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[accuse] Talitha Linehan: «A Michael Jackson non sarebbe mai dovuto accadere»

Last Update: 6/19/2023 8:55 PM
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6/13/2023 10:18 PM
 
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«L'udienza più memorabile fu quella di quasi tre settimane dopo, il 13 Giugno.
Ero seduta in un bar dietro il tribunale, verso mezzogiorno, e stavo aspettando - come avevo fatto per giorni - insieme agli altri fan e ai giornalisti, quando trapelò la notizia che la giuria aveva raggiunto un verdetto.

Mi si seccò la gola, e il mio battito cardiaco accelerò.
La sentenza non era solo il punto centrale della più grande storia mediatica del decennio, era anche il momento topico della vita di Michael. L'attesa era stata quasi insopportabile, e ora che era arrivato il momento, ero terrorizzata.
Sapevo che l'innocenza non sarebbe stata una garanzia di avere giustizia; il solo fatto che il caso fosse arrivato in tribunale - e fosse andato avanti fino al giorno del verdetto - lo provava.



Mi misi in fila insieme agli altri giornalisti per entrare in aula, dove sedetti al solito posto, al termine di una fila.
Man mano che le sedie destinate al pubblico si riempivano, vidi alcuni miei amici. Stavano piangendo silenziosamente, ma io non fui in grado di versare una lacrima... ero paralizzata dal terrore.
Poche notti prima, avevo avuto un incubo molto realistico nel quale la giuria aveva emesso un verdetto di colpevolezza. I giurati erano entrati in aula con gli occhi bassi e alcuni di loro avevano cominciato a piangere.
Quando gli avevamo chiesto cosa ci fosse che non andava, ci avevano detto:
"Ci dispiace. Sappiamo che è un brav'uomo, ma abbiamo dovuto dichiararlo colpevole".

Ci infuriammo, e io mi svegliai singhiozzando, tremando dal freddo.
Cosa avrei fatto se fosse accaduto davvero?! Cosa avrei fatto se avessero portato via Michael?
Cosa avremmo fatto?! Come avremmo potuto andare avanti con le nostre vite, sapendo che la sua anima gentile era rinchiusa in una cella, accusata del crimine più abietto?

Non avevo chiesto di amare Michael. Non avevo chiesto di volergli bene così tanto.
Non avevo chiesto di rimanere coinvolta in questo dramma, di mettere la mia felicità nelle mani di dodici sconosciuti, così come non lo aveva chiesto lui.
La mia unica scelta era stata ignorare il mio amore per lui oppure accettarlo.
Avevo scelto quest'ultima opzione, e adesso non potevo tornare indietro. Se avessero giudicato Michael colpevole e lo avessero portato via, non avrei mai più conosciuto pace.



Teso all'inverosimile, Michael arrivò.
Aveva perso peso per l'intera durata del processo, e quel giorno, il giorno del verdetto, appariva debole e fragile.
La sua espressione, quando entrò in aula, con indosso una giacca nera che gli stava larga, era straziante e tormentata, di un uomo che si trovava da solo a fronteggiare la sentenza.
Niente al mondo, né la sua fama, né la sua ricchezza, né i suoi cari, né la devozione dei suoi fan, e nemmeno la sua innocenza, potevano risparmiargli il verdetto che stava per essere letto, chevavrebbe potuto privarlo di tutto ciò che era, che poteva davvero porre fine alla sua vita, o che avrebbe potuto liberarlo da questo insensato calvario, finalmente libero, anche se colpito e ferito.

La polizia del tribunale fece cordone sul retro dell'aula, e la squadra anti-sommossa si radunò all'esterno, con i manganelli in mano.
Se Michael fosse stato dichiarato colpevole, nessuno si aspettava che sarebbe stato portato via senza che ci fosse una lotta.

Il giudice entrò in aula e tenne un breve discorso, avvisandoci che non avrebbe tollerato crisi di nervi. E quando la giuria entrò, nessuno dei giurati guardò Michael negli occhi.
Si dice che questo è un brutto segno, vuol dire che i giurati non riescono a guardare l'imputato negli occhi perché stanno per mandarlo in prigione.
Sentii il panico assalirmi. Non volevo essere lì.
Avevo troppa paura di quello che poteva succedere.

Poi venne letta la sentenza, e fu un enorme sollievo.
Il giudice lesse ogni capo d'imputazione, quindi chiese il verdetto al presidente della giuria.
Ogni volta, il presidente rispose: "Non colpevole".
E ogni volta, i fan all'esterno esplodevano in urla di gioia, mentre all'interno dell'aula la tensione si scioglieva almeno un po'.



La giuria poteva pur avere dei pregiudizi nei confronti di Michael, così come molti americani, ma era stata seduta in aula ogni giorno e aveva ascoltato le varie testimonianze, le dichiarazioni dell'accusa e le validissime contestazioni, non aveva ascoltato la versione distorta dai media. Ovviamente, lo avevano dichiarato NON COLPEVOLE, non colpevole per tutti i 14 capi d'accusa totalmente inventati che Sneddon, nella sua disperazione di farlo condannare, aveva mosso contro di lui.
Sarebbe stato impossibile, per 12 esseri umani sani di mente, condannarlo.

