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[musica] Wanna Be Startin' Somethin', il ponte di Michael Jackson tra Africa e Stati Uniti

Last Update: 5/10/2024 6:42 PM
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5/7/2021 11:59 PM
 
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Quarto singolo estratto dal leggendario album Thriller, con i suoi sei minuti di esercizio frenetico dalla sfrontata eccentricità, Wanna Be Startin' Somethin' di Michael Jackson è l'inizio giusto per l'LP di maggior successo di sempre.

Scritta e composta dal Re del Pop mentre era ancora impegnato con le sessioni di registrazione per Off The Wall, il cantante decise saggiamente di tenerla per Thriller, all'interno del quale sembra più a casa, sia dal punto di vista sonoro che del testo.
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🔥 LA COMPOSIZIONE DEL BRANO 🔥

Il brano parte con tre colpi di batteria sintetica, seguiti da una serie di motivetti, ritmi e controritmi.

Quando la canzone decolla, i suoni sembrano rimbalzare l'uno sull'altro come in un flipper, con le tastiere, i rullanti e i fiati a integrare la voce stratificata di Jackson.

L'arrangiamento, però, è tutto tranne che suoni messi lì a caso: è una sinfonia ritmica fatta di sapienti sovrapposizioni, che costituisce un ponte tra gli stili musicali africani e quelli occidentali.



🔥 IL DISAGIO DELLA VITA MODERNA 🔥

L'idiosincrasia del testo, che Jackson rigira e contorce come un acrobata vocale, si combina alla perfezione con questo cumulo di suoni.

Parla, attraverso frammenti suggestivi, della follia e dell'isteria della vita moderna: malattie sconosciute, crolli nervosi, gravidanze inattese che portano alla nascita di bambini che non avranno da mangiare. E ancora: lingue come rasoi, l'essere mangiati vivi come un buffet o una verdura.

«È troppo alto da superare / Troppo basso per passarci sotto» («It's too high to get over / Too low to get under»), si lamenta nel ritornello.
«Sei bloccato nel mezzo / E il dolore è come un tuono» («You're stuck in the middle / And the pain is thunder»).

Il testo fa pensare al crescente senso di disagio e ansia di Jackson nei confronti del mondo, al suo isolamento, alla sua claustrofobia e alla difficoltà di trovare una via d'uscita.




🔥 MICHAEL SPEZZA LE CATENE 🔥

Ma all'incirca al minuto 4:30, MJ inizia a spezzare questa prigionia, raggiungendo almeno una libertà temporanea grazie all'energia della musica.

«Alza la testa e grida forte al mondo / So di essere qualcuno, e lascia che la verità emerga / Ora nessuno può farti del male, perché sai cos'è vero / Sì, io credo in me, quindi credi in te stesso» («Lift your head up high and scream out to the world / I know I am someone, and let the truth unfurl / No one can hurt because you know what's true / Yes, I believe in me, so believe in you»).



🔥 L'ORGOGLIO DI ESSERE NERO 🔥

La canzone si innalza quando Jackson grida (letteralmente senza fiato) «aiutatemi a cantare», mentre il leggendario gruppo di coristi, i Waters (Julia, Maxine e Oren), intervengono con il ritmico «ma ma se, ma ma sa, ma ma ma coo sa».

Il ritornello swahili, preso in prestito dal sassofonista camerunense Manu Dibango (purtroppo deceduto a causa del Covid-19), contribuì a conferire alla canzone questo sapore intercontinentale, dimostrando anche l'orgoglio di Jackson (e della musica) per le sue radici africane.

È la sua risposta a tutti coloro che pensano di leggere nei suoi continui cambiamenti facciali un odio per la propria etnia, ottenuta invocando gli Dei Orisha in un modo che la musica pop americana non aveva mai conosciuto.

Dopo aver raggiunto il quinto posto della prestigiosa Billboard Hot 100, dal Victory Tour del 1984 in poi Wanna Be Startin' Somethin' ha sempre fatto parte delle scalette dei concerti di Jackson.

Rimane oggi uno dei suoi pezzi più popolari e acclamati dalla critica.

Nel video qui sotto, Michael Jackson si esibisce in Wanna Be Startin' Somethin' davanti ai 50.000 spettatori del Parken Stadium di Copenaghen, Danimarca. HIStory World Tour, 14 agosto 1997.



Post a cura di Vincenzo Compierchio per il Michael Jackson FanSquare.
Testo tratto dal libro Man in the Music - La vita creativa di Michael Jackson, di Joseph Vogel.
[Edited by francesca.dedonatis 5/8/2024 4:18 PM]
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