti eri cacciato?- chiese prendendo dell'acqua. Io e lui ci guardammo complici.
    -Ho parlato con Soraya.- disse cercando di evitare il discorso. Quella sera non avevo molta fame. Avvicinai la mia mano al bicchiere e Katherine notó l'anello. Le si illuminó il viso.
    -Vi sposate??- chiese felice. Michael mi guardó e fece di sí con la testa.
    -Non sappiamo ancora quando.- aggiunsi io. Mi alzai e andai in cucina.
    -Michael!! Non trovo lo zucchero!!- e cosí Michael venne da me in cucina. Chiudemmo la porta.
    -Quindi?- mi chiese guardandomi a braccia conserte.
    -Ho voglia di baciarti...- dissi prendendolo per il colletto della camicia e avvicinandolo al mio viso. Mi abbracciò e appoggió le sue labbra sulle mie. Un bacio semplice. Ci sciogliemmo dall'abbraccio.
    -Lo diciamo a tua madre?- chiesi alzandomi la maglietta.
    -Credo sia giunto il momento... fra qualche settimana si vedrà piú che bene.- e mi accarezzó la pancia. Sorridemmo. Mi tirai giú la maglietta. Michael mi prese per mano e mi portó in sala da pranzo. Katherine ci guardava con aria interrogativa.
    -Mamma...- inizió lui. Ma io lo fermai con un gesto. Mi misi di profilo e alzai la maglietta. Katherine sorrise e corse incontro a noi abbracciandoci.
    -Oh auguri Michael!- gli disse dandogli un bacio sulla fronte. Poi mi guardó.
    -Soraya grazie... l'hai reso padre!- sorrisi timidamente. Mi ritirai nella stanza da letto e mi misi sotto le coperte. Presi da un sacchetto ai piedi del letto un libro. L'avevo comprato quando ero ancora a casa. Parlava della gravidanza e di come si sviluppava il bambino. Iniziai a sfogliarlo con interesse quando Michael entró chiudendo a chiave la porta.
    -Ciao amore...- disse gattonando nel letto fino a me.
    -Che fai?- chiese togliendosi i vestiti e rimanendo in boxer. Si mise sotto le coperte con me.
    -Leggo un libro....- risposi assorta. Si strinse al mio corpo e guardó anche lui il libro.
    -Il bambino è cosí.- dissi indicando un disegno. Lui mi guardó sorridente e mi bació sulla guancia. Chiusi il libro sospirando.
    -Cosa ti preoccupa piccola?- chiese abbracciandomi e mettendo il suo viso vicino al mio.
    -Ho solo un po' paura...- ammisi accoccolandomi fra le sue braccia.
    -Oh di cosa?- chiese iniziandomi ad accarezzare i capelli.
    -Di questa gravidanza... ho anche paura di partorire...-
    -Amore... non devi aver paura! Tu mi ami?-
    -Immensamente Michael.- risposi sicura
    -Ecco. Quell'esserino somigliante a un pesce che hai nella pancia è frutto del nostro amore. Durante il parto ci saró. Promesso.- e mi diede un bacio sulla guancia. Sorrisi.
    -Quando nascerà la mia scimmietta?- chiese facendomi stendere su di lui. Appoggiai il mento sul suo petto nudo.
    -Siamo a Gennaio e sono al terzo mese quindi...a Luglio o ad Agosto se non erro- dissi guardandolo negli occhi.
    -Pensa che bello se nascesse come me! Sarei l'uomo piú felice del mondo!- le sue mani iniziarono a scorrere sui miei fianchi.
    -Hai delle belle forme...- confessó sovrappensiero. Risi.
    -Shh! È tardi! Poi si svegliano tutti!- mi zittí mettendomi una mano sulle labbra.
    -Scusa...- feci la faccia triste. Il suo sguardo si addolcí.
    -Ma come faccio a rimproverare un angioletto come te?- chiese passandomi le mani fra i capelli sciolti e spettinati.
