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Michael Jackson's This is it: commenti dei vip e recensioni

Last Update: 6/18/2011 10:06 PM
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10/29/2009 11:19 PM
 
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ma secondo me non è ke loro lo facevano x lo scoop ...è ke oramai era abitudine leggere mike solo come un pedofilo rifatto dalla testa ai piedi incapace di muoversi malato e ke si è scolorito la pelle...quindi kiaramente leggere questa pagina del libro-jackson fa ora piu rumore delle accuse infondate ma hanno il lascito della cronaca sulla sua salute...credo ke possiamo ora mettere sullo stesso piano il binomio freddy mercury - gay cn quello mj-"malato" o addirittura "drogato" xò ora a distanza di tempo freddy mercury è l'intoccabile rocker x eccellenza , voce fantastica e presenza scenica forte ... mi auguro ke a distanza di tempo mike verrà ricordato come il RE DEL POP IN ASSOLUTO, VOCE DIVINA E PRESENZA SCENICA UNICA NEL SUO GENERE

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10/29/2009 11:21 PM
 
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Re:
AndreaMJ, 29/10/2009 23.19:

ma secondo me non è ke loro lo facevano x lo scoop ...è ke oramai era abitudine leggere mike solo come un pedofilo rifatto dalla testa ai piedi incapace di muoversi malato e ke si è scolorito la pelle...quindi kiaramente leggere questa pagina del libro-jackson fa ora piu rumore delle accuse infondate ma hanno il lascito della cronaca sulla sua salute...credo ke possiamo ora mettere sullo stesso piano il binomio freddy mercury - gay cn quello mj-"malato" o addirittura "drogato" xò ora a distanza di tempo freddy mercury è l'intoccabile rocker x eccellenza , voce fantastica e presenza scenica forte ... mi auguro ke a distanza di tempo mike verrà ricordato come il RE DEL POP IN ASSOLUTO, VOCE DIVINA E PRESENZA SCENICA UNICA NEL SUO GENERE




bhè ripeto che sono contento che finalmente anche i media hanno capito che era davvero michael jackson, espero che in futuro non scrivono più ca**ate e cattiverie come in passato
[Edited by "Dangerous boy" 10/30/2009 12:05 AM]

Le foto non sono abbastanza, perchè vi spingete così oltre?
Confondete le persone, raccontate solo le storie che volete voi.
Continuate ad inseguirmi, invadendo la mia privacy.
Volete lasciarmi in pace?!

"MJ, October 2001"
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10/30/2009 4:57 PM
 
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All'ARCADIA mercoledi sera c'erano giovani, bambini adulti e anziani
la sala era quasi piena (dico quasi perche' qualcuno all'ultima fila aveva prenotato telefonicamente e poi non si e' presentat va bhe)
tra molti applausi il film ha emozionato i presenti e il sottoscritto
che vagamente cercavo di trattenere le lacrime.. Michael era su un palco pronto a tornare in scena per noi come solo lui sa FARE.
in un modo o nell'altro e' come se sia riuscito a fare una tourne' mondiale.. mi e' dispiaciuto solo non vederlo con gli abiti di scena..
poi la rabbia sale quando ti rendi conto del MAGNIFICO e spettacolare
concerto purtroppo ci siamo persi.
il clou del film a mio avviso sono
I JUST CAN'T STOP LOVING YOU
HUMAN NATURE
EARTH SONG
e MAN IN THE MIRROR
MICHAEL sei GRANDE

io torno a vederlo domani sera
e anche domenica..

