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[testimonianze] Giornalismo spazzatura: la verità sul ritorno in scena di Michael Jackson nel 2006

Last Update: 1/27/2019 8:14 PM
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Quella volta in cui i tabloid inventarono un "coro di fischi"



Questa testimonianza venne scritta da Charles Thomson, giornalista professionista, nel suo blog il 17 novembre 2013. Essa rappresenta l'ennesima dimostrazione di come i media - allora come oggi - hanno sempre sfruttato il nome di Michael per diffondere notizie false, pur di vendere più copie, infangando la sua figura agli occhi del pubblico ignaro di tutto.


«Sono trascorsi ormai sette anni da quando ho vissuto una sorta di epifania sulla copertura mediatica di Michael Jackson. Avevo seguito il suo processo con molta attenzione, naturalmente, confrontando le trascrizioni dei tribunali con la copertura dei media ed ero in angoscia per le notizie orribilmente distorte. Ma quei rapporti erano spesso, almeno, radicati nei fatti. I giornalisti potrebbero travisare una testimonianza autentica, nella maggior parte dei casi, semplicemente “mentendo” per omissione.

Quello che accadde sette anni fa, però, fu diverso. Assistetti in prima persona alla costruzione di una storia puramente inventata, che fece il giro del mondo, mettendo per l’ennesima volta in ridicolo la figura di Michael Jackson, e venendo immediatamente accettata come un “fatto”. Fino ad oggi, ho letto occasionalmente rapporti stampa che menzionavano questo evento inventato come se fosse una verità oggettiva. È stato anche menzionato nelle biografie di Jackson tra gli eventi più significativi della sua carriera.

Testimoniare la creazione del mito è stata un’esperienza che da allora mi ha sempre accompagnata. Per uno studente di giornalismo, entusiasta, fu uno sguardo scioccante e deprimente nelle più sinistre macchinazioni dei media.

Il 15 novembre 2006, Michael Jackson partecipò ai World Music Awards alla Earls Court Arena di Londra. Fu la sua prima apparizione ufficiale nella capitale dalla sua assoluzione, avvenuta nel giugno 2005, e io ebbi la fortuna di essere lì. Alcuni fan stettero in fila tutto il giorno per assicurarsi di avere le prime posizioni di fronte al palco, ma io dovevo andare all’università e poi recarmi a Londra la sera. Ciò nonostante, i miei amici ed io ottenemmo facilmente dei posti vicino alla transenna, appena di lato, immediatamente accanto al tavolo di missaggio. Passammo buona parte della serata a chiacchierare con i tecnici del suono e gli addetti alla sicurezza, che ci dissero di essere stati presenti durante le prove e di aver sentito Jackson provare “quella canzone sul salvare il mondo”. […]

Sembrava che tutti fossero lì per Michael Jackson. In qualsiasi momento della cerimonia, nell’arena esplodevano cori con il suo nome. Tra gli altri artisti presenti nella serata c’erano anche Enya, Beyoncé e Andrea Bocelli, ma perlopiù ricevettero dal pubblico una risposta tiepida e le loro esibizioni si concludevano spesso con dei cori di sottofondo sempre più rumorosi, che dicevano “Michael! Michael! Michael!”
[…]

Quando alla fine comparve Michael Jackson, per ritirare il Diamond Award per aver venduto oltre 100 milioni di copie di album, l’arena esplose. Io dal vivo ho visto Paul McCartney. Ho visto Madonna. Ho visto Prince. Ho visto George Michael. Ma non ho mai visto nella mia vita – né prima, né dopo – un artista in grado di provocare una risposta come quella che Michael Jackson aveva provocato quella sera. Ricevette la più sostenuta, rumorosa risposta che io avessi mai visto.

Riemerse più tardi per una breve esibizione per l’occasione. Camminò sul palco ricevendo un altro chiassoso benvenuto, mentre il suo singolo umanitario da record “We Are The World” veniva emesso dagli altoparlanti. Cantò solo alcune parole del brano, durante le quali sembrava guardare implorante verso il tavolo di missaggio. Il mio sospetto è che i fan stessero facendo un tale baccano da non permettergli di sentire se stesso cantare. Era come uno dei suoi concerti degli anni '80. Ho visto corpi svenuti strappati dalla folla e portati via in barella.

Pochi minuti dopo, i tecnici del suono, stranamente, disattivarono la traccia proprio mentre lui stava riprendendo a cantare. Ma non importava. L’intero pubblico andò ancor più in delirio. Fu emozionante vederlo ricevere un’accoglienza così calorosa a seguito degli eventi dell'estate precedente. Dopo essersi fermato per un po’ sulla pista che sporgeva dal palco verso la folla, iniziò ad uscire, ma mentre il tifo aumentava – dato che il pubblico non voleva perderlo di vista così presto – lui si fermò, si voltò e giocosamente, si portò un dito alle labbra, come per chiedere: “Devo restare o devo andare?” Le urla si intensificarono.

Rimase lì in piedi ancora per un po’, sorridendo, immerso nell'adulazione, poi sollevò il pugno in un saluto trionfale tipico del black power. Fatto ciò, si voltò e uscì tranquillamente fuori dal palco, con gli applausi che continuavano scatenati, scomparendo alla vista di tutti. Non ho mai visto un essere umano causare tale caos. Era assordante.