    -Ti amo!-
    -Io di piú!- ribattè baciandomi. Ci baciammo ancora. Mi prese saldamente per i polsi e il gioco si ribaltó. Continuammo a baciarci senza sosta. Sfamandosi l'un l'altro. I nostri animi si placarono.
    -Michael!- dissi io. Smise.
    -Cosa c'è?-
    -Pesi... mi fai male.- ammisi mettendogli una mano sul petto. Si stese di fianco a me.
    -Scusa piccola... adesso la tua pancia... è cosí gonfia!- disse accarezzandomela. Mi strinsi al suo petto, appoggiando la testa su di esso. E con il dolce suono del suo cuore mi addormentai. Stretti l'un l'altro dormimmo.
    -Soraya... Soraya...- sentii chiamarmi. Michael mi toccó la spalla nel vano tentativo di farmi svegliare. Ma io non ne volevo sapere di alzarmi dal letto. Era comodo e odorava del suo profumo, cosa che mi faceva sempre impazzire.
    -Dai amore... svegliati...- continuó a scuotermi. Aprii lentamente gli occhi. Una smorfia si dipinse sul mio viso.
    -Michael...- guardai l'orologio appoggiato sul mio comodino. Erano le 6.30.
    -E tu mi hai svegliato alle 6.30!?- chiesi esterrefatta. Lui mi fece stare zitta baciandomi.
    -Shhh... o sveglierai mia madre! Dobbiamo andare su un set.- mi spiegó.
    -Di che?- chiesi chiudendo gli occhi e appoggiando la testa sul cuscino.
    -In The Closet.- rispose. Mi coprii con la coperta ma lui con uno strattone mi riscoprí.
    -Alzati!- disse lui. Mi alzai controvoglia. Avevo addosso solamente la mia camicia da notte che mi stava ormai stretta. Rise mettendomi un braccio attorno al fianco destro.
    -Devo regalarti un altra camicia da notte... ti sta piccola!- e rise ancora. Lo fissai per qualche secondo. Avvicinó le sue delicate labbra alle mie e mi bació con amore. Andai in bagno e mi lavai la faccia. Mi vestii ed uscii. Michael si stava infilando la giacca e aveva già in mano gli occhiali a specchio.
    -Che rapidità!- feci notare guardandolo.
    -Su! Andiamo!- disse per l'ultima volta prendendomi per mano e aiutandomi ad infilare una giacca leggera.
    -Michael... sono orribile cosí! Non ho neanche un filo di trucco!- mi lagnai.
    -Sei stupenda.- ed uscimmo. Salimmo in macchina e ci dirigemmo verso il set. Dopo un paio di ore arrivammo. C'era il mare con mia sorpresa! Michael mi aiutó a scendere dal suv nero. Mi tenne per mano mentre camminavamo verso il camerino. Aprí la porta facendomi entrare. Mi sedetti su una sedia.
    -È stupendo qui!- esclamai pensando al mare. Inizió a togliersi la giacca. Cosí come la camicia. Guardai le sue possenti spalle. Si infiló invece una canottiera bianca. I pantaloni erano neri.
    -Sei fantastico cosí...-
    -Grazie piccola.- rispose assolto mentre si stava facendo la coda. Mi guardai attorno. Era un normalissimo camerino.
    -Senti Soraya... ti va se stai qui durante le riprese?- mi chiese lui guardandomi.
    -Non capisco il motivo di questa domanda.- ammisi. Michael si fece pensieroso.
    -Fa caldo fuori e non vorrei che ti affaticassi troppo.- disse tenendomi la mano.
    -Ti prego voglio assistere! Starò all'ombra!-. Mortificato annuì con la testa. Lo baciai e mano nella mano uscimmo dal camerino. Una donna slanciata si stava avvicinando a noi. Era Naomi Campbell?
    -Michael... ma chi è?- sussurrai al suo orecchio.
    -Oh ma ciao Mike!- lo salutó lei buttandogli le braccia al collo. Mi scostai.
    -E lei chi è?!- chiese con punta di disgusto.
    -Sono la sua...- iniziai io ma Michael mi interruppe.
