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[approfondimenti] Michael Jackson, il movimento #METOO e "Leaving Neverland" - Parte 1

Last Update: 1/31/2019 5:57 PM
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Il seguente post è stato tratto dal blog All For Love Blog e contiene alcuni interessanti approfondimenti in merito al recente caso del documentario Robson-Safechuck (ma non solo). Ci sono alcune strane "coincidenze", che rendono ancora più evidente la cospirazione che da sempre continua a circondare il nome di Michael Jackson. Non sappiamo se arrivera anche la "Parte 2" di questo approfondimento, ma in tanto vi proponiamo questo. Sappiamo che è lungo, ma ve lo consigliamo. Buona lettura!

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Michael Jackson e Corey Feldman, l'amico che ha sempre continuato a ribadire "Michael non è quel genere di persona". Ma allora chi è "QUEL" ragazzo e perché Hollywood lo protegge a le spese di Michael Jackson?


Più di un anno fa, avevo iniziato un post su Michael Jackson e il movimento #MeToo. All'epoca, la campagna di sensibilizzazione alla pedofilia di Corey Feldman a Hollywood era riportata da molta stampa (la maggior parte negativa, purtroppo), così come il nastro di recente scoperta dove lui veniva ascoltato mentre affermava chiaramente all'investigatore della contea di Santa Barbara, Deborah Linden nel 1993, che Michael Jackson “non era quel tipo", non era quello che loro pensavano (e faceva il nome del suo violentatore, l'attore Jon Grissom). Questo è accaduto nello stesso periodo in cui è scoppiato lo scandalo Harvey Weinstein e un articolo esplosivo del New York Times ha rivelato che Weinstein era stato colpevole di aver dato storie negative su Michael Jackson alla stampa (così come su altre celebrità) per coprire i propri crimini. E, soprattutto, è stato in questo periodo che la causa civile di Wade Robson e Jimmy Safechuck contro le compagnie di Michael Jackson è stata respinta in tribunale, una volta per tutte. A quel tempo, molti fan erano stati euforici di questa apparente svolta, pensando che ora i media avrebbero capito come Jackson fosse stato incastrato nel corso degli anni. In effetti, la mia posizione iniziale del post era stata una sorta di "il karma raggiunge tutti". Sembrava che mentre #MeToo stava causando la rovina di molti dei ricchi, famosi e potenti - e che svelava alcune delle più sordide tattiche nel mondo degli affari - poteva rivelarsi la salvezza per Michael Jackson. Alla fine, sembrava, che molti dei luridi personaggi che lo avevano incastrato e avevano contribuito al linciaggio mediatico che lo perseguitava così implacabilmente, venivano finalmente smascherati. Sono così felice ora di aver messo queste cose in secondo piano, in modo da lasciare il tempo per avere maggiori prospettive. Come si è scoperto, il peggio era tutt'altro che finito; in effetti loro stavano covando qualcosa! Come si è scoperto, le loro tattiche più sporche erano ancora il loro asso nella manica.

Qui non si tratta di Wade Robson... si tratta delle vittime che hanno davvero il diritto di essere ascoltate!




I pettegolezzi sono iniziati lo scorso anno, quando il giornalista Louis Theroux ha realizzato un tweet sarcastico in risposta alla mostra d'arte di Michael Jackson Off The Wall a Londra, mettendo in discussione (e qui sto parafrasando) sul perché Michael Jackson non fosse stato oggetto di un esame più attento nell'era di #MeToo (come se Michael Jackson non fosse già stato sotto i riflettori per questo tipo di controllo per oltre due decenni!). Poi, per qualche ragione inspiegabile che sfida ancora la logica o la comprensione, Richard Marx (quello famoso negli anni '80 per alcune canzoni di successo, che adesso sono state per lo più dimenticate) scrisse un Tweet anti-Jackson in occasione della Diamond Celebration, la festa dei 60 anni di compleanno di Jackson. Questi problemi, anche se abbastanza fastidiosi, sono poca cosa. Se c'è qualcosa che i fans di Jackson hanno imparato, è che ci saranno sempre cretini saccenti che non sanno nulla delle accuse di Michael Jackson o del suo processo del 2005, che saranno comunque pronti a gettare il loro fango. Non c’è nulla di nuovo in questo.

