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[approfondimenti] Flashback: Michael Jackson reclama il Suo Trono del Pop al XXVII Super Bowl

Ultimo Aggiornamento: 09/02/2018 16.12
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Flashback: Michael Jackson Reclama il Suo Trono del Pop al XXVII Super Bowl


Come trasformò lo spettacolo dell'intervallo di metà partita in un evento musicale prestigioso, ricordando al mondo che era ancora lui la superstar da superare.

By Steve Knopper



L'halftime show del precedente Super Bowl, nel 1992, fu incredibilmente pessimo, e non solo a causa del grottesco maglione a righe che il pattinatore olimpico Brian Boitano indossava mentre dichiarava, affiancato da Dorothy Hamill, "È la magia dell'inverno!". Ragazzi con i pantaloni in stile MC Hammer hanno fatto un rap su Frosty il pupazzo di neve; a un tizio sui trampoli sono stati inspiegabilmente regalati sette dei secondi più preziosi della televisone per salutare verso la telecamera. Praticamente si potevano sentire gli spettatori cambiare canale per guardare "In Living Color" su Fox, che superò gli ascolti dello spettacolo d'intervallo trasmesso da CBS.

Bisognava fare qualcosa. Qualcosa di grande.

Ad esempio grande come Michael Jackson.

Nel 1993 la musica di Michael Jackson stava lentamente scivolando al di fuori della pop-culture, mentre il grunge, l'alternative rock e l'hip-hop erano in ascesa. Il Re del Pop era a metà del Dangerous Tour, cantando negli stadi di tutto il mondo, ma erano passati 10 anni da Thriller e aveva bisogno di un revival, di un ritorno nella pop-culture. Accettò di essere intervistato da Oprah Winfrey (attualmente ancora uno degli spettacoli di Oprah più quotati di sempre) e disse di sì, quando nel 1993 NFL gli chiese di esibirsi durante lo spettacolo dell'intervallo di metà partita al Rose Bowl a Pasadena, in California.

Alle sue condizioni, naturalmente. Voleva cantare la sua recente canzone "Heal the World" per l'intera esibizione di 12 minuti. Voleva 3.500 "fan volontari" che circondassero il palco, rendendo lo spettacolo un'esperienza simile a un concerto di MJ, piuttosto che un momento per prendersi una pausa e andare in bagno per i ricchi fan del football trinca-birre nello stadio. E voleva che Don Mischer, il produttore dello show, dirigesse l'esibizione in tempo reale, nonostante NBC, nuovo network del Super Bowl, avesse già i propri incaricati, e non apprezzava l'intromissione.

"Michael non era troppo informato riguardo al Super Bowl. Non si rendeva conto di quanto l'evento fosse importante," ricorda Arlen Kantarian, produttore esecutivo dello show. "Disse proprio, 'Perché non lo chiamiamo il Thriller Bowl?'"

Jackson non vinse ogni dibattito. Il Super Bowl rimase il Super Bowl. I produttori lo convinsero ad esibirsi con un medley delle sue hit, Billie Jean, We Are the World, e le più recenti Jam e Black or White, insieme ad un'elaborata versione di Heal the World, che avrebbe chiuso lo show. Ma concordarono nel far sì che migliaia di bambini camminassero sugli scalini e poi sul palco durante il finale, e di lasciare che Mischer co-producesse l'halftime show nella cabina insieme al produttore di vecchia data di NBC.



MJ portò i suoi ballerini e la sua band per esibirsi su un set che pesava 12 tonnellate e che doveva essere montabile rapidamente unendo 26 pezzi separati, e senza danneggiare il tappeto erboso, invista della seconda metà della partita. I produttori riuscirono ad organizzare il lavoro in modo che venisse svolto da 275 persone in meno di sei minuti.