    -É una mia cara amica.- disse sorridendo. Eh no, questa me la pagava! Si vergognava di me? Mi limitai a sorridere anche io. Naomi mi stava fissando la pancia.
    -Auguri...- disse sforzandosi. Mi toccai la pancia.
    -Grazie.- dissi anche io controvoglia. Continuammo a lanciarci perfide occhiatacce nei minuti a seguire. Michael si accorse che la situazione non stava prendendo una bella piega e cosí ci esortó ad andare a prendere qualcosa al banco del cibo.


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    00 4/2/2013 4:58 PM
    Evivva gli sposi auguri. Posta il prossimo perché tra Naomi, Michael e lei se ne vedranno delle belle e anche per sapere cosa succederà
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    00 4/25/2013 8:10 PM
    Capitolo ? (scusate ma non ne ricordo proprio il numero...)
    . Dopo aver mangiato qualche dolce ed aver gettato un occhiataccia a Naomi iniziarono le riprese. Mi andai a sedere all'ombra e osservai le scene. La musica partí e Michael e Naomi iniziarono a ballare. Gli si strusciava addosso e le mani di Michael percorrevano le sue braccia. Mi innervosii. Mi dava fastidio vederla strusciarsi contro di lui. E lui che la sfiorava. Le mani di Naomi scesero sulla schiena di Michael... fino al suo fondoschiena. Cedetti. Andai da Wayne. 
    -Portami a Neverland.- dissi decisa infilandomi gli occhiali da sole. 
    -Ma signorina... Michael ha detto di...-
    -No. Michael un corno. Portami a Neverland. Adesso.- mi imposi. Wayne mi accompagnó alla limousine e guidó fino a Neverland senza fiatare. Scesi e feci sbattere la portiera.
    -Scusa Wayne. Non ce l'ho con te.- urlai allontanandomi dalla macchina. 
    -Ma cosa diró...- 
    -Mi sono sentita male.- ed entrai in casa sbattendo anche quella porta. Con passo deciso me ne andai in camera da letto. Feci solo un cenno di saluto a Mildret. Avevo voglia di sfogarmi ma mi trattenni. Mi cambiai e mi infilai solamente una sua camicia, che mi stava larga e mi copriva fino a metá coscia. Scesi frettolosamente le scale e mi recai in cucina.
    -Nervosa oggi eh?- mi girai. Era Herman.
    -Non sono dell'umore. Scusami.- presi un pacchetto di pop corn e mi sdraiai sul divano, guardando la tv e mangiando. Dopo qualche ora sentii la porta aprirsi. Non mi voltai apposta. E neanche lui mi diede corda. Si limitó a guardarmi con la coda dell'occhio mentre saliva le scale. I domestici si erano dileguati in un batter d'occhio. Avranno intuito che c'era aria di litigata. Abbassai il volume della tv. Si stava facendo una doccia. Prima o poi sarebbe sceso. Infatti, dopo qualche minuto scese, lavato e vestito. Mi passó dietro e infiló una sua mano nel pacchetto di pop corn. Ne estrasse un paio e se li mangió. Poi venne a sedersi di fianco a me. 
    -Ciao amore...- mi bisbiglió baciandomi sulle labbra. Rimasi impassibile. Mi guardó. Appoggiò la sua mano sulla mia coscia nuda e inizió lentamente a risalire sotto la camicia. Mi scostai di colpo.
    -Cosa c'è?- chiese alterato. Incrociai le braccia al petto. Inarcai un sopracciglio.
    -"Cosa c'è?"?!- ripetei inviperita.
    -Ti ho fatto un torto per caso?- e fece un espressione innocente. Mi fece imbestialire il suo comportamento da angioletto.
    -Mi ha dato fastidio il tuo comportamento.- ammisi decisa.
    -Il mio? O piuttosto quello di Naomi?-
    -Insomma! Non fare il finto tonto! Sai cosa mi ha dato fastidio!!- urlai adirata. Michael si incavoló.
