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[bio] Da nero a bianco: le trasformazioni fisiche di Michael Jackson nella teoria del "volto-come-arte"

Last Update: 8/5/2021 10:43 PM
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7/23/2021 8:52 PM
 
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È possibile guardare ai numerosi cambiamenti estetici che il volto di Michael Jackson ha via via subito nel corso degli anni addirittura come ad una forma di espressione artistica?
Per la scrittrice Willa Stillwater, assolutamente sì: nel secondo dei quattro saggi in cui su medium.com - a partire da agosto 2020 - ha sapientemente analizzato il ruolo del Re del Pop nella sfida ai pregiudizi e alle discriminazioni razziali nella società moderna, ci invita a riflettere su come l'evoluzione della fisionomia di Michael possa dirci molto, molto di più che una semplice trasformazione estetica.

Da premettere che la sua analisi sui progressivi cambiamenti del volto dell'artista segue a ruota quella - altrettanto interessante e per certi versi "rivoluzionaria" - sui significati più profondi in tema razziale nascosti nella trama di "Thriller", oggetto dello stesso saggio «"Are You Scared Yet?" - How Michael Jackson Altered the Sensations of Racism» («Hai ancora paura?" - Come Michael Jackson ha trasformato le sensazioni di razzismo»).

Saggio a cui è già stato dedicato un topic nel nostro Forum:
www.freeforumzone.com/mobile/d/11757389/Il-Michael-Jackson-s-Thriller-e-la-sua-sfida-culturale-ai-pregiudizi-razziali/discussi...

Tenendo perciò conto anche di quelle importantissime premesse, addentriamoci dunque nelle riflessioni della scrittrice sulla geniale teoria del "volto-come-arte"
__________________________________ 

📌 Innanzitutto, occorre prendere nella dovuta considerazione le patologie da cui Michael era affetto, e che sono all'origine dei suoi cambiamenti somatici.
Un aspetto della sua vita che lo ha accomunato ad un altro grande artista del mondo contemporaneo, il poliedrico Andy Warhol
:


«Qualche tempo dopo l'uscita di "Thriller", iniziarono a circolare alcune voci - che via via andarono sempre più rafforzandosi - secondo le quali l'aspetto esteriore di Jackson si stava modificando: in particolare, a poco a poco la sua pelle stava diventando più chiara, e il suo naso più sottile. 

Ora, è ormai ben documentato (grazie a fotografie, testimonianze di medici, familiari e amici, nonché sulla base del suo referto autoptico) che Jackson soffriva di due malattie autoimmuni, vitiligine e lupus discoide: esse danneggiavano il colore della sua pelle (vitiligine) così come la capacità della pelle di guarire (lupus). Inizialmente, delle macchie bianche avevano cominciato ad apparire sulla guancia destra, sul collo e sulle mani, e poi sono andate gradualmente aumentando di dimensioni e numero, finché non ne è stata colpita l'intera superficie corporea.

Questa depigmentazione invadente ha posto ancora una volta Jackson in una posizione culturale estremamente complicata. Era l'uomo di colore più celebrato al mondo - ovvero, più precisamente, un uomo celebrato soprattutto perché nero e di successo, e quindi un vivido simbolo del fatto che forse gli Stati Uniti stavano superando il razzismo del passato - e invece adesso la sua pelle stava diventando letteralmente bianca
Come con "Thriller", Jackson ha usato la propria arte per esplorare la sua difficile situazione, e come con "Thriller", la sua risposta artistica si esprime secondo modalità che riflettono le ansie del suo pubblico e quindi trasforma profondamente quelle emozioni.

È istruttivo, a questo punto, fermarsi un attimo e guardare ad un altro artista che si è trovato in una situazione piuttosto simile. [...]
Michael Jackson e Andy Warhol si incontrarono per la prima volta il 31 gennaio 1977, quando un Warhol di 49 anni organizzò un'intervista con un Jackson di 18 anni. Il diario di Warhol su quel giorno ci fa capire che nessuno dei due artisti conosceva molto dell'altro o del suo lavoro. [...]