VI CONSIGLIO DI VEDERLO fino a quando non si accendo le luci in sala
e fino a quando non sono finiti tutti i titoli di coda..
c'e' una bella sorpresa [SM=g27811]


MICHAEL JACKSON the KING OF POP



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10/30/2009 9:16 PM
 
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Re:
STEFANOmjx, 30/10/2009 16.57:

All'ARCADIA mercoledi sera c'erano giovani, bambini adulti e anziani
la sala era quasi piena (dico quasi perche' qualcuno all'ultima fila aveva prenotato telefonicamente e poi non si e' presentat va bhe)
tra molti applausi il film ha emozionato i presenti e il sottoscritto
che vagamente cercavo di trattenere le lacrime.. Michael era su un palco pronto a tornare in scena per noi come solo lui sa FARE.
in un modo o nell'altro e' come se sia riuscito a fare una tourne' mondiale.. mi e' dispiaciuto solo non vederlo con gli abiti di scena..
poi la rabbia sale quando ti rendi conto del MAGNIFICO e spettacolare
concerto purtroppo ci siamo persi.
il clou del film a mio avviso sono
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io torno a vederlo domani sera
e anche domenica..

VI CONSIGLIO DI VEDERLO fino a quando non si accendo le luci in sala
e fino a quando non sono finiti tutti i titoli di coda..
c'e' una bella sorpresa [SM=g27811]




anke qnd sn andata io c'era gente di tutte le età [SM=g27811]
(poi c'era anke una coppia d ragazzi ke voleva fregarsi la locandina...chiedere in biglietteria no eh? [SM=g27820] )

nn ho saputo resistere em sn fatta una foto accanto al poster [SM=g27828]


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10/30/2009 9:19 PM
 
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da radio 24 blog: job24
Il lato B / Riflettere di leadership ballando con Michael Jackson
Sarà strano, ma da qualche tempo trovo più facilmente spunti per scrivere di lavoro frequentando luoghi e materiali che dal lavoro sono lontanissimi. Come ieri sera che sono andata a vedere "This is it" di Michael Jackson e per tutto il film ho ragionato sulla leadership e sul bello di lavorare contaminati dal vero genio. Di più: sulla modestia e la meticolosità del genio stesso.
Tranquilli: mi sono goduta le canzoni e, come mi succede di solito, ho faticato a stare zitta e ferma sulla poltroncina senza cantare e ballare con quelli sullo schermo. Nel frattempo la mia testa vagava, fissa su un punto però. C'è un lato di Michael Jackson che non conoscevamo e che il film, reportage della preparazione di un concerto rock mastodontico ed epocale mai arrivato in scena, propone in modo prepotente. E' quello di un artista-leader, equilibrato, generoso, impegnato, rispettoso del lavoro degli altri ed innamorato del proprio. Altro che extraterrestre. Altro che alieno bizzarro e autocentrato.
Leggo che il direttore creativo e poi regista Kenny Ortega definisce il film "la storia di un maestro nel suo mestiere"."Siamo qui per provare", è la frase che Michael ripete spesso all'esercito di musicisti, coristi, ballerini, acrobati, tecnici, registi, scenografi, costumisti che pendono e dipendono da una sua parola e da un suo gesto e che di tanto in tanto, si vede, si dimenticano addirittura di essere lì per lavorare e si gasano come fan paganti. Che applaudono stupefatti di quanto la rockstar più siderale di tutte si spenda senza risparmiarsi nel cantare e ballare per mostrare loro cosa vuole che facciano, e di come lui si dimentichi a sua volta di non essere on stage davanti al pubblico vero.
Niente capricci, eccentricità, stranezze e condiscendenza da divo in questo dietro le quinte di quei giorni di prove, che sono anche gli ultimi giorni della sua vita. Il talento è lì, che esce imperioso da ogni passo di danza e da ogni strofa cantata, ma tutto va comunque guadagnato. La star galattica e globale ha bisogno di loro, musicisti, coristi, ballerini, acrobati, tecnici, registi, scenografi, costumisti, loro di lui. E da lui assorbono come spugne, accaniti come gli zombie di Thriller