    -Era solo un video diamine! Era tutto finto!-
    -Erano finte anche le sue carezze e i tuoi tocchi?! Erano finti anche quelli Mike!?- chiesi infuriata.
    -Cazzo se sei gelosa Soraya!- esclamó allargando le braccia.
    -Ma vaffanculo! Vacci insieme a quella sgualdrina di Naomi!- urlai io.
    -Modera i termini!- mi riprese.
    -Ho detto la pura verità!- 
    -Spero che dopo il matrimonio cambi atteggiamento se no...- non finí la frase che lo interruppi.
    -Se no cosa?! Mi cacci di casa?! Dimentichi che sono io che porto in grembo tuo figlio!- mi alzai e gli puntai un dito contro.
    -Non mettere di mezzo il bambino!!-
    -Sí Michael! Invece sí che lo metto in mezzo perchè centra eccome!- 
    -Te lo ripeto: lascia in pace il bambino! Se no le mie buone maniere diventano cattive maniere!!- e si alzó avvicinandosi bruscamente a me.
    -É una minaccia?!- chiesi ridendo sarcasticamente.
    -Piú o meno.- rispose calmo. Fece per baciarmi ma mi venne in mente un altra cosa.
    -No non puoi baciarmi! Perchè io sono solamente "una tua cara amica"!- dissi fissandolo negli occhi. Michael alzó gli occhi al cielo e sbuffó.
    -Non voglio far sapere del matrimonio ok!?- rispose stufo. Lo guardai. Mi sfilai l'anello e lo gettai con rabbia a terra. 
    -Allora sai cosa ti dico Mike? Se non vuoi farlo sapere, perchè sposarci?- e me ne andai su per le scale. Michael rimase immobile qualche secondo per poi scattare e seguirmi.
    -Aspetta...- ma io feci finta di non sentire.
    -Aspetta!- e iniziai a salire le scale piú velocemente. Entrai in camera da letto e chiusi la porta. Michael, ancora piú adirato per il mio gesto, si piombó da me.
    -Cazzo ti sto parlando!!- 
    -Ti faccio i miei complimenti. Hai mandato tutto all'aria.- dissi seria senza alcuna espressione in volto. Mi prese con forza dai polsi e mi avvicinò al suo corpo. 
    -Ti amo. Dio quanto ti amo quando ti incazzi.- disse sulle mie labbra per poi baciarmi. Rimasi ancora impassibile, ma quando sentii la sua lingua calda esplorare la mia bocca mi sciolsi. Le sue mani percorrevano i miei fianchi. Misi le mani fra i suoi capelli. Si mosse in avanti facendomi cadere sul letto. 
    -Anche tu sei sexy quando ti incazzi...- bisbigliai anche io sulle sue labbra. E stavolta fu lui a dovermi sbottonare la camicia. Portavo solamente l'intimo sotto. Mi bació la pancia per poi far scivolare lentamente le sue dita affusolate fino all'elastico delle mutandine. Con un veloce e leggero tocco sfiló quel pezzo di stoffa che ci divideva. Portó le mani al mio seno avvolgendolo. Con un gioco di dita riuscí a sfilarmi il reggiseno. Me lo passó davanti agli occhi con uno sguardo truffaldino. Sorrisi baciandolo. Sentii la bocca di lui che si dischiudeva lentamente avvolgendo le mie labbra con un dolce abbraccio. Gli tolsi la maglietta e il resto andó via da se.
    -Quando litighi la tua espressione è sensuale...- mi disse nell'orecchio per poi mordicchiarne dolcemente il lobo. Chiusi gli occhi. Alzai il busto verso il suo e gli baciai quella vena pulsante che aveva sul collo. La sua pelle era bollente. 
    -Sei bravissimo a mandare tutto all'aria..- ripresi io.
    -Lo so...- mi rispose sorridendo maliziosamente. Gli accarezzai la schiena e la percorsi con un dito fino al suo fondoschiena. E sentii un brivido. Le sue mani percorsero ogni centimetro del mio corpo. Ad un tratto si fermó. Notai che mi stava guardando il seno.
