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La Bohemian Rhapsody di Michael

Last Update: 3/20/2010 9:16 PM
8/21/2005 2:33 PM
 
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Re:

Scritto da: System. 21/08/2005 12.30
Che Bohemian Rapsody sia banalissima lo dici tu ora, io non l’ ho mai detto! Anzi, nelle ultime righe scrivevo che la canzone ha una struttura elaborata e fuori dal comune, quindi esattamente l’opposto rispetto a quanto mi metti in bocca tu. Perché travisi le cose? …. e soprattutto perché ( - autocritica - ) mi ostino sempre a darti una risposta? … la regola non insegna forse che i provocatori dovrebbero essere ignorati (altra autocritica)? … vabbè, visto che sei ancora un pupetto da allattare farò l’ennesimo strappo alla regola!

BR è complessa solo se paragonata alle canzoni con le quali si confronta. In altre parole il pop o il rock di oggi e di allora non prevedono la costruzione di canzoni così contorte ed eterogenee. Questo però non significa che i più famosi cantanti o gruppi mondiali non siano capaci di creare una canzone alla BR e che solo Mercuri fosse l’unico genio compositore.

Ti faccio un esempio: il batterista dei Deep Purple è riconosciuto essere un genio nel suo campo! Ha creato degli assoli perfetti di batteria (live) da 15 minuti che sembrano essere suonati a 6 mani e che sono studiati dai più grandi musicisti di tutto il mondo. Tuttavia non esistono canzoni dei Deep Purple contenenti tali assoli, né esistono – nel loro repertorio - canzoni molto più complesse di Smoke on the Water. Il motivo risiede banalmente nel fatto che si tratta di una scelta stilistica, ovvero che i Deep Purple volevano limitarsi ad esplorare il rock così come lo conosciamo. Analogamente i Queen non facevano pop puro o musica classica pura semplicemente perché quello non era il genere che volevano suonare o che li entusiasmava!

Quello che bisogna capire è che non basta inserire un banale passaggio di musica classica in una canzone per renderla geniale! Una canzone è geniale quando porta con sé qualcosa di innovativo (condizione necessaria ma non sufficiente) e contemporaneamente influisce pesantemente sullo stile degli altri compositori, rivoluzionando il modo di far musica.

Se rifletti BR non risponde a queste caratteristiche, Billie Jean invece si!




e qual'è l'innovazione di BJ?
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8/21/2005 4:58 PM
 
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Credo che la forza di Bohemian Rapsody sia che unisce ad una struttura complessa una incredibile carica pop.Questo credo che la renda geniale eccome.Ci possono essere artisti che riescono anche a creare cose ben più complesse ma finiscono quasi sempre per perdersi nel vituosismo fine a se stesso. Sono opere che non emozionano che non rimangono,opere che la gente di tutto il pianeta non ama ( al massimo una ristretta cerchia di fanatici cosa che invece non accade con BR ).
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8/21/2005 6:09 PM
 
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Per Setolo e Shinmen:

Sono tantissime le canzoni belle e geniali che potrebbero essere inserite all’interno della Bibbia della musica! Tra queste (già eccellenti) ve ne sono però alcune che si distinguono ulteriormente, e che sono una spanna abbondante sopra a tutte le altre. Tra queste vi è Billie Jean.
Bohemian Rapsody non può appartenere a questa cerchia ristretta di capolavori perchè in alcuni tratti è ridicola e sembra una presa in giro dell’opera classica (come nel pezzo in cui dice “Galileo Galileo Figaro Magnifico” … anche i Queen sapevano di essere ironici con questo passaggio, un po’ come Elio e le storie tese lo sono nelle loro canzoni; chi pensa il contrario è fesso!). Molti però commettono l’errore di pensare a BR come ad un capolavoro di musica classica realizzato volutamente dai Queen per diventare eterno. In realtà il loro intento originario era quello di creare qualcosa che suonasse come una presa in giro e che avesse (come giustamente sostiene Shimen) una forte carica pop. La pop art da sempre è semplificazione e presa per i fondelli delle opere classiche. Lo spirito guida di Bohemian Rapsody è esattamente questo! La gente però non lo coglie (in quanto ignorante) e pensa di aver a che fare con un pezzo ricercato degno di un grande compositore di musica classica!