Warhol e Jackson cominciarono a incontrarsi abbastanza frequentemente allo Studio 54, anche se non è chiaro se abbiano parlato molto tra loro. Entrambi tendevano ad essere piuttosto timidi in pubblico. [...]
Sorprendentemente, ad un certo punto, proprio nello stesso periodo in cui Jackson stava conoscendo Warhol, iniziò a manifestare i suoi problemi di depigmentazione della pelle, esattamente come lo stesso Andy Warhol

Il dottor Richard Strick è un dermatologo assunto dall'Ufficio del Procuratore Distrettuale di Santa Barbara nel 1993 per controllare le cartelle cliniche di Jackson ed esaminarlo. In un'intervista dopo la morte di Jackson, Strick ha riferito che "Jackson aveva una malattia, la vitiligine, in cui il pigmento della pelle va progressivamente perdendosi. E su di lui sono stati fatti diversi tentativi per recuperare in qualche modo il pigmento, ma non hanno avuto successo".

Strick ha inoltre affermato che Jackson soffriva di lupus. Questa patologia fu scoperta per la prima volta durante il trattamento a cui venne sottoposto dopo che il suo cuoio capelluto rimase bruciato nell'incidente del 1984
Come spiegato durante il processo AEG del 2013 dalla sua infermiera e seconda moglie, Debbie Rowe, Jackson subì numerosi interventi chirurgici ricostruttivi sul cuoio capelluto: molte di queste procedure, però, non ebbero esito positivo e dovettero essere ripetute - un processo straziante - perché la sua pelle non guariva oppure perché si erano create delle cicatrici eccessive e dolorose

Jackson ha sviluppato problemi simili anche dopo la rinoplastica. L'eccessiva cicatrizzazione interna dopo il suo primo intervento chirurgico al naso rese difficile la respirazione, e comprometteva le sue capacità canore. Nel documentario del 2003, Jackson affermava che un intervento chirurgico aggiuntivo "mi ha aiutato a respirare meglio in modo da poter raggiungere note più alte". Secondo Strick, il lupus gli causò anche dei problemi alla pelle sulla superficie del naso. [...]
Nel 1993, quando Strick lo esaminò, Jackson aveva già subito numerosi interventi chirurgici al naso, più di quanto lui stesso avesse desiderato. È importante sottolineare che Strick ha classificato questi ripetuti interventi chirurgici nasali come "ricostruttivi", e non elettivi.

Quando cominciarono a manifestarsi i primi sintomi delle condizioni patologiche di Jackson, a quanto pare lui si sentì molto in disagio, e cercò in qualche modo di mascherarli. 

Però, ad un certo punto, a poco a poco ha gradualmente iniziato ad accettare questo suo elemento di differenza, e ha perfino mostrato una tendenza a sottolinearlo, dapprima per necessità, ma in un secondo momento come se fosse un qualcosa di più: come parte della sua stessa arte
In altre parole, ad un certo punto Jackson, proprio come Warhol, ha cominciato a concepire il proprio volto come una via di espressione artistica

Il suo dermatologo di lunga data, il dr. Arnold Klein, ha confermato in numerose occasioni che Jackson soffriva sia di lupus che di vitiligine. Tuttavia, ha anche raccontato che lo stesso Jackson aveva descritto il proprio volto come una forma d'arte: "Devi capire. È difficile... comprenderlo, ma lui ha davvero visto il suo viso come un'opera d'arte, un'opera d'arte in evoluzione"
Mentre alcuni interpretano tutto ciò in modo piuttosto semplicistico, come una banale dimostrazione del fatto che Jackson voleva che il suo viso fosse bello, l'evidenza suggerisce invece che lui aveva in mente qualcosa di molto più significativo - e molto più trasgressivo». 
__________________________________ 

📌 A questo punto, una creazione jacksoniana che può raccontarci molto, sempre nell'ottica della teoria del "volto-come-arte", è il futuristico - ed originalissimo - video di "Scream", uscito il 13 giugno 1995:

«Jackson ci fornisce intriganti suggerimenti su come interpretare il suo volto nel suo short-film del 1995 "Scream". [...]