    -Cosa c'è?- chiesi io. Con una mano mi accarezzó il seno.
    -La macchia...- bisbiglió. Mi ricordai della macchia di vitiligine. Mi misi a sedere coprendomi il seno con le mani. 
    -Scusami... io non volevo... farti inorridire...- dissi sbiascicando le parole. Michael abbracció il mio corpo nudo.
    -Inorridire? Ragazza ma tu mi fai impazzire...- esclamó facendomi togliere le mani dal seno. Mi si avvicinó e mi diede un bacio che fece riaccendere la passione. Gli accarezzai il petto. Le mie mani arrivarono al suo ombelico. Era cosí invitante... mi abbassai e gli diedi un bacio sull'ombelico. Mi rialzai e incontrai il suo sguardo.
    -Baciami. Ti prego.- supplicava con occhi languidi. Lo baciai e la mia lingua cercó la sua e insieme iniziarono a toccarsi e a sfiorarsi. La sua mano inizió ad accarezzarmi delicatamente il seno, concentrandosi a seguire il contorno della mia macchia. I nostri bacini si muovevano perfettamente sincronizzati, ad un ritmo dettato solamente dall'amore. Michael affondò la testa nell'incavo del mio collo nel tentativo di soffocare un gemito. Lo strinsi a me. Lo vidi chiudere gli occhi e inspirare profondamente. Sospirai anche io. Rialzò la testa per guardarmi in viso. Si mosse lentamente per paura di far male al bambino. Con un bacio evitò di far uscire un gemito dalla mia bocca. Aveva il collo lievemente madido di sudore. I ritmi aumentarono e io mi strinsi alle sue spalle. Poi, sfiniti, nudi e sudati ci addormentammo abbracciati con le lenzuola attorcigliate attorno ai nostri corpi. 
    -Tu ed io siamo una cosa sola. Non posso farti del male senza ferirmi.- bisbiglió con il fiato corto Michael. E poi dormimmo abbracciati. 
    Un raggio di sole illuminó la stanza. Aprii lentamente le palpebre. Michael mi aveva abbracciato da dietro, appoggiando il suo mento sulla mia spalla. Sentivo il suo respiro accarezzarmi la pelle. Aveva le mani sul mio ventre. Chiusi ancora un po' gli occhi.
    -Buongiorno piccola...- disse al mio orecchio.
    -Buongiorno Mike...- risposi girando la testa verso di lui. Mi diede un bacio sul naso.
    -Sai... questa notte... beh...- inizió a balbettare. Lo guardai divertita.
    -Eddai... parla!-
    -Beh... quando abbiamo finito di far l'amore... ti ho abbracciato ed ho appoggiato le mani sul pancione... e... ho sentito scalciare...-
    -Davvero? Io non ho mai sentito!- appoggiai d'istinto una mano sul ventre. Ma non sentii niente.
    -Soraya...- disse facendomi girare verso di lui. 
    -Sí?- chiesi perplessa.
    -Non vergognarti della vitiligine... capisco alla perfezione ció che provi. L'ho provato sulla mia stessa pelle. E poi guarda...- disse alzando le lenzuola. 
    -Ne ho una ben visibile proprio qua.- disse indicandosi l'inguine con un dito. La osservai. La pelle vicino all'inguine era ancora lievemente mulatta. Vidi la macchiolina. 
    -Oh...-
    -Visto? Non c'è da vergognarsi, soprattutto con me. Sei una cosí bella ragazza.-
    -Michael... sai che assomiglia a una S? Te lo giuro!- esclamai osservando ancora la macchia. Rise.
    -E la tua invece assomiglia.... a...- si mise sopra di me per osservare meglio. Con un dito percorse nuovamente il perimetro della macchia. Mi fece il solletico.
    -Michael... lascia stare... non assomiglia a un bel nulla!- dissi dopo qualche minuto. Si fece pensieroso.
    -Aspetta... ho trovato! Ha la forma di..  di... un bacio.- e mi bació.
    -Un bacio? Michael sei sicuro di star bene?- gli misi una mano sulla fronte.