Billie Jean al contrario è classe pura realizzata magistralmente e in modo fluido. Inoltre non è una presa per i fondelli (nemmeno dal punto di vista musicale), ma fa sul serio fin dall’inizio.
Billie Jean innova esattamente dal momento in cui Michael inizia a cantare la prima strofa. MJ infatti re-inventa il modo di costruire le strofe, aumentando o diminuendo a piacimento il numero di sillabe (ed accelerando o rallentando il canto). La sua voce è il vero strumento musicale che sa essere malinconico, ruvido, singhiozzante o fluido.
Il ritornello, così lungo ma allo stesso tempo piacevole, è quanto di più ricercato e di classe fosse mai stato realizzato fino ad allora. I Beatles se lo sognavano un pezzo del genere, tant’è vero che nel loro repertorio non esiste!
La batteria – ma ancor di più il basso – sembrano inarrestabili, sono semplici, puri ma non stancano mai e potrebbero durare all’infinito.
Il testo della canzone, pieno di colpi di scena e con un’alea di mistero irrisolta, è magico e innovativo.
Ti posso inoltre garantire che nel 1982 Billie Jean (e l’intero album Thriller) avevano una tale carica innovativa dal punto di vista dei suoni e della voce che mai nessuno aveva sentito in giro nulla del genere. Allora la musica di MJ era la migliore in assoluto, sia rispetto a quella dei Queen che dei Beatles che di tutti gli altri, e non c’era critico di musica che non fosse d’accordo su questo.
Il vero problema, quello che penalizza molto (anzi troppo) Michael Jackson, è che quei suoni e quello stile furono talmente tanto apprezzati da essere studiati, analizzati, sceverati e riproposti all’infinito, al punto che ancora oggi ce li ritroviamo noiosi in tutte le salse all’interno delle canzoni.
Il problema è quindi che la gente, confondendo la causa con l’effetto, tende a paragonare la musica di MJ con lo squallido pop moderno che deriva in maniera surrogata da lui (semplicemente perché alcuni temi o suoni ritornano), danneggiando il valore artistico di Michael.


E badate bene che non ho fatto alcun riferimento alla performance! Se consideriamo Billie Jean più la performance siamo infatti di fronte a quanto di più innovativo, semplice, geniale ed influente sia mai stato creato nella storia della musica!


Per queste ed altre ragioni dovremmo gioire e ritenerci fieri di essere fan di una tale leggenda vivente. Riconosciamo i meriti reali degli artisti (indipendentemente da ciò che piace e non piace) e diamo a Michael lo scettro che merita!

*Pull over boy and get your ticket right!*
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8/21/2005 7:54 PM
 
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Re:

Scritto da: System. 21/08/2005 18.09
Per Setolo e Shinmen:

Sono tantissime le canzoni belle e geniali che potrebbero essere inserite all’interno della Bibbia della musica! Tra queste (già eccellenti) ve ne sono però alcune che si distinguono ulteriormente, e che sono una spanna abbondante sopra a tutte le altre. Tra queste vi è Billie Jean.
Bohemian Rapsody non può appartenere a questa cerchia ristretta di capolavori perchè in alcuni tratti è ridicola e sembra una presa in giro dell’opera classica (come nel pezzo in cui dice “Galileo Galileo Figaro Magnifico” … anche i Queen sapevano di essere ironici con questo passaggio, un po’ come Elio e le storie tese lo sono nelle loro canzoni; chi pensa il contrario è fesso!). Molti però commettono l’errore di pensare a BR come ad un capolavoro di musica classica realizzato volutamente dai Queen per diventare eterno. In realtà il loro intento originario era quello di creare qualcosa che suonasse come una presa in giro e che avesse (come giustamente sostiene Shimen) una forte carica pop. La pop art da sempre è semplificazione e presa per i fondelli delle opere classiche. Lo spirito guida di Bohemian Rapsody è esattamente questo! La gente però non lo coglie (in quanto ignorante) e pensa di aver a che fare con un pezzo ricercato degno di un grande compositore di musica classica!


