Michael Jackson's This is it: commenti dei vip e recensioni

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ValentinaMJ
00Tuesday, November 3, 2009 2:26 AM
"Prova da Re del pop" di Marco Molendini per Il Messaggero

La scena più tenera? Michael alle prese con un lecca lecca mentre guarda le registrazioni della prova del balletto di morti viventi per Thriller. Il momento musicale migliore? Il fantastico finale a cappella di I just can’t stop loving you, in cui Jacko si lancia in un crescendo in clima soul e poi, rivolto ai suoi tecnici, si lamenta: «Non fatemelo fare, non posso permettermelo. Devo risparmiare la mia voce». La sequenza che suscita più dubbi: quella che dovrebbe essere un punto di forza, l’esecuzione della formidabile Billie Jean, dove il labiale è ritardato rispetto al suono (sospetto playback?) e c’è solo un accenno di moonwalk. Giusto o non giusto che sia aver fatto diventare pubbliche quelle immagini private, alla fine ecco qua This is it, il film che racconta l’ultima impresa del re del pop, ovvero le prove fatte per mettere in piedi lo show mai cominciato, l’appuntamento che avrebbe dovuto sancire il suo addio alle scene nella 02 Arena di Londra, 50 spettacoli e poi, chissà, un tour mondiale.
Cento ore da cui è stato estratto un saggio di poco meno di due (centodieci minuti), lunga carrellata su tutto ciò che era stato predisposto da Michael, dalla sua equipe, dal suo regista Kenny Ortega. Un montaggio velocissimo da cui è difficile capire quanto il divino Jackson abbia penato per seguire il suo perfezionismo, per non deludere i suoi fans, per far vedere loro come dice nella scena finale «un talento a cui il pubblico non è abituato». Chissà se, per raggiungere quel risultato, non ci abbia rimesso la vita. Dopo aver letto delle sue dipendenze dai farmaci, della presenza di medici decisamente poco scrupolosi e lautamente pagati al suo fianco, è inevitabile pensare a che cosa abbia fatto ricorso per apparire al meglio durante i giorni di prove. Del resto, che al risultato Michael ci tenesse eccome è evidente da tutte le registrazioni fuori scena, quando discute con Ortega, con i tecnici, con i musicisti, quando spiega cosa vuole, come deve essere tale scena, come chiede che sia quel ritmo (fantastica la preparazione di Wanna be startin’ something in cui indica alla band il tempo giusto usando la voce). Lo spettacolo di luglio alla 02 Arena doveva essere roboante, qualcosa che non si era mai visto prima (come dice lui stesso), capace di riscattare la sua immagine, di restituirgli sul campo il ruolo di inimitabile re del pop. E, se è difficile capire quale realmente fosse lo stato fisico di Michael (perché il film è una sorta di monumento finale che evita ogni accenno a cadute, a momenti di defaillance che sicuramente ci saranno stati), è evidente che viene fuori lo stupefacente ritratto di un artista formidabile, dal talento travolgente alle prese coi suoi grandi successi (da I just can’t stop loving you a Black or white, a Beat it, a Human nature) intento a costruirsi una sorta di monumento che non dimentica neppure i tempi degli esordi coi Jackson 5 (con lo splendido cavallo di battaglia I’ll be there). Una sorta di musical autobiografico (ogni pezzo è accompagnato da scenografie e coreografie che non badano al risparmio) in cui Jacko è il Jackson di sempre, che guida i balletti disegnando le sue classiche figure che mostrano ancora eleganza e disciplina frutto di una scuola dura e inesorabile, altro che cinquantenne anoressico con un piede nella fossa. Certo il paragone con il passato è fulmineo: a un certo punto il film mostra una carrellata di immagini dei tempi d’oro, la fludità dei movimenti è spaziale, le piroette supersoniche, ma sono anche passati vent’anni. Sono invece trascorsi solo quattro mesi da quella notte in cui Michael non si è più svegliato, sedato dal suo medico. Centoventigiorni in cui il re del pop ha messo in cassa fra dischi e memorabilia vari la bellezza di 60 milioni di euro. This is it (e c’è anche il disco) è destinato a far lievitare e di molto quel record. Per fortuna lasciando l’ultima traccia di un talento che neppure la dissipazione era riuscita a cancellare.
ValentinaMJ
00Tuesday, November 3, 2009 2:36 AM
La Repubblica
L' ultimo valzer di Michael Jackson principino infelice


This is it, questo è, anzi era, il principino infelice che stava preparando il colossale show per le cinquanta date previste alla 02 Arena di Londra a partire dal 13 luglio. Il film, messo in piedi a tempo record da Kenny Ortega, regista anche dello show, offre un' ampia panoramica delle prove di primaveraestate allo Staples center di Los Angeles. Jackson balla, canta, interagisce con ballerini e tecnici, benedice e manda messaggi d' amore ogni volta che chiede qualche correzione ai musicisti. Lo sguardo è insolito. Anche se la post-produzione ammanta il tutto di un' inevitabile patina dorata, rimane una visione sostanzialmente impudica di momenti che, senza il tremendo epilogo della vicenda, sarebbero probabilmente rimasti privati. E sono documenti preziosi, che ci permettono di capire come si prepara uno show di questo livello. Jackson non sembra uno destinato a una morte così tragica e improvvisa, ma è visibilmente indebolito. Canta e balla senza mai forzare troppo, ma questo potrebbe anche essere dovuto alla voglia di risparmiarsi in vista dell' onerosissimo impegno che lo aspettava. Colpisce casomai la fragilità del personaggio, quel modo di fare da gigante timido, il fil di voce col quale in ogni caso dominava il complesso allestimento che doveva mettere insieme immagini, coreografie, musica dal vivo, effetti speciali (tra cui una nuova versione in 3D della celeberrima mise en scène di Thriller ). «Siamo qui per portare amore al mondo, per ricordare alla gente di rispettare il pianeta» dice a un certo punto davanti a tutta la crew riunita in cerchio, come in una cerimonia propiziatoria. Ballerini, tecnici, musicisti lo venerano come una divinità, come l' unico, vero re del pop in circolazione, gratificati dal solo fatto di essere accanto a lui. E lui concede la sua grazia, il ballo scattante, il canto lieve di un bambino impaurito che il destino ha messo sulla vetta più alta del mondo.
ValentinaMJ
00Tuesday, November 3, 2009 2:40 AM
Il Tempo
Jacko sul palco in gran forma