    -Si! E poi, io ci vedo un bacio!- esclamó sicuro di se.
    -Uhm... a volte mi chiedo cosa sia un bacio...- ammisi sovrappensiero.
    -Un bacio? Cos'è un bacio? Semplice, è un segreto detto sulla bocca, un istante di infinita dolcezza.- disse serio.
    -Perchè non hai fatto il poeta...- chiesi baciandolo. Le sue labbra erano bollenti e fredde allo stesso tempo. Appena mi baciava pensavo di essere in Paradiso, e dolo qualche bacio sentivo il calore dell'Inferno. 
    -Perchè cosí posso dedicarle esclusivamente a te.- mi disse nell'orecchio. Mi fece ridere sommessamente. Continuava a farmi il solletico mentre respirava, e sentivo il fiato caldo nel mio orecchio. Mi diede un bacio sul collo e si alzó dal letto. Guardai la sua schiena. Quando si giró vidi i suoi fianchi. Potevo vedere benissimo le ossa. Mi accigliai.
    - Michael... sei troppo magro secondo me.- buttai li. Lui mi guardó inarcando un sopracciglio. Si rigiró andando verso ai cassetti.
    -Non preoccuparti Sor.- disse infine iniziando ad aprire i cassetti. Mi alzai con il lenzuolo avvolto e mi avvicinai da dietro a lui. Davanti a noi c'era uno specchio a muro. Gli guardai il petto, vedevo le costole. Lo abbracciai da dietro appoggiando le mie mani sul suo petto.
    -Michael... devi mangiare di piú... o ti sentirai male prima o poi.- dissi lentamente cercando il suo sguardo per avere conferma. Ma lui lo volgeva altrove. Si staccó da me.
    -Non posso farci niente se perdo tre chili a concerto. Soraya fattene una ragione, questo è il mio fisico, accontentati.- rispose andando all'armadio per tirare fuori una camicia bianca e dei pantaloni neri. Portai d'istinto la mano alla bocca dopo quella confessione.
    -T...tre c..chi..li a concerto? Michael! Ma cos'hai dentro quella testa!? Non fa di certo bene al tuo fisico se poi non recuperi!- gli feci notare con tono fermo. Ma lui si limitó ad andare dritto al bagno. Chiuse la porta.
    -Michael... io lo dico per te...- feci per aprire la porta ma appena riuscii a scorgere uno spicchio di bagno sentii la sua voce.
    -Mi faccio una doccia.- disse in un sibilo. Lasciai la maniglia e la porta si chiuse. Rimasi lí a fissare la porta con lo sguardo perso. Era veramente troppo magro. Feci scivolare lentamente a terra il lenzuolo per poi andare davanti al cassettone e prendendo della biancheria intima pulita. Trovai delle mutandine bianche con del pizzo nero. Cosí come la parte superiore. Non le avevo mai viste, e non erano certamente mie. Di solito portavo cose normali, niente pizzo o stoffe varie. Il dubbio che fossero di un altra mi assalí. Ma poi vidi un post it attaccato a tutto il corredo.
    "É un piccolo regalino per te. Spero ti piacciano. With Love, your M." Sorrisi sollevata. Mi infilai l'intimo e poi cercai qualcosa da mettere. Mi infilai una canottiera nera e dei pantaloni larghi. Poi mi accorsi che Michael aveva lasciato dei cassetti aperti. Andai per chiuderli ma mi fermai. Sul fondo del cassetto notai un piccolo contenitore. Lo presi e lo osservai bene. Conteneva un liquido biancastro. Trovai l'etichetta.
    "Demerol." Lessi nella mente. Ingoiai a vuoto. Sapevo benissimo cos'era il Demerol. E non era niente di buono. Lo rinfilai nel cassetto, sfiorando con le dita un ulteriore contenitore. Stavolta conteneva solamente delle pasticche. Xanax. Scossi ancora la testa, delusa. Lanciai il contenitore nel cassetto e lo chiusi facendolo sbattere. 
    Stessa identica routine, anche con Naomi. Ero già a sette mesi. 