Billie Jean al contrario è classe pura realizzata magistralmente e in modo fluido. Inoltre non è una presa per i fondelli (nemmeno dal punto di vista musicale), ma fa sul serio fin dall’inizio.
Billie Jean innova esattamente dal momento in cui Michael inizia a cantare la prima strofa. MJ infatti re-inventa il modo di costruire le strofe, aumentando o diminuendo a piacimento il numero di sillabe (ed accelerando o rallentando il canto). La sua voce è il vero strumento musicale che sa essere malinconico, ruvido, singhiozzante o fluido.
Il ritornello, così lungo ma allo stesso tempo piacevole, è quanto di più ricercato e di classe fosse mai stato realizzato fino ad allora. I Beatles se lo sognavano un pezzo del genere, tant’è vero che nel loro repertorio non esiste!
La batteria – ma ancor di più il basso – sembrano inarrestabili, sono semplici, puri ma non stancano mai e potrebbero durare all’infinito.
Il testo della canzone, pieno di colpi di scena e con un’alea di mistero irrisolta, è magico e innovativo.
Ti posso inoltre garantire che nel 1982 Billie Jean (e l’intero album Thriller) avevano una tale carica innovativa dal punto di vista dei suoni e della voce che mai nessuno aveva sentito in giro nulla del genere. Allora la musica di MJ era la migliore in assoluto, sia rispetto a quella dei Queen che dei Beatles che di tutti gli altri, e non c’era critico di musica che non fosse d’accordo su questo.
Il vero problema, quello che penalizza molto (anzi troppo) Michael Jackson, è che quei suoni e quello stile furono talmente tanto apprezzati da essere studiati, analizzati, sceverati e riproposti all’infinito, al punto che ancora oggi ce li ritroviamo noiosi in tutte le salse all’interno delle canzoni.
Il problema è quindi che la gente, confondendo la causa con l’effetto, tende a paragonare la musica di MJ con lo squallido pop moderno che deriva in maniera surrogata da lui (semplicemente perché alcuni temi o suoni ritornano), danneggiando il valore artistico di Michael.


E badate bene che non ho fatto alcun riferimento alla performance! Se consideriamo Billie Jean più la performance siamo infatti di fronte a quanto di più innovativo, semplice, geniale ed influente sia mai stato creato nella storia della musica!


Per queste ed altre ragioni dovremmo gioire e ritenerci fieri di essere fan di una tale leggenda vivente. Riconosciamo i meriti reali degli artisti (indipendentemente da ciò che piace e non piace) e diamo a Michael lo scettro che merita!



Mi sono commoso...[SM=x47963]

E se poi consideriamo che BJ ad elevarsi in un album dove ci sono altre 8 canzoni di notevole qualità... dovrebbe far riflettere ancor di più sul valore di questa meravigliosa canzone...

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8/22/2005 8:38 AM
 
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Non c'ho capito nulla[SM=g27827] ma hai commosso e convinto anche me.Viva Billie Jean!!!
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8/22/2005 8:40 AM
 
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Re:

Scritto da: shinmen 22/08/2005 8.38
Non c'ho capito nulla[SM=g27827]Viva Billie Jean!!!


Ovviamente se non si fosse capito scherzavo.Sei stato chiarissimo.Thanks.
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8/22/2005 10:27 AM
 
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Re:

Scritto da: System. 21/08/2005 18.09

"Allora la musica di MJ era la migliore in assoluto, sia rispetto a quella dei Queen che dei Beatles che di tutti gli altri, e non c’era critico di musica che non fosse d’accordo su questo."

"Il vero problema, quello che penalizza molto (anzi troppo) Michael Jackson, è che quei suoni e quello stile furono talmente tanto apprezzati da essere studiati, analizzati, sceverati e riproposti all’infinito, al punto che ancora oggi ce li ritroviamo noiosi in tutte le salse all’interno delle canzoni.
Il problema è quindi che la gente, confondendo la causa con l’effetto, tende a paragonare la musica di MJ con lo squallido pop moderno che deriva in maniera surrogata da lui (semplicemente perché alcuni temi o suoni ritornano), danneggiando il valore artistico di Michael."





1) Che fosse migliore di quella dei Queen o dei Beatles è un discorso: ma chi è a decretare che la musica di MJ fosse la migliore in assoluto???Tu forse????

2) Diciamo che anche Michael, col passare degli anni, non ha saputo riproporsi con qualcosa di nuovo, cosa che avrebbe dovuto a mio avviso fare, dal momento in cui il suo stile e il suo sound erano ormai inflazionati......

[Modificato da XAndre@X 22/08/2005 10.28]

[Modificato da XAndre@X 22/08/2005 10.28]



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8/22/2005 12:45 PM
 
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Per XAndre@X:

Ciò che dici non è esattamente vero. E’ sufficiente osservare ciò che ha fatto per rendersene conto: Michael da Off The Wall ad Invincible ha sempre cercato di mettersi in discussione e di proporre qualcosa di nuovo al pubblico sia in termini di sound che di struttura delle canzoni; bisogna ammettere che il risultato non è sempre stato eccellente, nel senso che alcune volte ci è riuscito alla grande, altre volte invece no!
Ma non puoi però pretendere che un cantante snaturi completamente se stesso dimenticandosi del suo stile per dedicarsi ad altro, perché questo significherebbe la sua definitiva morte artistica!