Qualcosa non quadra. A vederlo provare lo show con tanta concentrazione e in buona forma fisica, tutto si penserebbe, tranne che di lì a poco, da quella stessa sala dello Staples Center di Los Angeles, avremmo assistito in mondovisione al funerale di Michael.
A cinquant'anni suonati, ecco che Jacko canta con quel talento che distingue l'artista dall'artigiano pop: la volenterosa Madonna, per dire, quella voce baciata dal Padreterno, può solo sognarsela.
E poi eccolo lì a gestire il "moonwalk" al centro di una squadra di ballerini prodigiosi, ma di cui lui è il faro indiscusso. Controlla ogni particolare del sontuoso spettacolo, con fermezza ma anche con carismatica gentilezza. Dice ai suoi collaboratori: «Metteteci amore, Dio vi benedica», e spiega con pazienza al direttore musicale come cogliere l'infinitesima porzione di ritmo e la giusta tonalità per attaccare un pezzo, roba che nessuno può sentire, se non l'orecchio assoluto del genio. È magro, certo, in alcuni momenti appare stanco, ma chiunque, al posto suo, sarebbe già schiattato sul palco, nella preparazione massacrante di quello che, dal rnaxischermo del cinema, si rivela il più colossale concerto "mancato" della storia pop. Nulla lascia presagire la morte di Michael, nelle due ore di "This is it". Nulla. Non è l'uomo incapace di reggersi in piedi che le cronache post-mortem avevano descritto, quello fotografato in sedia a rotelle, e con lo stomaco pieno solo di pillole. È un cantante maledettamente in salute, date le premesse: e allora il film che racconta la preparazione del suo ritorno sulle scene diventa molto più di una prova generale a porte chiuse, splendidamente eseguita e magnificamente condotta in porto dalla troupe diretta dal regista Kenny Ortega: in filigrana, è davvero un "thriller".
Tre giorni fa, uno dei suoi intimi amici, il coproduttore dell'album "Dangerous" Teddy Riley ha tirato una mina nella scena del giallo: «A qualcuno non piaceva qualcosa che Michael aveva detto o stava facendo, o non voleva che tornasse al top. Così dovevano liberarsi di lui. Io e la sua famiglia crediamo di sapere chi sia l'assassino, e confidiamo che sarà arrestato presto. La verità verrà presto fuori». Non è chiaro se Riley si riferisse al dottor Conrad Murray, che nella maledetta notte del 25 giugno scorso somministrò alla star quell'overdose di profopol, il sonnifero che stroncò un cuore che l'autopsia dimostrò essere "sano e forte" e un organismo in cui non fu trovata traccia di droghe o alcool.
Il coroner di Los Angeles ha classificato il decesso come "omicidio": la pensano diversamente quei fan che si sono mobilitati per boicottare "This is it" (il titolo si riferisce anche al "nuovo" doppio cd infarcito di successi, con una poesia e un trascurabile "inedito" scritto in realtà nell'83 da Paul Anka), sostenendo che la pellicola è parte della "copertura" della realtà su un uomo che - sostengono - soffriva di paralizzanti dolori alla schiena. Come sia, è possibile che dalle cento ore di riprese girate in vista dei 50 concerti alla 02 Arena di Londra, siano state montate solo quelle che mostrano un Jackson all'altezza della sua fama.
Il film (premiere in contemporanea in 99 paesi, 600 copie per i cinema italiani, due settimane di programmazione), di suo, è appassionante: per la qualità delle esecuzioni, per le mirabolanti trovate sceniche (un bulldozer e uno scarabeo gigante spuntano sul palco dopo essere apparsi sullo schermo), per il video di "Smooth Criminal" dove Michael compare in bianco e nero in una minitrama noir con Rita Hayworth, Humphrey Bogart e Edward J. Robinson; per la trepidazione del corpo dl ballo prima e dopo una dura selezione alla "Chorus line". Il regista Ortega indugia, nel montaggio, sulla fragile umanità di Michael: lo vediamo salire su una gru semovente, per la prima volta dopo quelle drammatiche riprese dello spot Pepsi che generarono i suoi guai fisici; lo scopriamo sorridere segretamente prima di una dissolvenza di luci; lo sentiamo dire «non posso cantare più forte, devo risparmiare la voce» dopo un duetto stellare con la corista in "I just can't stop loving you", lo ascoltiamo mentre ci ammonisce che «abbiamo solo quattro anni per salvare la terra». E lo ritroviamo in mezzo agli zombie per una fantastica versione in 3d di "Thriller". Lui, ignaro di essere già il fantasma del palcoscenico.
ValentinaMJ
00Tuesday, November 3, 2009 2:45 AM
L'Unità
Amen in salsa pop. Ecco il testamento funky di Jacko

L’Amen questa volta è un fuoco d’artificio, è il candido e artificiale efebo Michael Jackson che allarga le braccia con il volto avviluppato in una luce bianca come un plastico Cristo postmoderno. È un testamento funky, una immensa celebrazione a schermi unificati che coinvolge i quattro continenti, con migliaia di fan in lacrime a Los Angeles, Parigi, Berlino, Roma, Londra e un’altra dozzina di capitali mondiali che in contemporanea hanno salutato la premiére di This is it, il docu-film che ha inondato ieri l’Italia con600copie e che narra le prove per l’omonimo supershow che «Jacko» avrebbe dovuto tenere a Londra lo scorso luglio e che invece narra, de facto, le ultime settimane di vita del «Re del pop», ucciso da un cocktail di farmaci il 25 giugno 2009.
Un kolossal multi-color che già contiene in sé la miccia per innescare altri misteri e nuovE inquietudini sulle circostanze della sua morte: This is it mostra Jackson «in perfetta forma», giurano i fan e confermano molti osservatori. In realtà, per quanto lucidissimo e grande orchestratore di questa abnorme macchina da spettacolo, Jackson in diverse occasioni appare stanco, fisicamente esitante, durante il numero di Thriller addirittura quasi assente, il che pare ancor più significativo partendo dalla supposizione che delle oltre cento ore di girato il regista Kenny Ortega abbia tratto il meglio, e non certo i momenti di defaillance. Speculazioni, certo. Quel che conta è lui che chiede un basso più funky per Wanna Be Startin’ Something, lui che fa il suo micidiale moonwalking di Billie Jean, lui che vocalizza con i suoi coristi, lui che dirige la truppa con puntiglio e, spesso, con maestria: «È per questo che si fanno le prove, no?», ripete ogni volta che chiede, impone, ai suoi musicisti cambiamenti di rotta, mutazioni, innovazioni, sorprese:un uomo, questo sì, molto presente a sé, molto più di quanto facciano pensare gli infiniti filmati e le «verità segrete» diffuse dopo la sua morte, in quel lugubre delirio di spartizione delle spoglie che ha seguito il trapasso del Re. «Siamo qui per diffondere un messaggio importante», dice il piccolo re, il Peter Pan sbiancato con la sua giacchetta rossa, ai suoi adoranti ballerini, musicisti, costumisti, registi, direttori del suono, cameramen, tecnici, coreografi. Un mondo d’amore, certo, ma soprattutto un messaggio ambientalista: «Dobbiamo fare qualcosa entro i prossimi quattro anni per salvare il pianeta», dice con quella sua voce diafana e angelica. Come sempre in Michael Jackson, convivono naturalità e artificio, purezza e sofisticazione, come nel video che accompagna Human Nature, una bambina che corre dietro una farfalla in una specie di meraviglioso Eden improvvisamente mutato in un infermo di fiamme e ruspe assassine.

LA DIVINITÀ E IL KITSCH
Kitsch e genio, patacca e talento, pantaloni tempestati di strass e voce formidabile: This is it (che poi è anche il titolo della canzone inedita, a quanto pare derivata da un pezzo di Paul Anka, che grazie ad essa si è assicurato una bel mucchio di soldi) non solo è il risultato finale di riprese che in origine erano destinate a fare da making of di un dvd celebrativo, ma è curiosamente anche la testimonianza di unconcerto chenonè maistato (infatti manca il pubblico). Una specie di circobarnum del pop dove si affollano effetti pazzeschi fuoco e fiamme, video in cui Michael veste i panni di un gangster anni ‘40 e se la vede con Rita Hayworth alias Gilda prima e con Humphrey Bogart poi, zombie addobbati con abiti settecenteschi, fulmicotoniche chitarriste bionde e ballerini-acrobati che balzano come le molle da botole sotto il palco. Il resto è adorazione allo stato puro: i ballerini scelti per affiancare il grande Michael quasi in lacrime di fronte alla divinità sembrano usciti da una via di mezzo tra Amici e A Chorus Line, il regista-produttore Kenny Ortega si rivolge al divo come fosse il Re Sole (fragilità comprese) e, alla fine, tutta la troupe viene messa in cerchio, mano nella mano come ad una messa pagana, a ringraziare il Signore. Amen.
l'ascolto
00Tuesday, November 3, 2009 6:21 PM
Oggi è uscito FILM TV, la settimana scorsa c'era Michael in copertina, questa settimana c'è la recensione del film.