Mentre Jackson canta ripetutamente: "Smettila di pressarmi!", il suo personaggio nel video entra in una galleria futuristica e prende in considerazione tre opere d'arte. È importante sottolineare che la prima è una fotografia del volto di Andy Warhol. [...]
In questo modo, in "Scream" Jackson suggerisce sottilmente che il volto di Warhol è esso stesso un'opera d'arte, che pertanto dovrebbe essere visto e interpretato come arte, e - soprattutto - che è un nuovo tipo di arte futuristica.

Anche il modo in cui Jackson introduce la fotografia di Warhol è altrettanto importante. 
Dopo essere entrato nella galleria, il personaggio che Jackson interpreta si sporge in avanti, focalizzando l'attenzione sul proprio volto, che nello short-film è reso in bianco e nero. Quindi schiaccia un pulsante su un telecomando, che sposta così l'immagine sullo schermo da una inquadratura del proprio viso alla fotografia in bianco e nero del volto di Warhol, giustapponendo i due. 



Dopodiché, il personaggio interpretato da Jackson aziona di nuovo il telecomando, e la foto di Warhol si trasforma in una seconda opera d'arte: un dipinto astratto di Jackson Pollock. [...]

Di lì a poco, Jackson fa di nuovo clic sul telecomando, e l'astratto di Pollock si trasforma in una terza opera d'arte, "Il Figlio dell'Uomo". In questo ritratto surrealista di René Magritte, il volto del soggetto è nascosto da una mela. [...]
Il risultato è che, quando guardiamo a "Il Figlio dell'Uomo", vediamo una natura morta - anch'essa un'opera d'arte - laddove ci aspetteremmo invece di vedere un volto
Tutto ciò diventa particolarmente significativo se considerato in riferimento a Warhol e Jackson: come accade con "Il Figlio dell'Uomo", quando guardiamo i loro volti incontriamo anche l'arte. [...]



Attraverso il suo "volto-come-arte", Jackson ha toccato una ferita aperta nella psiche collettiva americana, e ha riaperto una discussione decennale sulla razza che ha poi funzionato come una sorta di "terapia" nel linguaggio nazionale.

Le reazioni dinanzi al volto di Jackson variavano considerevolmente da un gruppo demografico all'altro. 
Ad esempio, i critici bianchi tendevano a trattare il suo aspetto mutevole con un misto di accondiscendenza e nello stesso tempo disgusto, persino ostilità: reazioni che smascheravano la loro sensazione di un privilegio razziale. Gli scrittori neri, invece, spesso hanno espresso sentimenti di imbarazzo o di vergogna, a volte associati ad un senso di tradimento, oppure, al contrario, un'identificazione scomodamente vicina. [...]

Per ciascuno di noi come spettatori, le nostre reazioni specifiche di fronte all'aspetto in evoluzione di Jackson ci dicono qualcosa di importante su come percepiamo e interpretiamo la razza, e su come ci poniamo rispetto al privilegio razziale. [...]

L'aspetto esteriore di Jackson in continua evoluzione, infatti, ha attraversato i confini razziali, mentre quello di Warhol no. Già questo fatto, da solo, può spiegare perché i critici e il pubblico in generale abbiano risposto in un modo così diverso di fronte al "volto-come-arte" di Jackson, rispetto a quanto accaduto con Warhol. [...]

A metà degli anni '80, lui era probabilmente la persona più famosa al mondo, e poi - con tutto il mondo che lo guardava - ha progressivamente modificato i significanti fisici della sua razza d'origine proprio davanti ai nostri occhi stupiti. Era incredibile, un fenomeno così sorprendente che la gente semplicemente non riusciva a capire cosa stesse succedendo. 
Modificando i significanti razziali evidenti sul suo volto e violando il confine tra "nero" e "bianco", Jackson ha dimostrato come una barriera apparentemente assoluta fosse molto più permeabile di quanto non sembrasse. Le implicazioni culturali di questa rivelazione sono profonde e di vasta portata». 
__________________________________ 

📌 Una creazione jacksoniana esemplare, a proposito dei confini tra "nero" e "bianco", è il discusso e controverso short-film del 1991 "Black or White":

«Nel suo short-film del 1991 "Black or White", Jackson ci suggerisce di essere ben consapevole di quali implicazioni razziali il suo volto mutevole possa comportare, e come il clamore culturale da lui provocato fosse, in una certa misura, intenzionale: una decisione artistica. [...]