Per comprendere i cambiamenti, pensiamo ad esempio alle sonorità dei dischi di MJ: noterai anche tu che Dangerous è totalmente differente da Bad o Thriller. Per la prima volta MJ canta con un timbro vocale bassissimo, rauco e tenebroso (pensa ad esempio a “Why you wanna trip on me”); le prime strofe di Dangerous (la canzone) sono sussurrate quasi a creare un’atmosfera di pericolo; in molte canzoni, per la prima volta, inserisce un pezzo di rap (Jam); Black or White viene concepita con la logica del collage, e il risultato è eccellente: 7 settimane al primo posto in USA e primo posto raggiunto nelle classifiche di tutto il mondo!
Anche i testi in Dangerous sono più impegnati dal punto di vista sociale rispetto a quanto non lo fossero stati con Thriller o Bad. Pensa a Heal the world, Gone too soon, Black or White…
Ma grandi differenze sonore si possono riscontrare anche tra History e Dangerous. In History la musica è grezza, essenziale e in molte canzoni sono le percussioni che permeano e caratterizzano il sound. Pensa ad esempio a quelle presenti in “They don’t care about us” o in “Stranger in Moscow”. Dal primo ascolto si capisce subito che History è un album totalmente diverso da Dangerous; non c’è alcuna continuità tra i due!
Analoghe differenze si notano anche tra Off The Wall e Thriller. Il primo, nonostante anticipi il suo successore sotto molti aspetti, è tuttavia caratterizzato da suoni tipici della disco-music anni 70 (quella dei Bee Gees per intenderci). L’abuso del falsetto ne è una riprova.
Per non parlare poi dell’album Invincible, le cui prime tre canzoni dimostrano in maniera lapalissiana il tentativo (purtroppo troppo commerciale) di esplorare le potenzialità della pura musica elettronica (quella alla Chemical Brothers).

Il bilancio complessivo è che Michael, pur rimanendo (giustamente) sempre se stesso, è riuscito a proporre una voce, dei suoni, delle tecniche e dei testi completamente differenti da Off The Wall fino ad Invincible. Fino a Dangerous tutto è stato eccellente! Da History in poi bisogna invece ammettere che il risultato si è rivelato artisticamente discutibile.

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8/22/2005 1:55 PM
 
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Re:

Scritto da: System. 22/08/2005 12.45

Per XAndre@X:

Ciò che dici non è esattamente vero. E’ sufficiente osservare ciò che ha fatto per rendersene conto: Michael da Off The Wall ad Invincible ha sempre cercato di mettersi in discussione e di proporre qualcosa di nuovo al pubblico sia in termini di sound che di struttura delle canzoni; bisogna ammettere che il risultato non è sempre stato eccellente, nel senso che alcune volte ci è riuscito alla grande, altre volte invece no!
Ma non puoi però pretendere che un cantante snaturi completamente se stesso dimenticandosi del suo stile per dedicarsi ad altro, perché questo significherebbe la sua definitiva morte artistica!

Per comprendere i cambiamenti, pensiamo ad esempio alle sonorità dei dischi di MJ: noterai anche tu che Dangerous è totalmente differente da Bad o Thriller. Per la prima volta MJ canta con un timbro vocale bassissimo, rauco e tenebroso (pensa ad esempio a “Why you wanna trip on me”); le prime strofe di Dangerous (la canzone) sono sussurrate quasi a creare un’atmosfera di pericolo; in molte canzoni, per la prima volta, inserisce un pezzo di rap (Jam); Black or White viene concepita con la logica del collage, e il risultato è eccellente: 7 settimane al primo posto in USA e primo posto raggiunto nelle classifiche di tutto il mondo!
Anche i testi in Dangerous sono più impegnati dal punto di vista sociale rispetto a quanto non lo fossero stati con Thriller o Bad. Pensa a Heal the world, Gone too soon, Black or White…
Ma grandi differenze sonore si possono riscontrare anche tra History e Dangerous. In History la musica è grezza, essenziale e in molte canzoni sono le percussioni che permeano e caratterizzano il sound. Pensa ad esempio a quelle presenti in “They don’t care about us” o in “Stranger in Moscow”. Dal primo ascolto si capisce subito che History è un album totalmente diverso da Dangerous; non c’è alcuna continuità tra i due!
Analoghe differenze si notano anche tra Off The Wall e Thriller. Il primo, nonostante anticipi il suo successore sotto molti aspetti, è tuttavia caratterizzato da suoni tipici della disco-music anni 70 (quella dei Bee Gees per intenderci). L’abuso del falsetto ne è una riprova.
Per non parlare poi dell’album Invincible, le cui prime tre canzoni dimostrano in maniera lapalissiana il tentativo (purtroppo troppo commerciale) di esplorare le potenzialità della pura musica elettronica (quella alla Chemical Brothers).