Recensione fatta da Giona A. Nazzaro, giudizio sintetico: il massimo disponibile; voto 8.

Lo trascrivo:

<< Aleggiava il sospetto di speculazione, anche se il progetto ha preso corpo prima della scomparsa di Michael Jackson.
Invece This is it è uno sguardo nel cuore di un talento impressionante che non è stato fiaccato nemmeno dalle accuse più infamanti.
"Abbassatemi per favore il volume dell'auricolare, mi sembra che qualcuno mi abbia infilato un pugno nell'orecchio" chiede durante le prove, "per tuta la vita ho ascoltato il palco con le mie orecchie. L'auricolare mi crea dei problemi.
E poi vediamo questo orecchio al lavoro. Arrangiatore sublime, ascolta la voce di ogni strumento.
Senza contare la sua voce: esemplare come quella di Marvin Gaye, James Brown e Curtis Mayfield.
"Voglio che i brani suonino come su disco. Voglio che suonino come li conosce il pubblico.
Porta il ritmo con tutto il corpo. Metronomo vivente, non sbaglia una battura, un'entrata, un attacco, un movimento.
Come un Duke Ellington funk mastica groove potentissimi.
Come un Vincente Minnelli soul costruisce i suoi brani come autentici mondi in movimento.
This is it è il Brigadoon di Michael Jackson: pura scienza della messinscena "Non dovete farmi sgolare così", si lamenta alla fine di I Just Can't Stop loving you. E il regista Kenny ortega replica: "Michael sei tu che non riesci a trattenerti. Non puoi farne a meno" >>

Altri critici di Film TV hanno visto il film e si sono espressi con dei voti:
Mariuccia Ciotta voto 10 (secondo me è una fan)
Simone Emiliani voto 8
Aldo Fittante voto 8
Boris Sollazzo voto 8
tinafanMJJ
00Tuesday, November 3, 2009 8:14 PM
mi scuso se è già sttao postato...
"This is it". L'ultimo trionfo del re del Pop
di Valentina Puja - 03/11/2009

Grande successo di pubblico per il film su Michael Jackson


Il mito di Michael Jackson è sempre più lontano dal tramontare. "This is it", il documentario di Kenny Ortega sul re del Pop, sta sbancando nei botteghini di tutto il mondo. Il film riassume circa 100 ore di video, girate, poco prima di morire, durante le prove per il ritorno sulle scene con la serie di concerti che avrebbe dovuto tenere a Londra.

Le prove degli spettacoli, intermezzate dalle interviste agli amici più stretti di Michael e ai suoi collaboratori, forniscono un'emozionante retrospettiva sulla carriera musicale. Il cantante, seppur esile e con una voce flebile, appare in buona forma, concentrato e deciso a dare il meglio di sé. Sono le immagini inedite di un Michael Jackson autentico, sincero, che esprime e rinnova di continuo la sfida alla perfezione della performance; una sfida con sé stesso, per continuare ad incantare il suo pubblico.

L'anteprima assoluta si è tenuta il 27 ottobre al Nokia Theater di Los Angeles; altre 15 città tra cui New York, Rio De Janeiro, Londra, Berlino, Johannesburg e Seoul, hanno presentato l'iniziativa in contemporanea. Una volta uscito dai cinema, il film arriverà in dvd arricchito di altri materiali, ma non sarà tuttavia disponibile prima dell'inizio del 2010.

Ad aumentare l'interesse del pubblico per questo mega-evento, si è aggiunta la scelta della Sony Pictures di mantenere il film nelle sale per la durata limitata di due settimane. Fanno eccezione gli Stati Uniti, dove il grande successo ha fatto prolungare le proiezioni di altri sette giorni.

Un evento mediatico imponente che ha decretato un record di incassi immediato in tutto il mondo: a soli cinque giorni dalla sua uscita, il film ha già totalizzato 100 milioni di dollari. Lo ha reso noto la società distributrice, la Columbia Pictures, specificando che solo negli Usa ed in Canada il film ha guadagnato 32,5 milioni. A seguire il Giappone (10,4), la Gran Bretagna (7,6), la Germania (6,3) , la Francia (5,8), Australia (3,6) e la Cina (3,2). In Italia il film è uscito nelle sale mercoledì scorso. Rispetto al clamoroso successo di pubblico nel resto del mondo, quello italiano si più considerare un risultato più modesto. Il film si è piazzato al terzo posto nella top ten, dietro a "Up" il video di animazione della Disney/Pixar, lasciando il podio a “Parnassus”, l'acclamatissimo film di Terry Gilliam. Bisogna tuttavia considerare la particolarità dell'opera: un documentario in lingua originale, con sottotitoli, rivolto soprattutto ai fan dell'artista.

A dare fiducia al film si aggiunge un coro unanime di consensi ed apprezzamenti da parte di critici cinematografici e musicali. Anche dopo la sua morte, avvenuta il 25 giugno scorso per cause ancora non del tutto chiarite, il personaggio più amato ed enigmatico della scena musicale contemporanea continua ad ammaliare. "This is it" , è l'ultima performance di Michael Jackson, diventata testamento creativo per tutti quelli che l'hanno amato.

dr.dree
00Tuesday, November 3, 2009 8:22 PM
TGCOM
Strano che i Tg mediaset e TGCOM non dicano niente del successo!
tutto tace!
però quando c'era da sputtnarlo sbattuto in prima pagina!
Sabry_23
00Tuesday, November 3, 2009 8:27 PM
L'Italia resta per me un mistero..
Sarà perchè mi hanno tirata su a pane e Michael Jackson..ma a me dispiace che in Italia abbia fatto meno incassi..
Certo c'era da aspettarselo..nei tg NE PARLANO BENISSIMO..
derber
00Tuesday, November 3, 2009 8:42 PM
Re: TGCOM
dr.dree, 03/11/2009 20.22:

Strano che i Tg mediaset e TGCOM non dicano niente del successo!
tutto tace!
però quando c'era da sputtnarlo sbattuto in prima pagina!


[SM=g27811]
Quoto!

Karmessa67
00Tuesday, November 3, 2009 8:46 PM
Re: TGCOM
dr.dree, 03/11/2009 20.22:

Strano che i Tg mediaset e TGCOM non dicano niente del successo!
tutto tace!
però quando c'era da sputtnarlo sbattuto in prima pagina!




bè le brutte e le strane notizie fanno più audiance...durante il processo lo sbattevano dappertutto!!!! [SM=g27812]
"Dangerous boy"
00Tuesday, November 3, 2009 9:43 PM
Re: Re: TGCOM
Karmessa67, 03/11/2009 20.46:




bè le brutte e le strane notizie fanno più audiance...durante il processo lo sbattevano dappertutto!!!! [SM=g27812]




già [SM=x47958] [SM=g27813]
aurora.69
00Tuesday, November 3, 2009 9:53 PM
Da "IL GIORNALE" martedi 3.11.2009 Oltre ad un articolo "Moonwalk" -Autobiografia di un divo sempre bambino di Paolo Giordano, Il Giornale dedica con una foto di TII mezza pagina del quotidiano "IL REGISTA DI "THIS IS IT" - Kenny Ortega:"Lavoravamo sulla storia dui Legs Diamond, il boss ballerino - E invece, da solo, ho montato quella del suo ultimo show".
Riporto i passi piu' salienti perche' e' veramente lungo:

Los Angeles - … si parla di Halloween, maschera preferita di MJ..... ma nel film TII non sembra certo un fantasma: seppur magrissimo, Jackson che vediamo sullo schermo e' ancora un cantente e ballerino eccezionale, e sul palco sprigiona carisma, serenita' e una gentile autorita'. TII diretto da K. Ortega, mescola magistralmente estratti delle prove, interviste ....appelli ecologici e un Jackson in bianco e nero che interagisce con Rita Hayworth in Gilda ...per darci un'idea dello show che la sua morte ha impedito che ci fosse. Il registra Ortega risponde all'entusiasmo che ha accolto il film: " Sono molto felice perche' ad un certo punto temevo che non si potesse nemmeno fare un film. Mi avevano chiesto di fare qualcosa per il compleanno di Michael in agosto e ho detto “impossibile”. Quando ho iniziato a visionare il materiale inizialmente ho pensato che non ce l’avrei fatta. Ma poi ho capito che questa era la storia mia e di Michael e che non potevo lasciare questo progetto a nessun altro. Sapevo perche’ lui voleva fare questo show e mi sentivo responsabile di far conoscere la sua visione creativa al mondo2:
Ortega si e’ buttato a capofitto nel progetto e, dice, in qualche modo la lavorazione del film e’ stata “catartica” sia fisicamente che emotivamente. “Ma e’ ancora un momento duro per me. E’ difficile essere qui a rispondere a domande per conto di Michael, sui suoi progetti e questo non sarebbe mai accaduto se il sogno dello show si fosse realizzato …. Qui parla dei film che insieme a Michael voleva fare un gangster-musical, …Questi progetto precedevano la decisione di tornare ad esibirsi dal vivo. D’altronde si sa che Michael avesse parecchie offerte ma nessuna lo eccitava davvero. Era molto svogliato e poco reattivo, Solo quando gli proposero i concerti di Londra – dice Ortega – mi telefono’ dicendomi “questa e’ la volta buona. This i sit” – continuava a ripeterlo e gli dissi che avrebbe dovuto chiamare lo show proprio cosi’ TII. Quando lo annuncio’ al mondo durante una conferenza stampa a Londra sembrava molto spaesato. E dopo la sua morte si e’ detto di tutto sulle sue condizioni di salute. “speravo solo che fosse un po’ piu’ in carne, durante le prove gli offrivamo sempre qualcosa da mangiare, o una bevanda proteica, gli ricordavo che il successo del tour dipendeva dalla sua salute, ma lui ci diceva: “grazie, ho mangiato prima di venire qui”. E non si puo’ certo obbligare un uomo di 50 anni a mangiare. E inoltre, malgrado non avesse fatto una tournee’ da piu’ di 10 anni, non aveva perso il suo smalto creativo”. Per di piu’ aveva le idee ben chiare su quello che avrebbe dovuto essere lo show, nonostante si dica il contrario. “voleva fare uno spettacolo superlativo per i suoi fan. Voleva anche mostrare ai suoi figli quello che sapeva fare. Non li portava alle prove per non disturbare la loro routine scolastica, ma sarebbero venuti a Londra con noi. Erano curiosi di sapere cosa faceva il loro papa’, e Michael pensava che ora erano abbastanza grandi per capire e lui poteva ancora dare il massimo. Lo show avrebbe mostrato anche la sua preoccupazione per la situazione del pianeta ed il suo messaggio di responsabilita’ ecologica e sociale. Michael usava il suo talento per fare del mondo un luogo migliore, con le canzoni e i fatti. Non dimentichiamoci che ha dato oltre 300 milioni di dollari in beneficienza a vari orfanotrofi. Era un Re anche in questo campo”: [SM=g27811] [SM=x47932]
ValentinaMJ
00Tuesday, November 3, 2009 11:02 PM
aurora non ho capito

se tutte le frasi messe tra virgolette sono le parole di ortega o del giornalista, specialmente l'ultima frase..
ValentinaMJ
00Tuesday, November 3, 2009 11:57 PM
Questa recensione mi fa troppo sghignazzare dalle risate
Debaser - Michael Jackson's This Is It

Definire questo film "il fenomeno dell'anno" è sicuramente riduttivo, per un semplice motivo, se torniamo indietro negli anni non vi è nulla di simile.. bisognerebbe tornare mentalmente nel lontano 1997 quando il popolo cinematografico andava in subbuglio per l'uscita di "Titanic", eppure l'esempio ancora non rende, perchè un film "evento" non deve portare solo intrattenimento, deve creare un vero e proprio tsunami nel mondo del cinema e dell'informazione, deve creare il panico, deve espandere la propria magia, superare le barriere dello schermo e condizionare la realtà che ci circonda.

Le prove filmate degli ultimi giorni di vita di Michael Jackson fanno sembrare Obama e il papa, star di serie Z
. Il docu-film di Kenny Ortega ha elementi a sufficienza per incantare il pianeta e diventare un fenomeno di studio. 111 minuti di film tra spettacolarità (quello che vediamo) e controversie (che ovviamente non vediamo): arte musicale ai massimi livelli - mistero - dossier - speculazione - ipocrisia - fenomeno di costume - genialità di marketing - fiction - realtà - gossip, e chi più ne ha più ne metta. In sala c'erano metallari, rockettari, persino fan di Vasco Rossi! (Dio Santo!!!!) tutti curiosi di vedere una mostruosa macchina da spettacolo in azione.. avendo tutti scoperto, aimè.. troppo tardi, un genio, artisticamente resuscitato grazie alla propria morte (questo è il mondo, così vanno le cose). Gente che fino a maggio lo ripudiava per via del business da gossip e che ora dopo la morte scoprono che "cazzo.. ma allora i giornali mentivano, questo è un genio! Madonna com'era bravo! Poverino, fino ad ora l'hanno distrutto.. ed hanno speculato su di lui inventando storie.. voglio tutti i suoi dischi!" farsi rincretinire dal TGCOM e da Novella 2000 per poi svegliarsi e dire che i media mentono, è una cosa a dir poco vergognosa; ma il cervello dell'uomo è un organo optional? Come si fa a giudicare un ARTISTA in base ad una vita PRIVATA distorta dai MEDIA? Gli italiani, popolo di Blasco e grande fratello, sono sempre al primo posto (nazione con meno spettatori il primo giorno di programmazione), mangia spaghetti suona mandolino che all'ultimo momento si accorgono di un uomo la cui vita è stata solo arte e devozione musicale, dovevano tutti aspettare che l'edizione di studio aperto dicesse "era un genio", così tutti davanti alla tv a ripetere "era un genioooo", un mondo di pecore!

Ed ora... tutti curiosi di vedere il MOSTRO (questa volta riferito alla bravura e non alla faccia)

Per fortuna c'è chi sapeva già da 40 anni, di che genialità di proporzioni bibliche era fatto mister Jackson, e questo controverso film ce lo dimostra appieno.
Il "This Is It" tour era preannunciato come il più grande spettacolo live di tutti i tempi, e per farci vedere che non si stratta della solita etichetta gratuita andate a vedere questo film! Quello che Jackson stava preparando ai suoi fan e non, era qualcosa di inimmaginabile! Cortometraggi in 3D proiettati sullo sfondo, ballerini moltiplicati su schermi verdi, ragni giganti che camminano sul palco, sfere luminose da cui escono persone, ballerini che schizzano fuori dal palco come toast, vestiti in fiamme, scheletri volanti, esplosioni da film action, scene di film anni 40 con attori che interagiscono con lo show e con MJ (proprio come Forrest Gump interagiva con i filmati d'epoca dei presidenti degli stati uniti), ballerini e gruppi musicali da pelle d'oca! (i migliori strumentisti in piazza) Michael Jackson sarebbe tornato grande (e quella scimmia cocainomane di Robbie Williams che si definisce il nuovo re del pop si sarebbe dato per disperso alle Maldive. Ed una bella batostata in campo scenico l'avrebbe presa anche Madonna) tutto era grande, tutto era troppo grande e forse troppo scomodo...