Lo short-film comincia con l'immagine di un ragazzo bianco intento a suonare l'air guitar con la musica di Jackson, finché suo padre non gli dice con rabbia di smettere di "perder tempo con questa spazzatura". Poco dopo, un'esplosione di suoni fa volare il padre in giro per il mondo, per poi atterrare in Africa: sta per essere istruito non soltanto sulla musica, in particolare sulle radici ritmiche della musica popolare americana, ma anche sull'intersezione tra razza e arte. E anche noi, come pubblico, stiamo per essere istruiti su tutto questo.

Mentre il padre, ancora in poltrona, atterra con un tonfo in una pianura africana, inizia la parte del videoclip musicale. La prima cosa che vede il padre è un gruppo di tribù africane, sui cui volti dipinti il "nero" e il "bianco" sono intrecciati in complesse geometrie: il che rivela chiaramente che i loro visi sono un luogo d'arte. [...]
Piuttosto, questa è un'arte di un tipo diverso. È sorprendente, inquietante, perfino minacciosa. [...]



Subito dopo l'atterraggio di fortuna del padre, Jackson si unisce al gruppo di ballerini, e anche il suo volto è un'opera d'arte. Come per gli altri ballerini, il suo viso è una miscela di bianco e nero, ma in un modo più sottile del loro: nel suo viso, i tratti fisici che tradizionalmente indicano la razza sono in uno stato di cambiamento. Il volto di Jackson confonde quindi i significanti che distinguono il "nero" dal "bianco" e, soprattutto, dimostra che è possibile dissolvere quelle distinzioni. [...]

Questa allusione alla storia dei volti come arte viene nuovamente ripetuta un minuto dopo, quando Jackson balla con un gruppo di indiani d'America: tra costoro, un uomo la cui parte superiore del viso è stata dipinta di un rosso intenso. [...]



Tuttavia, la composizione specifica della sua pittura facciale suggerisce anche altre interpretazioni, in particolare se considerata accanto ai volti dei ballerini africani che lo hanno preceduto.
Come i loro volti, pure il suo è stato visivamente diviso in due, ma mentre i primi erano suddivisi verticalmente, il suo è stato attraversato orizzontalmente da una linea bianca frastagliata. Al di sotto della linea, il suo viso mostra il colore naturale della sua pelle, mentre sopra la linea è stato dipinto di un rosso esagerato, una tonalità che evoca le illustrazioni degli indiani d'America realizzate nel 18° e 19° secolo da artisti bianchi. [...]

In questo modo, la sua pittura facciale implica una sorta di "coscienza divisa", determinata dal colonialismo e dalla distinzione razziale che ne è seguita, con gli stereotipi imposti su di lui rappresentati sopra la linea bianca e un sé più autentico visibile al di sotto di quella linea.

La sezione dello short-film contenente il videoclip musicale termina con la celebre sequenza di morphing, in cui un bel viso si trasforma in un altro. [...]
Il modo in cui questi volti si trasformano senza soluzione di continuità dall'uno all'altro mette in discussione le differenze percepite tra loro, così come i "marcatori di confine" piuttosto arbitrari comunemente usati per distinguere tra razza e genere. [...]