Il bilancio complessivo è che Michael, pur rimanendo (giustamente) sempre se stesso, è riuscito a proporre una voce, dei suoni, delle tecniche e dei testi completamente differenti da Off The Wall fino ad Invincible. Fino a Dangerous tutto è stato eccellente! Da History in poi bisogna invece ammettere che il risultato si è rivelato artisticamente discutibile.



Per i lavori fino a "Dangerous" posso anche darti ragione, ma tutta questa differenza tra History e Dangerous io non la vedo, tant'è che molti pezzi proprio di History (e anche di Blood On The Dance Floor), sono stati scritti proprio per la sezione di Dangerous. Anche per quanto riguarda "Invincible" , niente di nuovo in vista.....

E poi non è vero che un cambiamento di stile avrebbe fatto morire la sua carriera artistica(come tu affermi), dal mio punto di vista invece, avrebbe reso la sua discografia molto più interessante e vasta.....molti artisti hanno variato molto in campo musicale senza mai morire artisticamente.....

Cmq il mio intervento era più che altro indirizzato verso la tua affermazione che la musica di Jackson fosse la migliore in assoluto......


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8/22/2005 2:53 PM
 
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Non sono qui per convincerti del contrario (non mi interessa), ma se non noti la netta differenza di stile esistente tra “They don’t care about us” o “Stranger in Moscow” con i precedenti lavori di MJ non so proprio cosa farci. Queste due, soprattutto la prima, sono canzoni scarne, guidate per lo più dalle percussioni. In Dangerous trovi tutto fuorché canzoni scarne e poco elaborate!
Con Invincible non c’è nulla di nuovo? Questa affermazione veramente mi meraviglia! Forse non hai mai ascoltato Speechless, 2000 Watts, Invincible, Heartbreaker, Butterflies e Whatever happens! Non si tratta di innovazioni assolute, ma di brani che MJ non aveva mai esplorato prima. Speechless inizia e finisce accappella, con 2000 Watts cambia il timbro della voce (irriconoscibile), Whatever happens ha un sapore sudamericano, Butterflies è un r&b alla Nelly Furtado (canzone di merda ma questo poco importa), Invincible ed Heartbreaker erano gli ultimi ritrovati della musica elettronica.
Modificare lo stile di un artista – come MJ ha già fatto più volte - va bene, arricchisce l’artista. Ma se Michael si dedicasse per esempio all’heavy metal, al rock progressivo o alla musica classica pura arriverebbe a snaturare se stesso ed otterrebbe un effetto letteralmente devastante…

Riguardo alla tua ultima domanda ti potrei rispondere in mille modi. Questa volta lo faccio riportandoti (con il copia & incolla) il parere di un ottimo critico musicale che scrive sul Corriere della Sera da anni e che in questa occasione rispose alla domanda di un fan il 20 gennaio 2001. Ti anticipo che questo critico non è mai stato di parte, anzi molto spesso ha criticato MJ. Il suo apprezzamento non può quindi che essere sincero:


DOMANDA: Il segreto di Thriller
Salve Sig. Fegiz,
da giorni leggo un po' ovunque che tra pochi mesi uscira' il nuovo album di Michael Jackson. Spesso, nel riportare la notizia, molti autori degli articoli ripetono frasi del tipo "il creatore di Thriller" e cose varie, dando la giusta importanza a un album che comunque oggi detiene ancora il record di vendite in assoluto. Ma io da lei vorrei sapere, come critico musicale, cosa ha reso e soprattutto rende Thriller cosi indimenticabile. Appena usci' (io ero appena nato dunque non lo so) lei capi subito al primo ascolto che era diverso dagli altri, che era destinato a battere ogni record ? Quale e' il segreto di Thriller ?
La ringrazio in anticipo e le auguro i migliori auguri

RISPOSTA di Mario Luzzato Fegiz:
Una capacità espressiva complessiva assolutamente nuova per l'epoca


www.corriere.it/corrforum/corriere/Thread?forumid=5&pos...

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