Ci hanno messo anni per distruggerlo, ci erano riusciti, e forse qualcuno non voleva che tornasse al numero uno (come ha recentemente dichiarato il produttore di "Dangerous" Teddy Riley).. l'ipotesi di omicidio da parte di colleghi è quasi certa. Come ormai potrebbe essere certa l'ipotesi più assurda, ma non tanto assurda: la finta morte! Leggenda che accompagna tutti i grandi miti, da Elvis a Jim Morrison.. tutti potrebbero essere vivi, ma nel caso di King Of Pop si va ben oltre la leggenda metropolitana: certificati di morte falsi, bare vuote, funerali fiction, 150 incongruenze nel giorno della morte, dottori senza nome, l'unico con un nome se ne va a Disneyland coi figli invece che in galera (accusato d'omicidio), video inquietanti in rete (quello dell'ambulanza però è un falso dichiarato), dichiarazioni sulla morte e testi pubblicati prima che morisse!!! .. viviamo in un mondo di coincidenze oppure la storia è preoccupante? Che sia stato assassinato o abbia simulato una morte con introiti talmente alti da coinvolgere autorità e politici, una cosa si potrebbe dire: "This Is It" forse non è un film uscito a caso! Da filmaker ho potuto notare che alcune riprese e soprattutto il montaggio non sono semplici collage di immagini che ci mostrano Michael alle prove, ma sono montati ad arte come se fossero state girate appositamente per un film, scene in alta definizione con costumi di scena, audizioni di ballerini stile "amici" della de filippi, si tratta di uno spettacolo montato ad arte.

Il film, da come è stato montato, può destare sospetti sulle sue effettive condizione di salute.. sembrano volerci mostrare un Michael in forma smagliante per potersi lavare le mani e dire "non è vero che stava male e noi ce ne siamo fregati pur di far soldi, vedete? Stava da dio) io stesso potrei filmare una vecchia zoppa che attraversa la strada e renderlo spettacolare con un montaggio video dinamico e sofisticato, oggi con i trucchi di ripresa ed editing si può fare di tutto. Quello che vediamo sullo schermo è comunque un Michael Jackson agile, scattante, e mentalmente geniale! (se le prime due cose possono essere filtraggi di montaggio, la terza è senza dubbio reale.. mentalmente è geniale!). Forse, e dico FORSE, erano i pochi momenti in cui si riprendeva fisicamente e dava il meglio di se, datosi che VOCI di corridoio (e non) dicono che in alcuni momenti non riusciva neppure a mangiare e dovevano imboccarlo, ma difficile credere a queste cose dopo averlo visto ballare e cantare in quel modo all'età di 50 anni. Il mistero comunque c'è! Ed il regista si diverte anche a seminare (finti?) indizi sulla sua presunta finta morte, la chicca infatti è nascosta dopo i titoli di coda, in cui Michael rivelerebbe un messaggio in codice su questa presunta teoria. Tutto studiato nei minimi dettagli per attirare gente da ogni parte del mondo (Mercoledì 28 ottobre, in UNA sola giornata 20 Milioni di dollari di incasso!!) trasformando la Sony Music in una delle più grosse associazioni a delinquere del pianeta! (da ricordare lo scarto di un suo pezzo demo degli anni 80 che ci hanno venduto come nuovo pezzo, intitolandolo come il film. Da galera!).

Cosa rimane quindi di veramente genuino di questo film? Ovviamente ciò che c'è dentro alla mente del creatore, Michael Jackson è un genio dell'arte. La vera novità di questo film è infatti il mostrare il suo lato creativo, al di là dell'operazione speculativa o di (presunta) copertura (appunto per non farlo vedere malato) Jackson dimostra che sul palco ci è nato e che nessuno può competere con lui: visionario, creativo, intuitivo, avveniristico, MJ è tutto e di più! Da indicazioni agli addetti ai lavori, fa fermare un intera esibizione perché secondo lui una nota era sbagliata, rimprovera con dolcezza i musicisti ei ballerini, riesce a tenere completamente sotto controllo tutto il processo creativo: è coreografo, musicista, tecnico del suono, supervisore degli effetti speciali, oltre che il solito cantante e ballerino di talento inestimabile(i suoi movimenti scattanti, fluidi, figli della lezione di James Brown e Jackie Wilson, il suo fisico ne risente, ma i suoi piedi restano magici, i suoi piedi si muovono con la magia di un tempo, ed è qualcosa che nessuno di questi mocciosi ballerini acrobati di era moderna saprà mai eguagliare). Tutto questo è Michael Jackson, e il film è un'unica occasione per vedere un genio all'opera durante il suo processo creativo. Sotto questo punto di vista l'opera è riuscitissima, si parla addirittura di una candidatura agli oscar (anche se a mio avviso è esagerato e fuori luogo, si tratta pur sempre di un documentario musicale).

Le pecche di questa operazione risiedono in un misterioso e inquietante dietro le quinte (che non ci mostreranno mai, datosi che potrebbero farci vedere un Michael diverso da come lo vediamo nel film) ed un operazione speculativa a dir poco vergognosa; ma al di là dei TRILIARDI che incasserà la Sony, è l'unico modo per vedere gli ultimi giorni di un titano della musica e dello spettacolo, che vivo o morto.. non rivedremo mai più.
vazquez
00Wednesday, November 4, 2009 12:08 AM
ma quest'ultima è da incorniciare !! :D
Fulminato80
00Wednesday, November 4, 2009 11:31 AM
Re: Questa recensione mi fa troppo sghignazzare dalle risate
ValentinaMJ, 03/11/2009 23.57:

Debaser - Michael Jackson's This Is It

Definire questo film "il fenomeno dell'anno" è sicuramente riduttivo, per un semplice motivo, se torniamo indietro negli anni non vi è nulla di simile.. bisognerebbe tornare mentalmente nel lontano 1997 quando il popolo cinematografico andava in subbuglio per l'uscita di "Titanic", eppure l'esempio ancora non rende, perchè un film "evento" non deve portare solo intrattenimento, deve creare un vero e proprio tsunami nel mondo del cinema e dell'informazione, deve creare il panico, deve espandere la propria magia, superare le barriere dello schermo e condizionare la realtà che ci circonda.

Le prove filmate degli ultimi giorni di vita di Michael Jackson fanno sembrare Obama e il papa, star di serie Z
. Il docu-film di Kenny Ortega ha elementi a sufficienza per incantare il pianeta e diventare un fenomeno di studio. 111 minuti di film tra spettacolarità (quello che vediamo) e controversie (che ovviamente non vediamo): arte musicale ai massimi livelli - mistero - dossier - speculazione - ipocrisia - fenomeno di costume - genialità di marketing - fiction - realtà - gossip, e chi più ne ha più ne metta. In sala c'erano metallari, rockettari, persino fan di Vasco Rossi! (Dio Santo!!!!) tutti curiosi di vedere una mostruosa macchina da spettacolo in azione.. avendo tutti scoperto, aimè.. troppo tardi, un genio, artisticamente resuscitato grazie alla propria morte (questo è il mondo, così vanno le cose). Gente che fino a maggio lo ripudiava per via del business da gossip e che ora dopo la morte scoprono che "cazzo.. ma allora i giornali mentivano, questo è un genio! Madonna com'era bravo! Poverino, fino ad ora l'hanno distrutto.. ed hanno speculato su di lui inventando storie.. voglio tutti i suoi dischi!" farsi rincretinire dal TGCOM e da Novella 2000 per poi svegliarsi e dire che i media mentono, è una cosa a dir poco vergognosa; ma il cervello dell'uomo è un organo optional? Come si fa a giudicare un ARTISTA in base ad una vita PRIVATA distorta dai MEDIA? Gli italiani, popolo di Blasco e grande fratello, sono sempre al primo posto (nazione con meno spettatori il primo giorno di programmazione), mangia spaghetti suona mandolino che all'ultimo momento si accorgono di un uomo la cui vita è stata solo arte e devozione musicale, dovevano tutti aspettare che l'edizione di studio aperto dicesse "era un genio", così tutti davanti alla tv a ripetere "era un genioooo", un mondo di pecore!