Ma quando il documentario “Surviving R. Kelly” andò in onda e #dreamhampton prese l'inesplicabile decisione di mettere in mezzo Michael Jackson solo perché gli era capitato di registrare una canzone scritta da R. Kelly (e neanche tanto, se la storia del plagio è vera), quel leggero brusìo si trasformò in un frastuono. Tuttavia, l'esplosione sembrò particolarmente discutibile. Dopo tutto, molti artisti hanno collaborato con R. Kelly nel corso degli anni e hanno registrato le sue canzoni. E, francamente, perché altri musicisti non volevano lavorare con lui? Il genio di R. Kelly come cantautore e musicista non è mai stato messo in discussione. Gli artisti che hanno lavorato con lui sono una lunga lista che include, tra gli altri, Chance the Rapper, Lady Gaga e Celine Dion, ma tra tutti, solo il nome di Michael Jackson è stato sottolineato in un tweet tanto bizzarro quanto ipocrita di Patrisse Cullors, co-fondatrice di BlackLivesMatter: “I due pedofili Michael Jackson e R.Kelly collaborano: il tipo di stupro e abuso all’interno di Hollywood è sorprendente”

Ci dobbiamo chiedere, quindi: perché Michael Jackson è stato denigrato semplicemente per aver registrato quella che pensava fosse una bellissima ballata d'amore (e in effetti lo è) e perché non è stato detto nulla sugli altri collaboratori di Kelly? Perciò, voglio approfondire questo aspetto. Sebbene sia positivo che questo tipo di comportamento predatorio sessuale sia preso seriamente in considerazione, non stiamo creando un terreno scivoloso se si comincia ad accostare alla celebrità incriminata ogni artista, attore, ecc. con cui questi ha lavorato o ha avuto un qualsiasi rapporto d'affari? Adesso la colpa si misura per mera associazione? E solo perché una celebrità lavora con un'altra su una canzone, perché dovrebbe essere in qualche modo a conoscenza delle azioni private della persona incriminata?



Lady Gaga "annullò" ipocritamente La sua collaborazione con R. Kelly nella scia di "Surviving R. Kelly" Fall Out. MA ALMENO HA AVUTO QUELLA OPZIONE!


Dopo la messa in onda del documentario, Lady Gaga (molto ipocritamente, aggiungerei) ha subito preso le distanze dall'intera faccenda, rinunciando pubblicamente al suo duetto con R. Kelly, "Do What U Want", e rimuovendolo dallo streaming pubblico. Non fraintendermi, mi piace Lady Gaga. Ma metto in discussione il tempismo sospetto di questo improvviso "risveglio", solo per aver semplicemente registrato un duetto con un artista controverso.
Ma qui sta la differenza. Interpreti come Lady Gaga, che sono ancora vivi, possono scegliere ed hanno la possibilità di parlare di queste cose; difendersi o agire se necessario. Michael Jackson non può più farlo.
Come facciamo a sapere realmente cosa avrebbe provato, oggi, ad aver registrato "You Are Not Alone"?. Rinuncerebbe a quella scelta, col senno di poi, se potesse? In tutta onestà, semplicemente non lo sappiamo. Il morale della favola è che semplicemente lui non può scegliere. Non può difendere le sue azioni o le sue scelte di vent'anni fa come fanno le altre celebrità, ed è altamente irresponsabile che si crei un problema per un brano che Michael semplicemente, e innocentemente, registrò perché gli piaceva.



Ma Michael avrebbe mai rinunciato alla sua decisione di censurare "You Are Not Alone?" Non lo sappiamo. Ma dobbiamo anche ricordare che non ebbe esattamente scelta.


Ma, come si è scoperto, lo scalpore creato da Surviving R. Kelley era solo un assaggio del peggio, che doveva ancora venire.