Entusiasmo alle stelle, fatica improba, attenzione al dettaglio e impegno di tutti su un obiettivo condiviso, clima elettrizzante: è per il tour di Michael che si lavora, il suo concerto d'addio alle scene, ma è una occasione unica, un privilegio per tutti lavorare lì. Lì, on stage e backstage. dove MJ appare sicuro, in pieno controllo, autorevole e felice. Cosa che dentro di sè e altrove, in compagnia di familiari e famigli questi sì prezzolati e mercenari, probabilmente non era. Per il "maestro del mestiere"il conto è arrivato poco dopo, in una sera tremenda e oscura di giugno. Mi sono chiesta che dolore, che sogno interrotto, sia stato per quelli della squadra sapere, anche, che quel concerto non ci sarebbe stato mai. E come deve essere bello lavorare esposti al genio e allo straordinario, immersi in una atmosfera catalizzante di cui si è parte attiva, anche nel proprio piccolo ruolo.
Pensavo la stessa cosa l'altro ieri mattina al World Business Forum, mentre la producer dei progetti speciali del Cirque du Soleil Lyn Eward parlava sul palco temporaneamente liberato dai guru con il registro della passione e la gestualità del mimo a beneficio di una platea di manageroni e managerini sbadiglianti. Ma questo è un altro post...
AVVISO: per un inconveniente tecnico da alcune ore su tutti i blog del Sole 24 Ore non è più presente il form per inviare i commenti. Sorry stiamo lavorando per ripristinarlo!





Lucia
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10/30/2009 9:23 PM
 
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Nella sala dove ho visto io il film..c'era un bimbo di al massimo 2 anni!
E una signora che ne avrà avuti 85..non di meno..
Insomma..gente di tutte le età!ed è bellissimo questo..
E tutti erano commossi oltre che pietrificati: nessuno ha fiatato per tutto il tempo..
Io torno a vederlo domani e anche domenica..Michael 6 un grande e ti voglio bene!
..Grazie Michael..di tutto
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10/30/2009 9:24 PM
 
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Re:
STEFANOmjx, 30/10/2009 16.57:

All'ARCADIA mercoledi sera c'erano giovani, bambini adulti e anziani
la sala era quasi piena (dico quasi perche' qualcuno all'ultima fila aveva prenotato telefonicamente e poi non si e' presentat va bhe)
tra molti applausi il film ha emozionato i presenti e il sottoscritto
che vagamente cercavo di trattenere le lacrime.. Michael era su un palco pronto a tornare in scena per noi come solo lui sa FARE.
in un modo o nell'altro e' come se sia riuscito a fare una tourne' mondiale.. mi e' dispiaciuto solo non vederlo con gli abiti di scena..
poi la rabbia sale quando ti rendi conto del MAGNIFICO e spettacolare
concerto purtroppo ci siamo persi.
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io torno a vederlo domani sera
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c'e' una bella sorpresa [SM=g27811]





io ho dovuto uscire dopo heal the world perchè partiva il treno.. [SM=g27813] mi hai messo la pulce oraaaaa [SM=g27824] [SM=g27813]
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10/30/2009 9:24 PM
 
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io mi commuovo a leggere questi articoli oggi proprio non ce la faccio

Silvia
I am Speechless Your love is magical, that's how I feel
But in your presence I am lost for words
Words like, "I love you."


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10/30/2009 9:38 PM
 
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Un altro aspetto che emerge in This is it, e che in qualche modo è correlato con quanto andiamo dicendo, è una professionalità mai capricciosa, ma umilmente orgogliosa. Si capisce come lavorare con lui potesse essere considerato un apice, un arricchimento e per molti versi un’educazione. Nessun divismo, nessuna compiacenza né impazienza. Essendosi costruito un mondo fuori dal mondo, Jackson vi regnava nel segno dell’armonia, un sovrano gentile che sussurrava i suoi grazie e non sopportava l’infelicità, che giocava con la musica con la serietà gioiosa tipica dei divertimenti infantili.



una descrizione a mio avviso veramente calzante.