Questo è il momento in cui Jackson esegue la "Panther Dance", un grido appassionato contro il pregiudizio razziale



Si comincia con l'immagine di una pantera nera che cammina inaspettatamente nel backstage, mentre si concludono le riprese della sequenza di morphing. La pantera ringhia davanti a una statua di George Washington (proprietario di schiavi, oltre che padre fondatore), e poi scende giù lungo una rampa di scale, forse suggerendo una discesa nel subconscio
Dopodiché, la pantera si trasforma in Jackson, che esegue così una delle danze più espressive della sua carriera, senza un sottofondo musicale, ma soltanto al ritmo di suoni ambientali. Nel corso della danza, Jackson esplora e prende pieno possesso del suo corpo, mentre protesta contro le forze culturali che mirano a separarlo da se stesso. [...]

Alla fine, si strappa la camicia e "battezza" il suo corpo appena recuperato nella sua pienezza, e nel frattempo lancia dell'acqua su un'insegna luminosa per il "Royal Arms Hotel" - un velato riferimento al colonialismo - facendola esplodere in una pioggia di scintille. La "Panther Dance" termina con la completa distruzione del "Royal Arms", suggerendo il potere rivoluzionario di questo atto di recupero corporeo, e quindi Jackson si trasforma nuovamente in una pantera nera ringhiante.

La "Panther Dance" era una tale minaccia per i circa 500 milioni di persone che avevano visto la Prima TV dello short-film, per non parlare degli schizzinosi dirigenti di MTV che tremavano davanti alla protesta pubblica che ne derivò, da essere brutalmente eliminata dal cortometraggio, e riproposta molto raramente in seguito. L'aspetto più importante, in questo caso, è che le ripetute allusioni ai "volti-come-arte" in "Black or White" [...] sono parte integrante di uno degli short-film di Jackson più apertamente politici, un cortometraggio che affronta la questione del pregiudizio razziale in modi nello stesso tempo incredibilmente audaci ma anche - in certi momenti - così sottili da risultare difficili da percepire, e tanto meno da capire.

Una coda di 10 secondi che segue la "Panther Dance" alleggerisce l'atmosfera con un po' di umorismo, ma ha anche delle implicazioni molto serie. Nello specifico, mostra un altro figlio bianco ribelle - Bart Simpson - che balla sulla musica di Jackson nonostante gli ordini di suo padre di "Spegnere quel rumore!"
Questa coda finale richiama la scena di apertura dello short-film, ed evoca uno schema ricorrente di giovani ragazzi bianchi ispirati da un artista nero particolarmente carismatico a ribellarsi contro l'ordine sociale stabilito: in particolare, la visione del mondo rappresentata dai loro padri bianchi di periferia».



Che Michael fosse assolutamente fiero delle proprie origini afro-americane, e che anzi le rivendicasse con orgoglio, è un dato di fatto: ne ha anche dato dimostrazioni concrete, nonostante fin troppo spesso sia stato accusato del contrario proprio per via dei suoi cambiamenti fisici.
Ma le trasformazioni del suo volto, sebbene strettamente collegate alle patologie da cui era affetto, e con ogni probabilità anche espressione di un suo disagio riconducibile a vari fattori, ci lasciano nello stesso tempo un grande insegnamento, sul quale in genere non ci si sofferma a riflettere: sono la prova più evidente di quanto in realtà il presunto "confine" tra le varie razze umane possa essere labile e del tutto superabile.
Si tratta di un confine al quale siamo abituati a pensare principalmente perché frutto da convenzioni culturali, anziché di un'effettiva distinzione stabilita dalla natura.
Un'ennesima lezione, che la vicenda personale e il percorso di vita di Michael Jackson ci hanno lasciato.

Per il saggio di Willa Stillwater in versione integrale:
medium.com/@willa.stillwater/are-you-scared-yet-e0645ab26046
____________________________________

A cura di Francesca De Donatis per il Michael Jackson FanSquare.
[Edited by francesca.dedonatis 7/23/2021 9:25 PM]
7/24/2021 5:05 AM
 
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Appena ho visto il post ho preparato il cibo [SM=g5818356] e mettermi comodo per leggere tutto in beatitudine.
Certo che la scrittrice ha un buon spacciatore [SM=g5818289] per riuscire a carpire tutto questo.
Alcune cose le avevo notate in entrambi i video di certo non questi affini particolari molto sbalorditivi che inducono adesso a vedere i video in modo diverso.
Michael studiava tutto che genio che era.
Grazie Francesca [SM=g5818237] adesso aspetto la recensione sul video di ghosts. [SM=g5818271]