Molti dei miei amici quella sera festeggiarono l'assoluzione, ma io non mi unii a loro. Non mi sentivo dell'umore di festeggiare.
Sebbene fossi enormemente sollevata, ero anche arrabbiata, molto arrabbiata che Michael avesse dovuto subire più di un anno e mezzo di umiliazioni, solo perché dodici sconosciuti riconoscessero pubblicamente quello che noi avevamo sempre saputo, cioè che era UN UOMO INNOCENTE.



Non appena uscii dall'aula, chiamai mia madre in Irlanda, che aveva seguito gli eventi in TV, e le dissi come mi sentivo.
Sebbene mi fossi appena trasferita in America, volevo che Michael se ne andasse, che prendesse i suoi figli e fuggisse lontano, per provare a guarire e per trovare di nuovo un po' di pace.
Affrontare il processo e la possibilità di perderlo mi aveva reso più altruista. Avrei rinunciato a lui in quel momento, rinunciato a vederlo ancora, in cambio della consapevolezza di saperlo libero, felice e al sicuro con i suoi figli, che erano il suo mondo così come lui era il mio.

"Sono così contenta che sia finita", dissi a mia madre verso la fine della nostra conversazione, "ma non sarebbe mai dovuto accadere. Credo che adesso il mondo mi piaccia un po' di meno".

Negli anni successivi, non chiesi mai a Michael del processo perché non volli mai riportare la sua attenzione su un momento così buio, però lui ne parlò un paio di volte.
Durante una conversazione notturna nel mese di Settembre del 2008, mi disse:
"Ciò che ho passato dimostra quanta malvagità ci sia nel mondo, ma c'è anche tanta bellezza.
Tu per me ci sei stata.
Ho scritto una canzone che parla di voi, dei fan, di quanto mi abbiate supportato nel momento più brutto della mia vita, nel momento della disperazione più cupa...
Ho scritto una canzone su tutti voi, su quanto mi avete aiutato, su quello che fate per me".

Aggiunse anche:
"Mia madre mi ha sempre detto... Katherine me lo ha sempre detto.
Era solita guardarmi dall'altro lato della stanza e dirmi:
'Sei proprio come me. Verrai ferito. Verrai usato.
Ci sono persone che ti useranno'.
Non sapevo che nel mondo esistessero persone simili, così malvagie. Pensavo che esistessero solo nei film. Non sapevo che potessero esistere davvero.
Io mi fido della gente.
Vedo sempre la parte migliore delle persone... a volte sono così ingenuo!
Quindi durante il processo c'erano sì persone malvagie, però ho conosciuto anche tante persone meravigliose.
Persone meravigliose come te".

Ovviamente, era la bellezza di Michael, il suo cuore, la sua anima, il suo spirito, da cui eravamo attratti... e, sebbene lui non riuscisse ad accettarlo, io glielo dissi sempre».


- Dal libro "A Real-Life Fairy Tale: Michael Jackson and Me", di Talitha Linehan (2021).



Se siete arrivati fino in fondo a questa lunga lettura, sicuramente vi sarete già emozionati. 💔
_______________________________

A cura di Sara Clauser e Francesca De Donatis per il Michael Jackson FanSquare.
[Edited by francesca.dedonatis 6/13/2023 10:22 PM]
6/13/2023 11:34 PM
 
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Grazie Francesca. ❤️❤️❤️😘
6/14/2023 1:33 PM
 
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Sara C.69, 13/06/2023 23:34:

Grazie Francesca. ❤️❤️❤️😘

Grazie a te, Sara! 😘💞
6/15/2023 7:53 AM
 
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Letto tutto con un magone alla gola. Purtroppo al mondo c'è gente molto cattiva, ma anche tanto approfittatrice. Il giorno della vittoria sarà per sempre un giorno tanto bello quanto brutto perché ricorda la fine di un processo e di una umiliazione che non sarebbe mai dovuta accadere.

- If they say why, why, tell'em that's human nature. Why, why, does he do it that way? ♥ -
6/16/2023 1:21 AM
 
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Quanto scritto da Talitha Linehan è angosciante ma, purtroppo, niente di nuovo per coloro che, come me, hanno letto "Il Complotto" di Aphrodite Jones.
Grazie Francesca
6/16/2023 7:11 AM
 
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Sarebbe stato impossibile, per 12 esseri umani sani di mente, condannarlo.

Sale l'angoscia e cresce l'emozione leggendo, dall'inizio alla fine.
Grazie Francesca 😍

Forever with you MJJ
You are engraved in my heart ♥
6/19/2023 8:55 PM
 
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Tutto sommato, fa sempre bene ripassare gli eventi, grazie.
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