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[aneddoti] La percezione della perfezione

Ultimo Aggiornamento: 25/03/2018 21.18
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LA PERCEZIONE DELLA PERFEZIONE

Michael aveva capito il potere della percezione: basta manipolare le parole e il significato cambia. Se tu chiami qualcosa "video", non ha lo stesso peso di quando dici "cortometraggio". Michael la pensava così anche per quanto riguarda i suoi vestiti. Soltanto lui poteva prendere una normale giacca di jeans Levi e trasformarla in una "giacca di cristallo".

[…] All'inizio realizzammo una giacca con della tela bianca da una parte ritagliata dalla giacca Levi, tempestandola di diamanti artificiali. Il metallo dei diamanti era troppo pesante e ingombrante per poter ottenere quel look "solido" che Michael aveva replicato facendo combaciare delle monetine.

[…] L'altro problema era che i denti dei diamanti sintetici foravano il tessuto e, se non posizionati nel modo giusto, potevano pungere la pelle, come degli aghi. […] Quando Michael provò la giacca di diamanti sintetici la odiò. Se la tolse e me la restituì dicendomi: "Ora fammene una vera". E per "una vera" intendeva dire una cucita a mano.

Sarebbero serviti migliaia di diamanti sintetici per ricoprire l'intera giacca, e avrei dovuto rivolgermi a dozzine di fornitori diversi per acquistarli. Nessun venditore o grossista al mondo poteva avere tutti quei diamanti sintetici in una sola volta. Avevo poco meno di quattro settimane per fare la giacca, ovviamente, e alla fine comprai tutto ciò che riuscii a comprare a Los Angeles e a New York, ma fui costretto a recarmi direttamente alla fonte: in Austria, dove producono i diamanti sintetici.

Cucire pietre preziose ad un tessuto è una delle forme d'arte più tediose, quindi non c'è da stupirsi se è un'arte perduta. Cucimmo 9.000 diamanti sintetici con le nostre mani in ventun 21 giorni. […] Ogni istante trascorso con ago e filo venne ripagato una volta che vidi il risultato finale. Invece della normale tela utilizzammo tela olona, una tela più leggera usata per le vele delle barche. Rivestito in pietre di tre taglie diverse - 5 mm, 6 mm e 7 mm - il prodotto finito sembrava uno specchio. […]

La prima cosa che feci al mattino fu chiamare lo studio in cui Michael stava registrando. Mi dissero di andare lì più tardi, per le 5, così fui costretto ad aspettare una giornata intera per vederlo.

Quando arrivai sul posto, gli occhi di Michael si illuminarono mentre camminavo verso di lui con la Giacca di Cristallo. La toccò e sussurrò come per dire una preghiera: "Fantastica. Definitiva. vorrei aver registrato indossandola, oggi."

Non volevo fare la spia su nessuno, ma non avevo intenzione di essere disonesto dopo aver passato tre settimane di fila a cucire a mano. "Avresti potuto farlo, ma mi è stato detto di non disturbarti quando ho chiamato stamattina."

Non dico che Michael si fosse arrabbiato, dato che non era proprio il suo modo di fare, ma non fu nemmeno felice di saperlo, e disse che avrebbe parlato con chiunque avesse pensato che la giacca non fosse abbastanza importante da fermare una sessione di registrazione, quando per lui lo era decisamente.





Nella mente di Michael non era affatto strano fermare il mondo per una giacca, e nessuno di noi poteva immaginare che il mondo si sarebbe effettivamente fermato poco dopo che lui la indossò durante il suo 30th Anniversary Special al Madison Square Garden, il 10 settembre 2001.





Quella sera, Michael, generoso come sempre, disse di voler dare la giacca ad Aaron Carter, il fratello di Nick Carter dei Backstreet Boys, che ha cantato I Want Candy. Il ragazzo era giovane, un fan, e una promettente nuova stella. Quando il manager si oppose, Michael mi disse: "Non capiscono. Fred Astaire mi diede le sue scarpe da ballo ed io voglio restituire il favore".

Otto anni dopo, nel 2011, Aaron Carter indossò la giacca durante la nona stagione di "Ballando con le Stelle".





NULLA DI SBAGLIATO IN QUESTO

Il background di Michael nel realizzare i suoi esclusivi abiti da spettacolo era onnipresente nel suo stile, in particolare nelle giacche. Il vestito che indossava nel cortometraggio "Bad" era stato comprato al volo in un negozio di Melrose. Aveva davvero occhio per le cose che potevano funzionare, con l'aggiunta di un po' di magia.

Michael stava guardando le vetrine del negozio e vide la giacca di cotone e i pantaloni, entrò e li comprò. Li portò alla Western Costume Company di Melrose per aggiungere fibbie e cinghie all'outfit e lo indossò nel cortometraggio "Bad".

Sapendo che avrebbe dovuto cantare "Bad" dal vivo in concerto indossando gli stessi abiti, Michael ci portò i suoi abiti casual chiedendoci di modificarli per il tour imminente, rendendolo più resistente, lavabile, più adatto all'esibizione e al ballo.





Per creare la nostra versione di "Bad", i pezzi provenivano da quattro o cinque negozi di Melrose Avenue, e utilizzammo gabardina elastica per rimpiazzare il cotone. L'obiettivo principale era quello di permettere al costume di funzionare e adattarsi meglio, e di trasformare l'outfit da vestito casual a vestito da esibizione. Per dare un "tocco da motociclista" caricammo la giacca, i pantaloni e i guanti con il doppio di cinghie e fibbie.

Per il 30th Anniversary Special realizzammo l'outfit di Bad in pelle verniciata nera, ma la canzone venne tagliata perché lo spettacolo stava andando troppo per le lunghe.


- Dal libro "The King of Style: Dressing Michael Jackson", di Michael Bush.



Traduzione a cura di dearmichael per il Michael Jackson FanSquare.


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Fred Astaire gli diede le sue scarpe ma Michael ha regalato i suoi abiti a mezzo mondo. [SM=x47979] Grazie dear [SM=x3072554] .
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Prego rosi [SM=x3072554] hai proprio ragione!
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Ho questo libro, è un vero e proprio tesoro! Ci sono moltissimi aneddotti sul suo guardaroba, è decisamente un must. L'unica pecca è che in italiano non esiste perciò bisogna mettersi d'impegno e leggerlo in inglese.
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