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[news] L'Estate contro Jeffre Phillips per il furto di oggetti personali di Michael Jackson

Last Update: 10/15/2023 11:54 PM
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3/19/2023 3:35 PM
 
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Nel giugno del 2022, alla Michael Jackson Estate arriva una segnalazione direttamente da Julien's Auctions, per aver ricevuto alcuni oggetti appartenuti al Re del Pop da battere all'asta.
Per vederci più chiaro, l'Estate ricorre dunque ad un soggetto sotto copertura con il compito di mostrare interesse per quel materiale in vendita, e grazie a questo stratagemma viene alla luce il nome di chi lo avesse fornito alla ben nota Casa d'aste: Jeffre Phillips, che il 6 dicembre 2013 aveva sposato LaToya Jackson, salvo poi divorziare dopo appena sei mesi di matrimonio.

Ha così inizio una battaglia legale avviata dall'Estate contro il produttore e manager legato alla famiglia Jackson da una lunga frequentazione, e al fianco di LaToya fin dal 1995.

Stando ai documenti depositati in tribunale al momento della denuncia, l'Estate lo accusa di aver approfittato del caos generatosi in seguito alla morte di Michael per appropriarsi di numerosi oggetti nella casa di Los Angeles in cui era avvenuto il decesso, e nella quale lui si era effettivamente trattenuto per 9 giorni dopo il 25 giugno 2009.

Phillips avrebbe rubato «circa 109 CD/DVD, la maggior parte dei quali contengono note scritte a mano o sono edizioni speciali private», una valigetta piena di documenti personali e legali, appunti scritti a mano da Michael e la sua patente di guida della California, 5 hard disk, un set di microfoni, un album di foto con MJ in copertina, tre computer portatili Mac color argento, due iPod, due registratori vocali con 2 micro-cassette e 3 cassette standard.
Non solo: ci sarebbero anche una borsa nera con l'immagine di un teschio e ossa incrociate, alcuni vestiti, una foto di Michael incorniciata e firmata, una bambola con le fattezze del Re del Pop e circa 11 Premi con dischi di platino/oro incorniciati, per un valore complessivo di almeno 1 milione di dollari.

Fino ad arrivare, in conclusione, al materiale più discutibile e sconcertante: flaconi di pillole da prescrizione con pillole all'interno, il pigiama che Michael indossava nelle sue ultime ore di vita (a quanto pare, rimosso dai paramedici che lo soccorsero per primi), e addirittura un tubo di rianimazione che sembra fosse stato utilizzato su di lui.



L'ex di LaToya ha negato ogni addebito, sostenendo che fosse stata proprio Katherine Jackson a chiedere a lui e alla stessa LaToya di raccogliere gli oggetti personali di Michael prima che la villa di Carolwood venisse liberata dopo la sua scomparsa, «dato che si trattava di una proprietà in affitto che sarebbe stata chiusa a breve».
E così entrambi avrebbero acconsentito a quella richiesta, raccogliendo «tutti i beni personali che potevamo».

«Non ho mai venduto o esposto pubblicamente un solo oggetto di Carolwood.
Non ho mai mentito sul fatto di possedere gli oggetti di Carolwood, né ho mai nascosto il fatto che li stavo tenendo con me.
I membri della famiglia Jackson sapevano che avevo quegli oggetti.

Se l'Estate avesse semplicemente chiesto gli oggetti e non avesse fatto ricorso a tattiche deliberate di complotto e intimidazione, avrei chiamato LaToya per informarla che me li stavano richiedendo, ed entrambi avremmo poi chiamato sua madre.
Se la signora Jackson mi avesse incaricato di restituire quella proprietà all'Estate, l'avrei fatto.

Anche se la proprietà di quegli oggetti mi è stata concessa e mi appartiene, non avrei rifiutato la richiesta della famiglia Jackson»
.

Ma la Michael Jackson Estate ha dapprima messo a segno un'importante vittoria in questa battaglia legale, riuscendo innanzitutto ad impedire la vendita di quel materiale.
Sulla base dei documenti presentati, infatti, il giudice ha emesso un'ingiunzione preliminare con la quale è stato proibito a Phillips di vendere qualsiasi oggetto sottratto dalla casa di Carolwood nell'estate del 2009.



E arriviamo così ai primi di marzo 2023, quando l'ex-marito di LaToya torna a far sentire la propria voce richiedendo una dichiarazione giurata di Katherine Jackson in sua discolpa.
La madre di Michael, ormai 92enne, si rifiuta però di essere coinvolta nel processo, ancora troppo ferita e segnata dalla scomparsa del figlio. E di rimando Phillips, a sua volta, chiede alla Corte di rinviare tutte le udienze previste per questa causa legale finché non si otterranno le auspicate dichiarazioni di Katherine.

«È a dir poco inquietante che Phillips, il quale sostiene di essere stato molto vicino alla signora Jackson e all'intera famiglia Jackson, stia cercando di far sì che i suoi avvocati interroghino l'anziana signora Jackson - contro le sue obiezioni - su quelle che riteniamo essere state le settimane e mesi più dolorosi della sua lunga vita», hanno ribattuto i legali di Katherine nella loro mozione presentata in tribunale.
«È ovvio che Phillips stia usando la signora Jackson come leva in questa vicenda».

Essi sostengono che Jeffre abbia aspettato troppo a lungo per avanzare la sua richiesta, quando invece avrebbe avuto a propria disposizione diversi mesi per farlo in tempo utile. E aggiungono che Katherine ha già fatto una dichiarazione nella quale ha affermato che lui non sta dicendo la verità.

Anche Taj Jackson, a sua volta, ha depositato una propria dichiarazione.
«Il motivo per cui ho preferito non parlare con mia nonna di questa questione è semplice.
Mia nonna è stata ed è ancora molto colpita dalla morte di mio zio, suo figlio. È stato di gran lunga l'evento più triste che abbia vissuto nella sua vita.
È comprensibile come per lei sia molto difficile parlare degli ultimi anni di vita di mio zio, e anche delle tristissime settimane e mesi successivi alla sua scomparsa improvvisa e inaspettata.
L'ultima cosa che voglio fare è turbarla e farle domande su quelle settimane e quei mesi così difficili.

Tuttavia, mi risulta piuttosto arduo credere che mia nonna abbia affidato al signor Phillips la custodia degli effetti personali di mio zio nella casa di Carolwood.
Come lei stessa sapeva, mio zio aveva affidato personalmente a me la custodia di molti dei suoi effetti personali prima della sua morte»
.



Com'era ampiamente prevedibile, gli esecutori testamentari di Michael Jackson hanno pertanto presentato una mozione per respingere la richiesta di Phillips.

E il giudice della Corte Superiore l'ha accolta: Katherine non sarà costretta a sedere in tribunale per una deposizione.

Questo, ovviamente, è uno sviluppo tutt'altro che positivo per Jeffre, e ancora non si sa se la stessa LaToya Jackson sarà convocata come testimone.
In tal caso, da quale parte si schiererà?

In attesa di ulteriori aggiornamenti, ci rimane una sola certezza: l'amarezza di un conflitto interno alla famiglia Jackson, che getta l'ombra di una possibile speculazione sul nome di Michael all'indomani della sua scomparsa.
E di questo, ne avremmo fatto volentieri a meno.
_________________________________________

Post a cura di Francesca De Donatis con la collaborazione di Alessandra Pierdominici e Sara Clauser per il Michael Jackson FanSquare.
[Edited by francesca.dedonatis 3/19/2023 3:42 PM]
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