Ed ora... tutti curiosi di vedere il MOSTRO (questa volta riferito alla bravura e non alla faccia)

Per fortuna c'è chi sapeva già da 40 anni, di che genialità di proporzioni bibliche era fatto mister Jackson, e questo controverso film ce lo dimostra appieno.
Il "This Is It" tour era preannunciato come il più grande spettacolo live di tutti i tempi, e per farci vedere che non si stratta della solita etichetta gratuita andate a vedere questo film! Quello che Jackson stava preparando ai suoi fan e non, era qualcosa di inimmaginabile! Cortometraggi in 3D proiettati sullo sfondo, ballerini moltiplicati su schermi verdi, ragni giganti che camminano sul palco, sfere luminose da cui escono persone, ballerini che schizzano fuori dal palco come toast, vestiti in fiamme, scheletri volanti, esplosioni da film action, scene di film anni 40 con attori che interagiscono con lo show e con MJ (proprio come Forrest Gump interagiva con i filmati d'epoca dei presidenti degli stati uniti), ballerini e gruppi musicali da pelle d'oca! (i migliori strumentisti in piazza) Michael Jackson sarebbe tornato grande (e quella scimmia cocainomane di Robbie Williams che si definisce il nuovo re del pop si sarebbe dato per disperso alle Maldive. Ed una bella batostata in campo scenico l'avrebbe presa anche Madonna) tutto era grande, tutto era troppo grande e forse troppo scomodo...

Ci hanno messo anni per distruggerlo, ci erano riusciti, e forse qualcuno non voleva che tornasse al numero uno (come ha recentemente dichiarato il produttore di "Dangerous" Teddy Riley).. l'ipotesi di omicidio da parte di colleghi è quasi certa. Come ormai potrebbe essere certa l'ipotesi più assurda, ma non tanto assurda: la finta morte! Leggenda che accompagna tutti i grandi miti, da Elvis a Jim Morrison.. tutti potrebbero essere vivi, ma nel caso di King Of Pop si va ben oltre la leggenda metropolitana: certificati di morte falsi, bare vuote, funerali fiction, 150 incongruenze nel giorno della morte, dottori senza nome, l'unico con un nome se ne va a Disneyland coi figli invece che in galera (accusato d'omicidio), video inquietanti in rete (quello dell'ambulanza però è un falso dichiarato), dichiarazioni sulla morte e testi pubblicati prima che morisse!!! .. viviamo in un mondo di coincidenze oppure la storia è preoccupante? Che sia stato assassinato o abbia simulato una morte con introiti talmente alti da coinvolgere autorità e politici, una cosa si potrebbe dire: "This Is It" forse non è un film uscito a caso! Da filmaker ho potuto notare che alcune riprese e soprattutto il montaggio non sono semplici collage di immagini che ci mostrano Michael alle prove, ma sono montati ad arte come se fossero state girate appositamente per un film, scene in alta definizione con costumi di scena, audizioni di ballerini stile "amici" della de filippi, si tratta di uno spettacolo montato ad arte.

Il film, da come è stato montato, può destare sospetti sulle sue effettive condizione di salute.. sembrano volerci mostrare un Michael in forma smagliante per potersi lavare le mani e dire "non è vero che stava male e noi ce ne siamo fregati pur di far soldi, vedete? Stava da dio) io stesso potrei filmare una vecchia zoppa che attraversa la strada e renderlo spettacolare con un montaggio video dinamico e sofisticato, oggi con i trucchi di ripresa ed editing si può fare di tutto. Quello che vediamo sullo schermo è comunque un Michael Jackson agile, scattante, e mentalmente geniale! (se le prime due cose possono essere filtraggi di montaggio, la terza è senza dubbio reale.. mentalmente è geniale!). Forse, e dico FORSE, erano i pochi momenti in cui si riprendeva fisicamente e dava il meglio di se, datosi che VOCI di corridoio (e non) dicono che in alcuni momenti non riusciva neppure a mangiare e dovevano imboccarlo, ma difficile credere a queste cose dopo averlo visto ballare e cantare in quel modo all'età di 50 anni. Il mistero comunque c'è! Ed il regista si diverte anche a seminare (finti?) indizi sulla sua presunta finta morte, la chicca infatti è nascosta dopo i titoli di coda, in cui Michael rivelerebbe un messaggio in codice su questa presunta teoria. Tutto studiato nei minimi dettagli per attirare gente da ogni parte del mondo (Mercoledì 28 ottobre, in UNA sola giornata 20 Milioni di dollari di incasso!!) trasformando la Sony Music in una delle più grosse associazioni a delinquere del pianeta! (da ricordare lo scarto di un suo pezzo demo degli anni 80 che ci hanno venduto come nuovo pezzo, intitolandolo come il film. Da galera!).

Cosa rimane quindi di veramente genuino di questo film? Ovviamente ciò che c'è dentro alla mente del creatore, Michael Jackson è un genio dell'arte. La vera novità di questo film è infatti il mostrare il suo lato creativo, al di là dell'operazione speculativa o di (presunta) copertura (appunto per non farlo vedere malato) Jackson dimostra che sul palco ci è nato e che nessuno può competere con lui: visionario, creativo, intuitivo, avveniristico, MJ è tutto e di più! Da indicazioni agli addetti ai lavori, fa fermare un intera esibizione perché secondo lui una nota era sbagliata, rimprovera con dolcezza i musicisti ei ballerini, riesce a tenere completamente sotto controllo tutto il processo creativo: è coreografo, musicista, tecnico del suono, supervisore degli effetti speciali, oltre che il solito cantante e ballerino di talento inestimabile(i suoi movimenti scattanti, fluidi, figli della lezione di James Brown e Jackie Wilson, il suo fisico ne risente, ma i suoi piedi restano magici, i suoi piedi si muovono con la magia di un tempo, ed è qualcosa che nessuno di questi mocciosi ballerini acrobati di era moderna saprà mai eguagliare). Tutto questo è Michael Jackson, e il film è un'unica occasione per vedere un genio all'opera durante il suo processo creativo. Sotto questo punto di vista l'opera è riuscitissima, si parla addirittura di una candidatura agli oscar (anche se a mio avviso è esagerato e fuori luogo, si tratta pur sempre di un documentario musicale).

Le pecche di questa operazione risiedono in un misterioso e inquietante dietro le quinte (che non ci mostreranno mai, datosi che potrebbero farci vedere un Michael diverso da come lo vediamo nel film) ed un operazione speculativa a dir poco vergognosa; ma al di là dei TRILIARDI che incasserà la Sony, è l'unico modo per vedere gli ultimi giorni di un titano della musica e dello spettacolo, che vivo o morto.. non rivedremo mai più.