Il 9 gennaio, la notizia di un importante documentario di quattro ore, “Leaving Neverland”, ha scosso il fandom. Non è stata una sorpresa scoprire che fosse un nuovo lavoro di Wade Robson e Jimmy Safechuck. Ma la notizia più sconfortante è stata che questo mockumentary [film di finzione che ricalca i moduli stilistici e narrativi propri del documentario, generalmente con intenti parodici o satirici, ndr] unilaterale avrebbe ricevuto un trattamento da star nell’ambito del Sundance Film Festival e grazie a una premiere su HBO e UK Channel 4 (HBO, come poi si è scoperto, è stato uno dei maggiori sponsor).

Da allora, il documentario ha avuto la sua anteprima, e sotto gli auspici di quelle che sembrano essere circostanze piuttosto losche, di cui parlerò tra poco. Ma prima di entrare troppo in profondità in quel letamaio, facciamo un passo indietro e parliamo un istante di Corey Feldman e degli eventi risalenti allo scorso anno (tutto questo è più connesso al resto di quanto possa sembrare).

Corey Feldman, che negli anni '80 è stato a sua volta uno dei bambini famosi con cui Michael Jackson ha fatto amicizia, lavorò duramente e con scarsi risultati per ottenere finanziamenti per un film importante che voleva mostrare al Circolo Pedofilo di Hollywood, rivelando che ciò che lui aveva sempre detto su quanto accaduto a lui e al suo amico Corey Haim era vero (nel corso della giornata, erano una coppia conosciuta affettuosamente come "The Two Coreys").

Ma il problema più grande con la storia di Corey Feldman è che nessuno, a quanto pare, vuole davvero ascoltarlo. Figuriamoci prendere sul serio le sue accuse. In questa era dell'hashtag #MeToo in cui anche un solo accenno, un'affermazione è stata sufficiente a distruggere le carriere di molti uomini potenti (il New York Times ne ha elencati 51 solo a novembre 2017), la rivelazione di alcuni nomi da parte di Corey Feldman avrebbe potuto essere una vera bomba mediatica. Il fatto che i funzionari di Santa Barbara si limitassero a sedersi su questi fatti per quasi venticinque anni senza fare nulla (tutto semplicemente perché Tom Sneddon e Deborah Linden erano troppo occupati nella loro caccia alle streghe contro Jackson) sembrerebbe essere, logicamente, proprio il genere di scoop che i media tanto amano. Ma ancora una volta, a parte il Dottor Oz e alcune pubblicazioni di basso livello, il silenzio è stato assordante. E gli stessi strateghi che hanno lavorato così tanto nel corso degli anni per mettere a tacere/ignorare le accuse di Feldman (preferendo invece spostare tutti i riflettori su Jackson) sono ancora apparentemente all’opera per assicurarsi che la campagna di Feldman – così come quello che potrebbe potenzialmente rivelare l'innocenza di Jackson e la loro colpevolezza – rimanga nell’oblio. O per lo meno, che mantenga il profilo più basso possibile. Per dirla in altro modo, l'ipocrisia continua, impetuosa come sempre.

Le interviste di Corey Feldman non solo scagionano completamente Jackson, ma hanno perfino indicato che le accuse contro Jackson potrebbero essere state avviate dall'attore Jon Grissom nel tentativo di coprire il suo stesso abuso di Corey Feldman da bambino!









Certo, questo non è l’unico scopo della campagna di Fieldman e non lo è mai stato. Riguarda più di tutto la giustizia per se stesso, per il suo amico Corey Haim e tutte le altre vittime della pedofilia di Hollywood. Ma per la stessa ragione, Feldman non fece mistero del fatto che almeno una parte del suo modus operandi è punta anche a cancellare il nome del suo amico Michael Jackson da queste faccende, una volta per tutte.

La vendetta arriverà quando i persecutori del mio migliore amico saranno dietro le sbarre, quando le persone che mi hanno molestato saranno in galera e quando il mio buon amico Michael Jackson verrà completamente scagionato agli occhi dell’opinione pubblica, perché non è mai stato un predatore - Corey Feldman.