La musica è una sostanza pesante senza effetti collaterali. (Gigi D'Agostino)
7/24/2021 3:56 PM
 
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mjj2pantera, 24/07/2021 05:05:

Appena ho visto il post ho preparato il cibo [SM=g5818356] e mettermi comodo per leggere tutto in beatitudine.
Certo che la scrittrice ha un buon spacciatore [SM=g5818289] per riuscire a carpire tutto questo.
Alcune cose le avevo notate in entrambi i video di certo non questi affini particolari molto sbalorditivi che inducono adesso a vedere i video in modo diverso.
Michael studiava tutto che genio che era.
Grazie Francesca [SM=g5818237] adesso aspetto la recensione sul video di ghosts. [SM=g5818271]

"La scrittrice ha un buon spacciatore"... 🤣🤣🤣

A parte gli scherzi, questi approfondimenti di Willa Stillwater mi stanno permettendo di guardare alle creazioni di Michael con occhi diversi: a poco a poco sto scoprendo dei dettagli molto particolari, direi insospettabili, e di conseguenza le sto apprezzando ancora di più.

Tutto ciò mi sta facendo apprezzare di più anche la genialità e la creatività dello stesso Michael, e mi sta confermando quanto fosse un uomo profondamente intelligente, con una sensibilità davvero fuori dal comune. ❤

Grazie a te, per aver apprezzato il topic... e per aver preparato perfino i popcorn. 😆
L'analisi di "Ghosts" sarà una delle prossime!!! 😉
7/24/2021 11:03 PM
 
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Ho visto da prima il tuo post Francy e come Antonio, ho preferito mettermi comoda, e leggere con attenzione.
Che dire. Emozioni e sensazioni di tutti i tipi.
Io stessa non sapevo in specifico, cosa fosse la vitiligine. Mi sono informata proprio quando ho saputo che Mj ne era affetto.
Mi piace veramente molto la definizione del proprio volto "una forma d'arte" un opera d'arte in evoluzione "
Niente di più vero.
E noi abbiamo seguito la sua evoluzione, in ogni sua forma e melodia.
Complimenti vivissimi Francesca. Riesci sempre a farmi sognare, sorridere, piangere, e perché no, anche partecipe virtuale, di tutti questi cambiamenti di Michael.
Partecipe, nella vita e della vita, di un uomo cosi importante. Il più importante direi.
Grazie Francesca, grazie [SM=g5818237] [SM=g5818238] [SM=g5818238] [SM=g5818237] [SM=g5818237]

Forever with you MJJ
You are engraved in my heart ♥
7/25/2021 1:13 AM
 
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😱...oddiioooo!!!

Noooo, mica posso leggere a quest’ora tutto ciò!
Farò come i miei colleghi qui sopra...😅 con calma e a mente fresca, a prestooo!!!

giphy-33
7/25/2021 3:46 AM
 
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@MJ's twins 7097 [SM=g5818229]

La musica è una sostanza pesante senza effetti collaterali. (Gigi D'Agostino)
7/25/2021 1:58 PM
 
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Adelina78, 24/07/2021 23:03:

Ho visto da prima il tuo post Francy e come Antonio, ho preferito mettermi comoda, e leggere con attenzione.
Che dire. Emozioni e sensazioni di tutti i tipi.
Io stessa non sapevo in specifico, cosa fosse la vitiligine. Mi sono informata proprio quando ho saputo che Mj ne era affetto.
Mi piace veramente molto la definizione del proprio volto "una forma d'arte" un opera d'arte in evoluzione "
Niente di più vero.
E noi abbiamo seguito la sua evoluzione, in ogni sua forma e melodia.
Complimenti vivissimi Francesca. Riesci sempre a farmi sognare, sorridere, piangere, e perché no, anche partecipe virtuale, di tutti questi cambiamenti di Michael.
Partecipe, nella vita e della vita, di un uomo cosi importante. Il più importante direi.
Grazie Francesca, grazie [SM=g5818237] [SM=g5818238] [SM=g5818238] [SM=g5818237] [SM=g5818237]