Ok... visto che vi è piaciuta esco allo scoperto: il recensore sono io :-) registrato su debaser come ilpazzo. leggete anche i commenti... ovviamente negativi :-) si tratta di de-baser!!!!
lucia.servolini72
00Wednesday, November 4, 2009 11:50 AM
COMPLIMENTI!!!!!!!!!
trovo questa recensione fatta benissimo, acuta, lucida e amaramente veritiera anche rispetto all'atteggiamento dell'Italia caprona che si accorge di Michael solo adesso e poi analizza anche i possibili moventi rispetto all'ipotesi omicidio,
anna77@
00Wednesday, November 4, 2009 1:56 PM
This Is It

Starring: Michael Jackson

Directed by: Kenny Ortega

RS: 3.5of 4 Stars Average User Rating:4of 4 Stars

2009 Music

More information from
Michael Jackson's perfectionism fails him in This Is It, and we're all the better for it. What we see in this unmissable two-hour concert film, culled from 120 hours of digital-video footage of Jackson rehearsing for a promised comeback that ended with his death at age 50 on June 25th, is a world-class performer trying to make the MJ on stage match the MJ in his head. Watching his struggle is illuminating, unnerving and unforgettable.

First Take: Michael Jackson’s Final Dreams Come to Life as This Is It Film Premieres.

During prep time from March to June of this year, director Kenny Ortega caters to the every whim of his fragile, passive-aggressive star, knowing instinctively that yelling will only produce pouting not results. This Is It, a so-called "gift" to the fans, will disappoint anyone looking to scrutinize the scandals and facial scars that made the King of Pop a tabloid staple. Among the film's problems, exploitation for starters, are interviews with the singers, dancers and crew gathered like family around Jackson at the Staples Center in Los Angeles. Their words start at worshipful and burst into a Niagara of gush. And the editing of the rehearsals into a semi-cohesive whole emphasizes the big finish over the slow build. But the Jackson onscreen is still an indisputable phenomenon.

Look back at Jackson’s life and career, in photos.

Ortega shows us huge chunks of filmed set pieces intended for the epic concert of greatest hits that was set to open in London for 50 performances. On black-and-white celluloid for the "Smooth Criminal" number, we see zoot-suited Jackson machine-gunning it out with Bogart and catching a satin glove thrown by sexy Rita Hayworth in Gilda. "Thriller" gets the Halloween treatment with drooling graveyard ghouls, and computer wizardry turns 11 dancers into a robot army of thousands. In the godawful "Earth Song," a bulldozer decimates a forest on screen and then rolls out on stage to toss the message right in our laps. It's all shameless razzle dazzle aimed at the cheap seats.

This Is It Director Kenny Ortega on editing down 120 hours of rehearsal footage into a feature-length movie.

Where This Is It triumphs is when it has the sense to keep it simple. Yes, Jackson holds back on the vocals. "Don't make me sing full out," he pleads to the crew, cheering him on in rehearsal as he duets with Judith Hill on "I Just Can't Stop Loving You." He needs to conserve his voice for the actual performance. But the slight rasp adds emotion and warmth to "Human Nature," "Man in the Mirror" and "Billie Jean" — a vulnerability rare in Jackson, who rivaled Fred Astaire in the surgical precision of his presentation. The soundtrack CD for This Is It uses the remastered original recordings, not the live versions, and I can see why. Without the visuals, the vocal flaws might seem glaring. But Jackson just going through the motions puts other performers to shame. And, oh, could that man move. The editing gives us Jackson performing the same number on different days in different clothes. But the film still feels vital and thrillingly alive. In this transcendent tribute to a performing artist flying without a safety net, death holds no sway over Michael Jackson. His soul is still dancing.

trovo questa ultima parte dell'articolo molto bella.

www.rollingstone.com/reviews/movie/30552797/review/30703874/th...


ps come sono diventati magnanini i giornalissti del RS [SM=g27831]
ValentinaMJ
00Wednesday, November 4, 2009 2:08 PM
Re:
anna77@, 04/11/2009 13.56:


This Is It

Starring: Michael Jackson

Directed by: Kenny Ortega

RS: 3.5of 4 Stars Average User Rating:4of 4 Stars



www.rollingstone.com/reviews/movie/30552797/review/30703874/th...



Azz' voto altissimo e critica positivissima da parte del Rolling Stone [SM=x47932]
L'ondata di critiche positive per questo film è davvero entusiasmante e, come ho letto in una recente recensione, consegna per sempre Michael Jackson all'eternità.

anna77@
00Wednesday, November 4, 2009 2:11 PM
eh si visto, bastava solo che morisse... io sono felice delle critiche positive al film, ma mi chiedo quanto siano vere e quanto siano dovute... non so se mi spiego...
lamess09
00Wednesday, November 4, 2009 2:17 PM
Re: Re: Questa recensione mi fa troppo sghignazzare dalle risate
Fulminato80, 04/11/2009 11.31:





Ok... visto che vi è piaciuta esco allo scoperto: il recensore sono io :-) registrato su debaser come ilpazzo. leggete anche i commenti... ovviamente negativi :-) si tratta di de-baser!!!!




[SM=g27811]
ValentinaMJ
00Wednesday, November 4, 2009 2:18 PM
Re:
anna77@, 04/11/2009 14.11:

eh si visto, bastava solo che morisse... io sono felice delle critiche positive al film, ma mi chiedo quanto siano vere e quanto siano dovute... non so se mi spiego...



Anna non è vero quello che sostieni, poichè si parla proprio di critiche positive al film e a come è stato montato, non solo al talento di Michael.
Infatti ho letto 2 recensioni che iniziavano con "c'era il sospetto che avremmo assistito ad un santino di MJ, ad un film stile tributo e invece nulla di tutto questo: si vede lui per quello che è e quello che fa" etc. Il senso della maggiorparte delle recensioni è proprio su come è stato strutturato il film (e qui parte del merito va ad Ortega) e su come ha deciso di far uscire Michael, su cosa ha deciso di far vedere, senza scene strappalacrime, senza mettere la parte del funerale (come si pensava all'inizio), senza celebrazioni di ogni sorta.
tagea
00Wednesday, November 4, 2009 2:28 PM
Re: TGCOM
dr.dree, 03/11/2009 20.22:

Strano che i Tg mediaset e TGCOM non dicano niente del successo!
tutto tace!
però quando c'era da sputtnarlo sbattuto in prima pagina!




Condivido! [SM=g27811]
aurora.69
00Wednesday, November 4, 2009 3:03 PM
Re: aurora non ho capito
ValentinaMJ, 03/11/2009 23.02:


se tutte le frasi messe tra virgolette sono le parole di ortega o del giornalista, specialmente l'ultima frase..




vale sono parole di Ortega anche l'ultima frase
anna77@
00Wednesday, November 4, 2009 6:42 PM
Re: Re:
ValentinaMJ, 04/11/2009 14.18:



Anna non è vero quello che sostieni, poichè si parla proprio di critiche positive al film e a come è stato montato, non solo al talento di Michael.
Infatti ho letto 2 recensioni che iniziavano con "c'era il sospetto che avremmo assistito ad un santino di MJ, ad un film stile tributo e invece nulla di tutto questo: si vede lui per quello che è e quello che fa" etc. Il senso della maggiorparte delle recensioni è proprio su come è stato strutturato il film (e qui parte del merito va ad Ortega) e su come ha deciso di far uscire Michael, su cosa ha deciso di far vedere, senza scene strappalacrime, senza mettere la parte del funerale (come si pensava all'inizio), senza celebrazioni di ogni sorta.



Valentina grazie per la tua osservazione [SM=g27817] .
Come ho già scritto io sono davvero felice per tutta la positività di parole spese per this is it, però va da se che molti giornali ed in particola il RS, di cui ho postato l'articolo, stiano espiando gli anni di silenzio o peggio di derisione riservati ad Mj. Ora tutti scrivono che aveva ancora una bella voce, che sapeva ancora ballare divinamente, quando fino a poco tempo fa gli chiedavano se fosse ancora in grado di eseguire il moonwalk [SM=g27825] .