    Dopo l'ennesima litigata riguardo alla sua condizione fisica scesi le scale di fretta, con la rabbia che ribolliva nelle vene. Mancavano pochissimi scalini quando sentii la testa leggera e il fiato mancare. Poi con un tonfo caddi a terra. Mi aggrappai al corrimano ma sentii una scossa che dall'osso sacro mi arrivó dritta al cervello provocandomi un dolore insopportabile. Ero caduta dalle scale. Sentii i passi di Mildret e della nuova domestica assunta da Michael che mi si avvicinavano preoccupate. 
    -Signorina Jackson!- dissero entrambe allarmate. Tenevo ancora gli occhi chiusi perchè sentivo ancora girare tutto intorno a me. Poi dei passi repentini e veloci alle mie spalle. 



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    00 4/25/2013 8:39 PM
    Menomale si è calmata capendo che per lui Naomi non conta e non volava farle sapere del loro matrimonio per privacy. Posta il prossimo per sapere il motivo perché sta male
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    00 4/28/2013 12:30 PM
    -Oh cazzo! Soraya!- la voce di Michael arrivó ovattata alle mie orecchie. 
    -Soraya! Rispondimi! Ma che cazzo è successo Mildret!?- chiese Michael  urlando ripetutamente il mio nome. Ma io non riuscivo ad aprire bocca. Il dolore era forte e sentivo il cuore battere all'impazzata. Michael fece passare le  mani sotto le mie ascelle per poi appoggiarle poco sotto al seno e mi alzó lentamente. Ma io sentivo le gambe molli.
    -Chiamate un'ambulanza! Ora!- ordinó Michael. Ero ancora appoggiata con una mano sul corrimano. La mano di Michael andó su quella appoggiata e delicatamente la staccó. Mi cedettero le gambe e prontamente Michael mi sorresse prendendomi in braccio. 
    -Soraya! Soraya rispondimi!- ancora niente, non riuscivo proprio a parlare. Riuscii solamente ad aprire gli occhi ed a fissare i suoi senza mai staccarmene. Sentii le sirene provenire dall'esterno. Michael camminó velocemente verso il viale esterno dove c'era un'ambulanza pronta con barella e tutto il necessario. Mi adagió sulla barella e da li in poi non ricordai molto. Quando mi svegliai sentii ancora una scarica di dolore che mi arrivó dritta alle tempie. Aprii lentamente gli occhi. Michael mi teneva la mano mentre con l'altra si teneva la fronte. Stava piangendo. Silenziosamente ma piangeva. Strinsi appena le dita attorno alla sua mano. Se ne accorse e mi guardó. Aveva tutti gli occhi arrossati dal pianto ma si sforzó di sorridere.
    -Cos'è successo?- chiesi con difficoltà. Lui sospiró. 
    -Hai avuto un giramento di testa e un alzamento della pressione. Sei caduta dalle scale...- io aprii leggermente la bocca.
    -E... il bambino?- chiesi preoccupata. Ed ecco che una lacrima solcò il suo viso. 
    -Soraya... quando... sei caduta... il bambino... ha subito dei danni...- disse asciugandosi le lacrime. Istintivamente portai una mano alla pancia. Iniziai a piangere. Michael mi accarezzó una guancia con il dorso della mano. Chiusi gli occhi per un'altra fitta.
    -Shh... si sistemerà tutto...- mi rassicuró continuando ad asciugare le mie lacrime. -É malato! Lo so è malato!- urlai iniziando a divincolarmi nel letto e muovendo le gambe nel tentativo di togliermi le coperte. Michael mi prese i polsi ma io continuai a divincolarmi piangendo. 
    ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
    -Soraya! Calmati... piccola...- cercai di farla calmare ma continuava ad agitarsi.