Cercando le varie interviste di Feldman su YouTube, ho trovato questo video pubblicato da Studio 10, che ritengo sia uno dei migliori e che riassuma in maniera sintetica ed efficace il problema.





Una cosa che Feldman afferma qui e che ho trovato particolarmente convincente è il fatto che i bambini-star sono soggetti ad almeno due forme molto gravi di abuso, quello fisico e quello psicologico. Uno, ovviamente, è il semplice fatto di essere privato della propria infanzia, essendo costretti a lavorare ad un ritmo che anche molti adulti non sarebbero in grado di sostenere, cedendo la maggior parte dei loro guadagni ai genitori. Il risultato? Se i genitori non hanno scrupoli, il piccolo attore potrebbe anche arrivare a diciotto anni e scoprire che non gli è rimasto nulla dopo tutti quegli anni di lavori forzati, tranne le tasche vuote (Feldman, qui, afferma che gli siano rimasti solo $ 40.000 dei milioni guadagnati come giovane star). Poi, come se questi problemi non fossero già abbastanza, sono spesso aggravati da abusi sessuali. Nell'intervista di cui sopra, Feldman racconta di aver provato a suicidarsi due volte da bambino, e questo accadeva già da prima che si verificassero gli abusi sessuali! “Questo fu prima che io venissi molestato; era la mia psiche molestarmi per prima!”, dice.

Il video, poi, subentra in un discorso sull'importanza dell'amicizia con Michael Jackson, che, come Feldman ha affermato in numerose occasioni, era in realtà un'oasi, un riparo da quelle situazioni terribili. Questo non ci sorprende. Durante tutta la sua vita da adulto, Jackson contattò sia le ex star che quelle ancora bambine. L'esperienza condivisa della celebrità durante l’infanzia è stata la base della sua stretta amicizia con Elizabeth Taylor. Raggiunse anche molti ex bambini famosi, da Shirley Temple a Mickey Rooney e molti altri. Strinse anche un profondo legame con Liza Minnelli, la cui madre Judy Garland era una star già da bambina (la stessa Garland era morta mentre Michael era ancora un piccolo, ma credo che sia stato in grado di provare certo affetto per lei attraverso il rapporto con la figlia) . Con questi adulti, Michael è stato in grado di formare un legame, e quel legame era basato sul dolore condiviso, la sofferenza e le esperienze uniche che potevano provenire solo dall'esperienza di essere una giovane star. Nello stesso spirito, spesso contattava coloro che sapeva facessero parte di quello stesso mondo. Questo incluse bambini come lo stesso Feldman, Corey Haim, Macaulay Culkin e molti altri. Le ragioni davvero non sembrano così inverosimili da comprendere. Con gli adulti, Michael era solo in grado di commiserarsi su ciò che era accaduto in passato. Con i bambini c'era ancora una possibilità, cioè che almeno un adulto nella loro vita potesse fornire loro un assaggio di normalità.

Tutto ciò porta ad una conclusione inquietante. Se il legame tra Jackson e Feldman era più vicino che mai - e se davvero lui stava trattando Michael come suo confidente, come l'unico adulto nel mondo dello spettacolo di cui potesse fidarsi - è possibile che Michael Jackson sia arrivato a sapere un po’ troppo? (Non voglio entrare nel merito di questa conclusione; la mia collaboratrice Helena, sostenitrice di MJ, ha sposato questa stessa teoria in un post sul suo blog molto interessante, nel 2017).

Ma se questo fosse vero, è possibile che qualcuno (o molti) abbia cercato di farlo tacere? Come è già stato ipotizzato, sembra molto strano che l'attore Jon Grissom - che Corey Feldman ha più volte nominato come uno dei suoi abusatori - sia stato colui che inizialmente ha informato i funzionari di Santa Barbara che Feldman stava trascorrendo "troppo tempo con Michael Jackson". Eppure questo è ciò che appare effettivamente quando si consulta la biografia di Grissom su IMDB:

Jon Grissom ha una fedina penale che include un arresto nel 2001 per accuse di molestie su minori. È stato dichiarato colpevole del suddetto crimine nel 2003 ed ha scontato la pena. Sta violando, inoltre, la "Legge di Megan", che richiede ai colpevoli di reati sessuali di registrarsi presso lo Stato.