Il giorno seguente tornai all'università. Mentre percorrevo il corridoio per andare alla prima lezione, incontrai due mie compagne di corso. Le due, guardandomi con aria compassionevole, mi chiesero in proposito: "Come è andata?" Io cominciai a raccontare loro della reazione Jackson che aveva ricevuto, di quanto ero scioccato dal enorme affetto con cui era stato accolto. Dissi che era stato uno degli spettacoli più incredibili che avessi mai visto.

Notai subito che mi stavano fissando come se fossi pazzo. Gli chiesi cosa ci fosse che non andava e venne fuori che i media non stavano affatto raccontando gli avvenimenti della serata com’erano realmente accaduti. Una volta ottenuto l'accesso a Internet, scoprii che molti articoli affermavano che Michael era stato fischiato fuori dal palco.

"La scorsa notte Michael Jackson è stato cacciato dal palco con un coro di fischi", aveva scritto Tom Bryant su Mirror. "La folla, aspettandosi una certa versione della sua canzone, ha fischiato la star che poi è affondata giù dal palco."

Cacciato giù dal palco.

Basta guardare i video di quella serata. Non solo Jackson non è stato “cacciato dal palco” con un “coro di boo” – ma è rimasto sul palco anche più del previsto dopo la sua performance, assorbendo la più empatica e positiva reazione del pubblico che io avvia mai visto ad una cerimonia di premiazione.

Julia Kuttner del Daily Records scrisse una storia quasi identica: "Michael Jackson è uscito dal palco per un coro di fischi la scorsa notte – dopo aver cantato solo quattro righe nella sua prima esibizione nel Regno Unito, dopo nove anni. Ha ritirato un premio ai World Music Awards, ma dopo aver cantato solo il ritornello del suo singolo di beneficenza ‘We Are The World’, si è fermato per dire ripetutamente al pubblico: ‘Vi amo’. Jackson è scappato dal palco dopo essere stato fischiato dalla folla, che si aspettava una versione più appropriata della canzone."

Anche l'Evening Standard entrò in azione. I reporter Chris Elwell-Sutton e Valentine Low scrissero: "Il suo tanto vantato ritorno si è trasformato in un disastro imbarazzante. La sua intera esibizione consisteva nel cantare una riga di testo storpiata, diverse note alte mancate e un'uscita dal palco in un coro di fischi dal pubblico. ‘Vi amo’, ha detto loro - anche se resta una domanda aperta se il sentimento fosse ricambiato o meno.”
Ero totalmente incredulo. Se solamente un reporter maleducato avesse sostenuto che Michael Jackson era stato fischiato fuori dal palco, non sarei stato così arrabbiato. Ogni professione ha le sue mele marce. Ma molti giornalisti avevano assistito a quell’evento, in cui Michael Jackson categoricamente non era fischiato fuori dal palco, eppure tutti scrivevano articoli in sostegno di quella versione, dimostrando una chiara cospirazione tra più parti per fabbricare e perpetuare una storia fasulla. […]

Mi sembrò che i media avessero già deciso quale storia avrebbero voluto raccontare sull'apparizione di Michael Jackson a Londra – era stato solo irritante per loro che le cose non fossero andate davvero così. Il fatto che la sua presenza avesse provocato una potente esplosione di adulazione – con fan portati via in sedia a rotelle come accadeva nelle sue visite nel periodo di massimo splendore – non si adattava alla versione premeditata dai giornalisti. Alcune persone stavano cercando di far diventare Jackson l’ “ex-re del pop". Quando la Earls Court Arena in realtà era completamente impazzita per lui, come avrebbe fatto 20 anni prima, non andava bene, quindi ignorarono semplicemente quella scomoda svolta degli eventi ed evocarono un "coro di fischi" dal nulla. Se Jackson non interpretava il suo nuovo ruolo di "ex-re del pop" come si deve, da bravo ragazzo, tentavano di produrlo loro. Era la classica deformazione dei tabloid britannici.

La frustrazione e la tristezza che ho provato quel giorno in cui li ho visti tutti mentire volontariamente e il senso d'impotenza che ho sentito guardando un conduttore televisivo dopo l’altro, comico dopo comico, riciclare le sciocchezze per il consumo di milioni di persone che non erano lì e non avrebbero mai potuto sapere che era tutto inventato. Mi sento male ogni volta che mi torna in mente quella debacle. Quella fu una triste giornata per il giornalismo – ma la professione ebbe molti altri momenti come questi, che riguardarono sempre Michael Jackson».





Fonte: Charles Thomson Blog

Traduzione a cura di Vittoria Moccia per il Michael Jackson FanSquare.




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1/27/2019 7:01 PM
 
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Non conoscevo questi fatti. 🤬🤬🤬
È un ulteriore prova che ci conferma quanto la stampa gli abbia dato contro.
Leggere è stato come rivivere un po' quel periodo insieme allo sconforto che si è ripresentato in questi giorni.
Grande lavoro di traduzione. Grazie come sempre❤️
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1/27/2019 8:14 PM
 
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Ennesima prova di come i giornalisti abbiano usato il nome di michael solo per ricavare scoop falsi e pieni di cavolate...
Usare il nome per descrivere un'altra persona... Questo l'hanno sempre fatto.. E purtroppo continueranno a farlo.
Michael non lo lasceranno mai in pace, continueranno ad utilizzare il suo nome perché fa scoop facile..
Hanno distrutto una persona, questo è il rimorso che spero gli rimanga per tutta la vita.
Fossi al posto loro mi sentirei una m....a
Ma si sa, i soldi comprano tutto ma non il cervello


Forza Michael ❤️❤️

"Michael you are my life,I love you,you're always in my heart"
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