    -Non toccarmi! È malato! É colpa tua! Ti odio!- mi urló ad un tratto. Io mollai la presa sulle sue braccia. La guardai. Ad un tratto sentii un rumore. Mi voltai e vidi il monitor con sopra l'elettrocardiogramma. Il cuore stava battendo troppo velocemente. La porta della stanza si spalancó ed entrarono delle infermiere. Due di loro mi fecero allontanare da lei. Prima che chiudessero la porta vidi lei che piangeva ed urlava il suo dolore. Mi sedetti su una poltroncina da visita. Dopo qualche attimo sentii solamente silenzio. Aspettavo impazientemente i risultati degli esami. Già, il bambino aveva sentito la botta della caduta ma per capire se era affetto da qualche malattia dovevamo fare gli esami. Fissai a terra. 
    -Signor Jackson, ho i risultati.- mi sentii come svegliato da un coma. Erano passate tre ore. Per tre ore ero rimasto a fissare il nulla. Mi alzai in piedi e lo guardai con speranza.
    -La caduta ha danneggiato la signorina... ma il bambino non ha subito alcun danno grave.- stavo per saltargli addosso, quando mi fece capire di non aver detto tutto.
    -L'utero non ha subito danni... ed è tutto okay.- gli strinsi la mano continuando a dire una serie infinita di "grazie!" 
    -Puó entrare ora.- disse facendo cenno con la testa alla porta della stanza.
    -Quando potrà uscire?- chiesi io. Lui diede una lettura veloce ai documenti.
    -Anche adesso. Fra qualche minuto dovrebbe arrivare una sedia a rotelle, evitiamo di provocare altro dolore alla ragazza poichè il coccige ha subito una scheggiatura.- rispose lui con tono autoritario. Ringraziato un'ultima volta il dottore entrai nella camera. Lei era sdraiata e volgeva la testa in un altra direzione. Mi avvicinai lentamente. Anche se aveva la faccia rivolta verso di me non mi guardava. Guardava a terra. 
    -Soraya...- bisbigliai con timore. Lei alzó lo sguardo e mi guardó. Gli occhi erano ancora pieni di lacrime che lentamente stavano iniziando a scendere.
    -No Soraya... non piangere...- bisbigliai ancora prendendole il volto fra le mani. Mi chinai dolcemente. I nostri nasi quasi si sfioravano. 
    -Scusa Mike...- disse prima che la baciassi. Appoggiai le mie labbra sulle sue con una leggera pressione. Schiuse la bocca e il nostro bacio diventó piú caldo e piú intimo. Mi staccai a fatica da quella dolce morte che erano le sue labbra.
    -Piccola... il bambino sta bene...- le dissi asciugandole le lacrime. Nel suo sguardo vidi una luce e le sue labbra si distesero in un sorriso. Ma poi ritornò triste. Mi sedetti su una sedia vicino al lettino.
    -Cosa ti turba?- chiesi tenendole le mani.
    -Io non ti odio... scusa... ma non ero in me... io... io ti amo infinitamente!- e mi buttó le braccia al collo.
    -Voglio tornare a casa...- mi bisbiglió nell'orecchio. In quel momento entró un infermiere con la sedia a rotelle. Ci sciogliemmo dall'abbraccio. L'infermiere stava per prenderla in braccio ma lo anticipai. La presi delicatamente in braccio e la adagiai sulla sedia a rotelle. Uscimmo dalla stanza e dopo aver compilato dei moduli ed aver ritirato i vari medicinali andammo a casa. Aprii lentamente la porta d'entrata e spinsi la sedia a rotelle. Chiusi dietro di me la porta. Soraya non mi aveva ancora rivolto parola. Mi abbassai sui talloni e cercai il suo sguardo.
    -Piccola...- dissi dolcemente. Le presi il mento con due dita e glielo alzai dolcemente. Finalmente vidi i suoi occhi, tristi.
    -Amore cosa ti turba?- chiesi ancora. Lei si limitó ad abbassare lo sguardo.
    -Puoi dirmi tutto.-
    -Mi... mi sento in colpa.- mormorò. Mi si strinse il cuore. 
    -Shhh... ti ho già perdonata.- e mi sorrise. 
    ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~


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    00 4/30/2013 2:45 PM
    Menomale lei e il bambino stanno bene
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