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'cause you were there.
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10/31/2009 1:20 PM
 
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Re: mymovies.it
dr.dree, 29/10/2009 18.42:

Kenny Ortega ricompone nel modo e nel luogo giusto il mito impalpabile di Michael Jackson. E le stelle stanno a guardare
Marzia Gandolfi
Michael Jackson muore in scena come in un dramma shakespeariano. Suicidio, overdose, arresto cardiaco? Il sesso, le (presunte) molestie, la fama. C'è tutto, come in un film hollywoodiano. C'è una grande villa, una stanza piena di indizi, un corpo nudo sul letto, la polizia che indaga, la folla che spinge fuori e oltre i nastri, l'autopsia, le (inverosimili) ipotesi del decesso, le esequie, quelle pubbliche e quelle private. Muore così il 25 giugno a Los Angeles e a un mese dal suo concerto londinese, Michael Jackson, Re del Pop, che resisteva al tempo danzando. Ma il sadismo della stampa e dello spettatore vuole sopra ogni cosa che il morto resti in scena a ciondolare sul patibolo mediatico, senza il conforto di potersene mai davvero andare via. Corpo conteso, eredità (artistica e sostanziale) reclamata, immagine contestata, l'artista dell'Indiana non trova pace, ostinatamente e barbaramente esposto alla luce del racconto. La sua vita e la sua morte vengono catturate e imbrigliate dentro una cronaca volgare e indecente. Poi arriva in sala Michael Jackson's – This is it di Kenny Ortega, si spengono le luci e inizia un altro film che potrete (e dovete) vedere in tutte le sale del mondo per quindici giorni. Poi verrà annullato, come un concerto in un giorno mesto di pioggia.
Diretto e prodotto da Ortega con il supporto della Fondazione Michael Jackson, il documentario pop del regista californiano è uno sguardo privato sul concerto che avrebbe, ci potete giurare, rivoluzionato l'arte dello stare in scena. Declinando l'approccio biografico, le interviste, gli sballi, le strade percorse o i negozi visitati, l'autore mette ai nastri di partenza una lucida, tirata e micidiale macchina del pop che si chiama(va) Michael Jackson, regalando ai suoi spettatori quello che sarebbe stato l'ultimo tour dell'artista e offrendogli un punto di vista (im)possibile su tutte le prove provate, sofferte, sudate. Non appena Michael entra sulla scena, in giacca in silver e simultaneamente nera, meraviglia del découpage, gli occhi si spalancano e l'anima si desta. Adesso esistono soltanto il gesto, il volto, il corpo, la musica, la parola, il tono, l'emozione. Come il suo man in the mirror, Jackson risponde con uno sguardo d'intesa alla sua immagine speculare.
Da Bad a Thriller, da Billie Jean a Go to be there, da Smooth Criminal a I just can't stop loving you, M. J. si muove agile, esperto e sinuoso, battendo il tempo in un'esecuzione perfetta che provoca emozioni autentiche. Perché la bravura tecnica, come suggeriscono le coreografe addette alle selezioni dei ballerini che faranno corona intorno all'artista, non è sufficiente per concretizzare un sogno e raggiungere “la prima fila” nello show. Soltanto undici ballerini proveranno la singular sensation in costumi dorati e cilindro, soltanto la prima linea accompagnerà Jackson sul palco e ne sarà la sua osservante e reverente emanazione, moltiplicata all'infinito come negli specchi di Chorus Line e grazie alla magia del green screen. Dopo aver personalmente promosso gli elementi più meritevoli, l'artista avvia lo show, rigorosamente cronometrico e superbamente coreografico, costringendo la macchina da presa da creatrice dello spettacolo a spettatrice dell'esibizione.
Lo schermo diventa allora tutta una scoperta: M. J. allarga le braccia e muove le mani come un direttore d'orchestra in un teatro di marionette e di talenti, dentro uno spettacolo fondato sulla centralità della danza e di un artista in grado di avere vita sulla scena e di distruggere gli automatismi quotidiani del corpo, creando una diversa qualità di energia, visibile anche in situazioni di immobilità. Dietro l'impressione di facilità e naturalezza, lo spettatore scoprirà una mania di perfezionismo assoluta ("Le prove servono a questo"), sempre nobile, sempre garbata. Il momento più poetico è il virtuosistico assolo su Billie Jean, mentre ballerini e stelle stanno a guardare. Guardano espandersi il suo mito leggero e impalpabile, la dimensione espressiva della sua anima, la verità di un corpo che balla "ricomposto" (da Ortega) nel modo e nel luogo giusto. This is it. That is it.





Ma questa recensione e' stupenda complimenti al giornalista!
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