Qualche giorno prima della partita, Jackson e il suo equipaggio svolsero le prove in un tendone fuori dal Rose Bowl. "Sapevamo tutti, anche solo avendolo letto, quanto Michael fosse un perfezionista," dice Kantarian. "Ma vedere come ripeteva la stessa coreografia 12, 14, 16 volte era incredibile."

Il coreografo di Jackson, Vince Paterson, provò a convincerlo a eseguire alcune nuove mosse durante lo show, ma Michael non voleva complicare le cose. "Quello era uno dei piccoli punti che mettemmo in discussione durante il progetto," ricorda Paterson. "Io continuavo a dire, o ma Michael, l'abbiamo già fatto questo,' e lui rispondeva, 'Ma tutti lo adoreranno!'"

Quando MJ salì sul palco, era teso. "Quella fu l'unica volta in cui vidi Michael nervoso: era davvero un sacco di pressione. Se qualcosa fosse andato storto, sarebbe stato per sempre," dice Jennifer Batten, la sua chitarrista solista del tempo. "Sembrava un po' distratto."

Jackson apriva gli spettacoli del Dangerous Tour lanciandosi in aria di due metri e mezzo, da una macchina conosciuta come "il tostapane", per poi assumere una posa indossando la sua giacca militare blu e oro e gli occhiali da sole, mentre la folla gridava. "Disse, 'Non dare il segnale per far iniziare la musica, o nient'altro, finché non muovo il polso,' " ricorda Mischer. "E così salta fuori dal tostapane, e passano 20 secondi. Ne passano 30. Ormai sembra un'eternità.

I suoi fan stanno urlando, ma lui non mi dà proprio il segnale. … Mi ritrovai a dire, 'Eddai, Michael! Cristo santo!' Alla fine arrivò a un minuto e 35 secondi, che sono quasi 15 milioni di dollari di spazio pubblicitario."

Andò tutto bene, perfino "Heal the World," una delle canzoni più stucchevoli di Jackson, e la cui versione estesa era giustificata da uno spettacolo elaborato, in cui l'intero pubblico girò dei cartelloni che rivelavano un disegno gigante cons dei bambini che si tenevano per mano. Con MJ, il Super Bowl passò dall'essere quello che Kantarian chiama "una marcia della banda del college" a uno spettacolo con grandi della musica pop, da Beyoncé a Prince e Bruce Springsteen.

Ed era una delle ultime occasioni in cui Jackson era completamente a comando della sua immagine e carriera. Mesi dopo, un bambino lo avrebbe accusato di molestie, accuse che Jackson combatté, e respinse. "Era un uomo tranquillo e gentile," dice Mischer. "Ma quando saliva sul palcoscenico, diventava un generale."

FONTE

- Traduzione di dearmichael per il Michael Jackson FanSquare -















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E niente....non ce n'è per nessuno...non c'è gara.
Questo rimane il più bel Super Bowl di tutti i tempi.

[SM=x47981]


Heal The World
make it a better place
for you and for me
and the entire human race....
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Perché non lo chiamiamo il Thriller Bowl?'

[SM=g2927014] Spero fosse una battuta e che nobn l'abbia pensato davvero.

Quando MJ salì sul palco, era teso. "Quella fu l'unica volta in cui vidi Michael nervoso: era davvero un sacco di pressione. Se qualcosa fosse andato storto, sarebbe stato per sempre,

Bè, dire iche un'idea dell'importanza di quel palcoscenico l'aveva eccome, invece.

Già il fatto che tutti gli anni escano articoli che ricordano l'evento, la dice lunga.

Grazie dear!
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Grazie mille dear [SM=x3072554] , in assoluto la migliore performance del super bowl
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Confermo...Grande Michael!
Grazie dear.
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Prego [SM=g27811]
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Non si chiamerà Thriller Bowl [SM=g27828] ma è impossibile pensare al Super Bowl senza associarlo alla esibizione di Michael. [SM=x47979] Grazie dear. [SM=x3072554]
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