La verità è che, nel 1993, i funzionari di Santa Barbara (più nello specifico Tom Sneddon e Deborah Linden) erano molto più preoccupati di trasformare questa amicizia con Michael Jackson in qualcosa di sinistro che ascoltare la verità su chi fossero gli abusatori di Feldman. Questa è un'affermazione che Feldman ha ribadito per anni, ma l'ufficio dello sceriffo di Santa Barbara ha negato che Feldman avesse mai effettivamente fatto i nomi di queste persone, fino a quando non emerse il nastro di quell'interrogatorio del 1993!





Ecco una trascrizione dell'intervista di Feldman del 2017 su "The Today Show":

“Mi sedetti lì e feci loro i nomi; è tutto registrato. Possiedono tutte queste informazioni, ma [all’epoca] stavano scansionando Michael Jackson. L’unica cosa importante era cercare di trovare qualcosa contro Michael Jackson...”

“Chi hai nominato, comunque, non ha abusato di te” (Matt Lauer)

“Michael era innocente, ed è di questo che doveva trattarsi quell'intervista nel 1993. Dissi loro che non era quel tipo di persona, e mi risposero ‘beh, forse non capisci il tuo amico’ e io ho detto ‘no, conosco la differenza tra chi è un pedofilo e chi non lo è, perché io sono stato molestato. Ecco i nomi, andate a indagare ...”

Questa è la stessa intervista, tra l'altro, in cui Feldman in seguito notò il modo aggressivo con cui Lauer aveva cercato di biasimarlo per essersi rifiutato di fare nomi. Matt Lauer, fateci caso, è stato lo stesso intervistatore che ad offrire a Wade Robson una piattaforma nel 2014, e al momento di questa intervista con Feldman mancavano solo poche settimane prima che diventasse lui stesso l'ennesima vittima del #MeToo .

Ma questa non era la prima volta che Corey Feldman si ritrovava ad affrontare in pubblico il ridicolo e il vergogna per aver cercato di uscire dalla cerchia dei pedofili di Hollywood. Anni fa, in un episodio di “The View”, Feldman era stato torturato sui carboni ardenti di Barbara Walters, che gli aveva detto sdegnosamente “Stai danneggiando un'intera industria!”





Non è interessante che queste fossero alcune delle stesse persone che sono state così veloci da avventarsi su Michael Jackson perpetuando le accuse contro lui? Non è interessante che non abbiano mai ritenuto ugualmente responsabili i suoi accusatori?
Quello che mi colpisce di più nel guardare questo video è come Walters non sembri nemmeno sorpresa o scioccata dalle accuse ,ma piuttosto, disgustata per l' interlocutore.
Naturalmente la ragione per cui Walters e gli altri (perché lei non è affatto l'unica!) continuano a mantenere il silenzio è che loro dipendono "dall'industria" per vivere. Se l'industria viene distrutta, loro cadono.

Michael Jackson, nonostante la sua fama e le vendite discografiche, non è mai stato un "insider" di Hollywood.
Il fatto che forse voleva esserlo (questa sembrava essere una delle sue ambizioni più persistenti, la sua ultima frontiera inesplorata, per così dire) è il punto.
In effetti, questa sua ambizione potrebbe aver causato parte della sua rovina. Non gli sarebbe mai stato garantito quel livello di protezione e lealtà perché non era un "membro del club". Era un musicista; uno strano; un estraneo che bussa per l'ammissione.
Sebbene #MeToo abbia decisamente cambiato il campo d'azione in qualche modo, rimane comunque vero che quando un musicista viene accusato di un crimine (in particolare un musicista nero), è molto più probabile che venga spazzato via.
Avanti nella gerarchia: attori neri, poi musicisti bianchi e infine attori bianchi. Ma una volta entrato nel regno dei potenti esecutori bianchi di Hollywood, allora stai davvero navigando in acque molto pericolose!