Che bellissime parole mi hai scritto... grazie infinite a te, Adelina!!! 😍😍❤❤❤

Io stessa amo questi approfondimenti, perché mi permettono di penetrare più a fondo nell'arte e nella vicenda umana di Michael, per comprenderlo meglio come uomo e come artista: sono riflessioni che mi lasciano sempre qualcosa... spero di riuscire a trasmettere la stessa sensazione anche a chi le legge.

Sono fatta così... se non ho nulla da dire, da lasciare agli altri, preferisco non pubblicare affatto.

Grazie ancora, per il tuo splendido commento! [SM=g5818238]
[Edited by francesca.dedonatis 7/25/2021 2:00 PM]
7/25/2021 2:06 PM
 
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MJ's twins 7097, 25/07/2021 01:13:

😱...oddiioooo!!!

Noooo, mica posso leggere a quest’ora tutto ciò!
Farò come i miei colleghi qui sopra...😅 con calma e a mente fresca, a prestooo!!!

Beh, non a caso ci troviamo proprio in MJJ Focus, la sezione del Forum dedicata agli approfondimenti... un approfondimento, di per sé, non può mai essere molto breve!!! 😅

Fa' pure con calma... potrai leggere tutto quando avrai il tempo necessario e la mente fresca per potertelo gustare al meglio. 😉

E intanto, prepara i popcorn... 🤣🤣🤣

[Edited by francesca.dedonatis 7/25/2021 2:08 PM]
7/25/2021 3:44 PM
 
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@francesca.dedonatis ...ora mi leggo tutto! 🤩
io non vedo la gif, problema mio a quanto pare, non posso neanche selezionare quelle proposte dal forum perché non me le apre, questo nella visione “feed”, pazienza dai...posso immaginare cos’hai messo qui! 😅🤣

giphy-33
7/25/2021 4:36 PM
 
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@francesca.dedonatis 😱😳 wow!

posso dire di essere rimasta senza fiato?
incredibile davvero, queste considerazioni sono veramente profonde e meritano una vasta condivisione! (cosa che farò anche su fb)
Non sapevo di questa condizione comune con Andy Warhol, il particolare del video Scream adesso mi sfugge (lo riguardo però, devo fare i compiti 😅) ed è tutto incredibilmente geniale...
Michael ci dimostra come sia possibile superare ogni condizione personale, creando nuove opportunità, e non solo a parole 😯
Ha messo in evidenza quanto sia incalcolabile la stupidità umana (in quanto razza) quando si basa su quanto di più inutile ed irrilevante sia dare un giudizio, in base alla forma e il colore di un singolo individuo ...ad oggi non abbiamo imparato proprio niente ed ho paura che sarà sempre peggio 😥
L’ignoranza non porta mai a nulla di buono,si sa, Michael ne è l’esempio lampante, per quante ne ha subìte e per quanto ha cercato di far passare messaggi profondi, lui, da uomo intelligente, ha persino attinto dalle sue fragilità il modo per far aprire gli occhi al mondo...
Sono rimasta affascinata da questa lettura ma anche un po’ sfiduciata, se posso dire così, perché è difficile far passare certi concetti alla gente, c’è troppa cattiveria in giro!
Se penso poi come i media e i “critici” parlano di Michael, che se non è torbido non vende, non uscirà mai un articolo come questo per evidenziare sia la sua reale condizione, sia la sua intelligenza nel far passare certi messaggi...

Ok, mi sto dilungando troppo 🤭
Ti ringrazio per questo bellissimo articolo, ho arricchito il mio archivio personale di novità riguardo Michael, lo dico sempre che morirò senza sapere tutto di lui! 😅
Grazieee!!!

Ps. Comunque io trovo il volto di Michael sempre bellissimo, criticatemi pure ma la penso così!


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