Che poi abbiano l'oggettività di scrivere che il film sia davvero un bel film, fatto bene, su questo non ci sono dubbi [SM=g27811]




ValentinaMJ
00Thursday, November 5, 2009 5:57 PM
da SilenzioInSala.com

La morte di Michael Jackson è arrivata del tutto inaspettata per milioni di fan che attendevano con febbricitante attesa i cinquanta concerti all'arena O2 di Londra. Alla sconvolgente notizia, i parenti, i media, gli internauti e soprattutto quelli che speravano di poter prendere parte all'ultimo fenomeno musicale del decennio si sono raccolti, tutti, in un pianto disperato in ogni parte del globo. Per le strade, nei locali, addirittura nelle case, ad ogni ora del giorno c'era qualcuno che ricordava cantando, ballando o con una lacrima l'artista scomparso. This is it rende tributo a loro, a chi ha gioito, ballato, creduto e sofferto con lui durante l'intero arco della sua vita.

È il concerto che si fa spettacolo, si trasforma in evento e raggiunge chiunque abbia vissuto la tragedia con fastidiosa impotenza. Perché il Michael stacanovista, nonostante le operazioni chirurgiche, le ansie, la vitiligine e i pressanti problemi di salute, era ancora in ottima forma: sul palco balla, canta, si scatena e con una forza quasi divina continua a tutelare il suo dono. Offre e dichiara amore, in ogni cosa che fa, risultando addirittura nauseante per un pubblico non abituato al suo carattere; ma lui era così, un uomo grande, sia di statura artistica che di cuore. Il film, realizzato con il completo supporto della "Fondazione Michael Jackson" nello Staples Center di Los Angeles, mette in scena le sequenze migliori del dietro le quinte voluto da MJ in persona per la sua videoteca personale; sfizio tramutatosi improvvisamente in grossa fonte di guadagno per Kenny Ortega – regista, coreografo, amico – per la Sony e per i partner associati – sebbene parte degli introiti arriveranno nelle tasche della madre e dei figli.

This is it è un documentario palesemente agiografico, perché è ciò che si aspettano i fan, ma suo è il merito di non compiacersi troppo, risultando nei limiti sincero e commovente. Uno spettacolo unico che ne consacra, oltre l'uomo, il mito: attento alla sua immagine ma anche generoso e sensibile ai problemi sociali quali povertà, inquinamento e deforestazione. Un talento innovatore che non esclude rivisitazioni in 3D di Thriller, duplicazioni generate al computer per They don't care about us e un divertente incontro anacronistico con Humphrey Bogart, in versione Smooth Criminal. A vederlo sorridere così, con quella voglia di segnare indelebilmente i volti entusiastici dei fan che tanto adorava, viene rabbia a saperlo chissà dove. Il suo insegnamento però rimane indiscusso: anche se la vita di un uomo si interrompe, l'amore è per sempre. E laddove c'è amore c'è vita. Speechless, Unbreakable... Invincible.

Voto: 3/5
Trilly-88
00Saturday, November 7, 2009 4:01 PM
postato dall'utente rosellina81

L'espresso - di Lietta Tornabuoni - 5 novembre 2009

JACKSON THE END


'This is it' è un documentario sulle prove dello spettacolo che Jacko stava provando prima di morire; nelle scene del film si vede che risparmia le gambe e la voce, come fanno pure i cantanti lirici, ma appare in buonissima forma. Energico e forte, molto magro nelle giacche d'oro e d'argento, instancabile e attento. La prova che non era, alla vigilia della fine, né logorato né alterato
This Is It è il titolo della canzone presentata come inedita che ha suscitato un minimo inferno: Paul Anka vi ha subito riconosciuto un pezzo elaborato quando Michael Jackson e lui erano ragazzi e lavoravano insieme, s'è subito rivolto all'avvocato per ottenere la sua parte di guadagni e di pubblicità dal film e dal relativo album, ha subito firmato la sua denuncia e staremo a vedere. 'This Is It' è il titolo dello spettacolo che M. J. stava provando nella primavera scorsa allo Staples Center di Los Angeles per una cinquantina di concerti da tenersi a Londra: un grande ritorno e insieme un lungo addio del King of Pop a cinquant'anni.

Grande spettacolo: trionfo di luci (però volgari, peccato), effetti speciali, ballerini, ogni canzone una propria coreografia; video in bianconero con Jackson tra Rita Hayworth e Humphrey Bogart; citazione di 'Thriller' con il celebre videoclip di John Landis rifatto in 3D. Il film è un documentario sulle prove, quindi Jacko risparmia le gambe e la voce (lo fanno pure i cantanti lirici): ma appare in buonissima forma. Energico e forte (scatti atletici di braccia, spalle, testa, mani, robuste battute dei piedi sul pavimento), molto magro nelle giacche d'oro e d'argento o nelle pantacalze rosse, instancabile, attento, con lo sguardo che coglie ogni dettaglio dietro le grandi lenti scure da gangster e da funerale.

La musica e il canto sarà meglio ascoltarli altrove, ma alla vigilia della sua fine (morì il 25 giugno di quest'anno) non era malato né logorato e neppure alterato, questo è evidente. Basta sentire con quale unzione sacerdotale e struggente tenerezza saluta la sua compagnia al termine della settimana. Li guarda tutti con affetto, qualcuno ne accarezza: "Avete fatto un buon lavoro. Grazie. Riposatevi, passate una bella domenica. Vi voglio bene. Dio vi benedica tutti".

Chiarus
00Saturday, November 7, 2009 4:24 PM
il film documentario può anche non piacere certo, ma non è certo una recenzione impersonale questa e una critica strettamente musicale o cinematografica, con qualche ironia fuori posto sull'abbigliamento e sul risparmio della voce, perchè non tiene conto che quest'uomo non c'è più, (in circostanze tragiche e dopo anni di calunnie menzogne e violazione di diversi diritti umani) , e rinnova la mancanza di rispetto da parte della stampa (o assenza di preparazione) per l'uso del nomignolo jacko che non è stato coniato con un valore scherzoso( lo sanno quasi tutti ormai) ma dispregiativo,(jacko in inglese vuol dire gecco) in quanto cambiava la pelle come i serpenti, Tutto ciò riferito ad un uomo il cui cambiamento di pelle era dovuto ad una malattia. Mi prendo il nome di questa giornalista, e glielo scriverò, a lei e al suo giornale. vediamo se si schiodano..
Che poi la musica e il canto sia meglio ascoltarli altrove, beh...questa è sicuramente una sua modestissima opinione...
Scream95
00Sunday, November 8, 2009 7:08 PM
Re: Re: Questa recensione mi fa troppo sghignazzare dalle risate
Fulminato80, 04/11/2009 11.31:





Ok... visto che vi è piaciuta esco allo scoperto: il recensore sono io :-) registrato su debaser come ilpazzo. leggete anche i commenti... ovviamente negativi :-) si tratta di de-baser!!!!




Ah tu saresti ilpazzo?
Seguo DeBaser già da un po' e ci sono alcune tue recensioni molto belle [SM=g27811]
Fulminato80
00Monday, November 9, 2009 5:04 PM
hehe grazie... ne ho scritte di ogni tipo, sia musicali (vari artisti) che cinematografiche... ovviamente.. quelle con più polemiche.. guarda caso.. sono quelle su Michael Jackson! mi sembra una tribù di rockettari repressi in fase di acne :-) però mi diverto...
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