Tuttavia, al momento delle accuse del 1993, Michael Jackson non era esattamente "solo" un altro musicista e intrattenitore afroamericano. Era già proprietario del catalogo ATV e aveva appena firmato quello che era, ai tempi, il contratto discografico più redditizio della storia, che gli avrebbe garantito (almeno secondo i termini del contratto) di entrare nell' industria cinematografica.
C'è stato un tempo in cui Jackson era chiaramente corteggiato da personaggi come Steven Spielberg, David Geffen e alcune delle élite più potenti di Hollywood. Quindi cosa è andato storto?

La verità - e questo lo dice qualcuno che ha passato tutta la sua vita da appassionato di cinema e che ama Hollywood - è che Hollywood è un luogo notoriamente ipocrita, ma lo si potrebbe anche dire per gran parte del giornalismo e dei media. Quando viene fatta un'accusa, la prima reazione di tutti coloro che non ne sono colpiti direttamente è prendere subito le distanze dall'accusato, per evitare che la loro reputazione venga macchiata.
Certo, non è sempre la reale volontà delle celebrities. Spesso agiscono in base ai consigli dei PR delle loro aziende, per proteggere il proprio marchio.
Tuttavia, è stato anche dimostrato che questo può assumere la forma di deflessione (cioè, trovare un capro espiatorio che possa distogliere l'attenzione da se stesso) e il famigerato Harvey Weinstein era apparentemente un maestro.

Questo mi riporta alla domanda iniziale. Se, all'inizio degli anni '90, le baby-star come Corey Feldman non avevano ancora la maturità o la capacità emotiva di opporsi ai loro abusatori, alcuni si sentivano abbastanza minacciati dalle strette amicizie di Jackson con Feldman e altre baby-star da volerlo rimuovere definitivamente da qualsiasi posizione di potere o autorità che avrebbe potuto avere in quel tipo di situazione?
Trasformandolo, forse, in un oggetto di sospetto?
Mi rendo conto che questa è una domanda difficile da fare; ancora più difficile, ovviamente, da provare. Ma non è certamente una teoria senza un senso.

La prova del nove in realtà è arrivata con un articolo esplosivo del New York Times del dicembre 2017 che ho menzionato in precedenza, "Weinstein's Complicity Machine".
Riporto il passaggio che ci interessa:

Durante la cena a West Hollywood, alla fine del 2003 o all'inizio dell'anno successivo, gli uomini avevano discusso un piano per aiutare il signor Weinstein a evitare l'imbarazzo. Mentre era sposato con la sua prima moglie, aveva una storia con qualcun' altra, scoprì il signor Benza.
Un commesso di uno studio d'arte di Los Angeles dove era commissionato un regalo per il signor Weinstein - un dipinto della scritta "Hollywood" reinterpretato in "Harveywood" - ha detto al signor Benza che un'amica, Georgina Chapman, stava vedendo il produttore.
Il signor Weinstein, che in seguito avrebbe sposato la signora Chapman, si era separato e ha voluto mantenere un rapporto confidenziale fino a quando non fosse divorziato, secondo la sua portavoce, Sallie Hofmeister.

Tra un lavoro e l'altro al signor Benza venne in mente una proposta:
"Potrei fornire alle tue ragazze PR un sacco di pettegolezzi, un sacco di storie, e se la gente viene da voi con roba tipo 'Harvey ha una tresca' , possono barattare", " A.J devono essere storie buone," disse Weinstein, "Non ti preoccupare".

Prendendo un compenso mensile, ha detto Benza, ha riferito di articoli su Roger Clemens, Michael Jackson e altri e li ha inviati al team di comunicazione del signor Weinstein, anche se non sapeva se fossero abituati a scambiare storie sul produttore.
La portavoce del signor Weinstein ha detto che i pagamenti a Mr. Benza sono stati effettuati per lavori di pubbliche relazioni durante la disputa di Miramax con la Disney.

Dopo 10 mesi, il signor Weinstein disse: "Penso che la costa sia chiarita; Penso che abbiamo soppresso questa cosa ", secondo il signor Benza, che di recente ha avuto una breve esperienza come scrittore per 'American Media' e gestisce anche il suo podcast di gossip," Fame Is a Bitch ".


Il "Mr. Benza" dell'articolo era nientemeno che l'editorialista di gossip AJ Benza, famoso per le sue sordide storie su personaggi ricchi e famosi, particolarmente sgradevoli su Michael Jackson.
È stato rivelato che Weinstein aveva anche lavorato a stretto contatto con Dylan Howard , editore di Radar Online e National Enquirer, per creare storie di "fumo negli occhi" su altre celebrità incluso (il più noto) Michael Jackson.
Ciò diventa doppiamente interessante quando si ricorda che è stato Dylan Howard ad essere il primo a dare il via ai media a favore degli avvocati di Wade Robson, in particolare la montatura che hanno fatto nel 2016 con la realizzazione della "falsa notizia" del ritrovamento di materiale pedopornografico a Neverland, mai avvenuto.

Con tutte queste forze al lavoro, è una sorpresa scoprire che il nuovo documentario Untouchable - che espone i crimini di Harvey Weinstein - è stato presentato al Sundance Film Festival esattamente NELLO STESSO GIORNO di Leaving Neverland?
Cari lettori, ricordate di aver visto qualcosa sulla stampa questo fine settimana su Untouchable? Neanch'io.
Eh si, ci sono state alcune menzioni su alcuni siti di basso profilo, ma a parte questo, nulla.
Paragonalo alla frenesia dei media che ha circondato Leaving Neverland e ti fai un'idea.
Qualcosa puzza molto di marcio nello stato dello Utah, proprio in questo momento.
Leaving Neverland è stato un'aggiunta dell'ultimo minuto, facendolo passare appena sotto il termine di scadenza, e sembra che ci sia stata una grossa spinta per poterlo fare.


In fila fuori dalla prima di "Leaving Neverland". Sembra essere tutta gente a modo e ordinaria, ma non fatevi ingannare. Un numero significativo di "spie" dei media era in grado di garantire una discussione e una risposta non controverse a Robson e Safechuck.

Sono iniziate le recensioni e nella prossima parte di questo post condividerò alcune riflessioni, molto critiche, su questo film e sulle reazioni che ha raccolto. Inoltre, ora che abbiamo un'idea più chiara di ciò che si trova effettivamente nel film - e, forse più interessante, cosa non lo è - mi troverò in una posizione migliore per poter iniziare a criticarlo. Rimanete sintonizzati. La parte 2 sta arrivando...

Dan Reed, Wade Robson e James Safechuck al Q&A. In arrivo una dissezione completa dei fatti... e sarà brutale!

__________________________________________________________


Fonte: All For Love Blog

Traduzione a cura di Giusy Mascolo, Paola di Bari e Vittoria Moccia per il Michael Jackson FanSquare.

Ringraziamo inoltre MJ's twins 7097 per aver tradotto già questo post nella discussione "Leaving Neverland" - il nuovo documentario diffamatorio su Michael Jackson che trovate nella sezione News & Rumors del nostro Forum.




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Con tutte queste forze al lavoro, è una sorpresa scoprire che il nuovo documentario Untouchable - che espone i crimini di Harvey Weinstein - è stato presentato al Sundance Film Festival esattamente NELLO STESSO GIORNO di Leaving Neverland?
Cari lettori, ricordate di aver visto qualcosa sulla stampa questo fine settimana su Untouchable? Neanch'io.
Eh si, ci sono state alcune menzioni su alcuni siti di basso profilo, ma a parte questo, nulla.
Paragonalo alla frenesia dei media che ha circondato Leaving Neverland e ti fai un'idea.
Qualcosa puzza molto di marcio nello stato dello Utah, proprio in questo momento.
Leaving Neverland è stato un'aggiunta dell'ultimo minuto, facendolo passare appena sotto il termine di scadenza, e sembra che ci sia stata una grossa spinta per poterlo fare.


...questa è la cosa che mi ha sconvolto di più, e nessuno sa...e nessuno dice niente di quel verme di Weinstein?



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Grazie ragazze per questa dritta . Qui davvero si prospetta la teoria del complotto . Altro che me too
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