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Annega un topo per la depressione:dire no all'uso di animali nella sperimentazione

Last Update: 6/18/2016 12:00 PM
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11/12/2013 7:20 PM
 
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Condivido l’orrore e il dolore che si provano di fronte a tutto ciò, però mi chiedo: chi è contrario alla sperimentazione animale (mi riferisco ovviamente a ricerche serie, come quella oncologica ad esempio) ritiene che si debba rinunciare anche ai risultati che si ottengono da questa sperimentazione? Le ricerche sulle cellule staminali sono qualcosa di diverso, offrono una possibilità ulteriore, non un’alternativa, purtroppo.
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11/12/2013 7:53 PM
 
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@Daniela
Sono intervenuta perché mi ha colpito leggere che “....può uscirne con la forza di volontà”, quindi?come dire?
Se non ne esci quasi quasi è colpa tua e della tua “non volontà”? Non sei abbastanza bravo a ....."volere?". Mah......Ho dei dubbi sinceramente.
Uscire dalla depressione o quanto meno “conviverci” senza compromettere del tutto il nostro vivere quotidiano, non è affatto un mero atto di volontà; come normalmente lo si intende.
Nella depressione vera e propria è già in atto una sorta di alterazione della coscienza della persona. Quindi non capisco cosa intendi esattamente.

Apposta ho fatto quelle distinzioni (nel mio intervento precedente)
o quanto meno ho provato a farle, visto che non sono né una psicoterapeuta, né tantomeno una ricercatrice
(a proposito, e detto senza polemica, pare che i topi condividono con l'uomo l'85% del patrimonio genetico).

Che io sappia, nei casi gravi (come per es. il disturbo bipolare come dicevo) la migliore terapia sembra ancora essere quella dell’intervento da una parte con medicinali (non necessariamente solo e soltanto psicofarmaci; che comunque c'è da considerare quanto possa essere non facile trattare persone che magari hanno tentato il suicidio e/o minacciano di riprovarci), unitamente ad una psicoterapia.

Il discorso dei professionisti "disonesti" che operano per mero interesse economico, sia in questo campo che in altri, purtroppo è vero, va da se' ovvio. Per carità. Ma il punto era un altro. [SM=g27817]

Riguardo all’argomento specifico del topic, io personalmente non sono cosi convinta che alcune sperimentazioni sugli animali siano totalmente inutili.
Si tratta anche di etica e di morale, se cosi’ vogliamo chiamarle, e quindi strettamente legate alla nostra personale visione della vita.
E non capisco nemmeno il discorso dei limiti.....
Perché? Alcune malattie sono state debellate.
Se secoli fa si fossero posti dei limiti, non saremmo qui....forse.
Cmq il “muro contro muro” non porta a nulla. Poco ma sicuro.

www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/25/ricerca-meglio-curare-bambino-che-proteggere-ratto...

[Edited by migi.mj 11/12/2013 8:02 PM]


Aveva pensato che se gli esseri umani non si esercitavano in continuazione ad aprire e chiudere la bocca,
correvano il rischio di cominciare a far lavorare il cervello.
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11/12/2013 10:04 PM
 
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youtu.be/J0LQtz_ZubE e' tratto da un'inchiesta di Report




youtu.be/rt6ELGVHaWE
se avete coraggio guardate il video ,qualcuno potra' cambiare idea... io non ce l'ho fatta,mi e' venuto da vomitare..


youtu.be/XuZfKpNqk8A



@daniela:che belle parole,grazie! [SM=x3072554]

@Migi:sono d'accordo,ci sono alcune malattie psichiatriche che hanno bisogno di essere contenute farmacologicamente,ma molti psichiatri(per dovere di chiarezza:lo psicologo o lo psicoterapeuta non e' autorizzato a prescrivere farmaci perché non e' un medico,solo questo puo' farlo)tendono a soffocare le emozioni dei pazienti che invece dovrebbero avere voce ed emergono perché hanno bisogno di essere elaborate. Si tratta sempre di non conoscenza di terapie alternative e di manipolazione in questo senso ,perché le case farmaceutiche per vendere fanno credere che solo quei prodotti possono aiutare.Esistono terapie corporee che io ho praticato,discipline olistiche ,fiori di Bach,omeopatia che aiutano meglio e piu' di tanti farmaci!


Ragazzi miei,e' sempre una questione di business,anche la vita di un povero malcapitato animale,di fondi che arrivano,di desiderio di potenza,di affermazione,che muovono tutto!
Come dice Antonella ,la gran parte dei farmaci viene testata sugli umani per essere "attendibile",gli animali sono un mezzo per fare quattrini! [SM=g27813]


@Keep:per me la vita e' la vita,e' sacra,non c'e una scala,ne ho rispetto qualsiasi essa sia,quella umana non e' superiore a quella di un animale !
Il progresso e' una cosa, il desiderio di onnipotenza altra cosa!

[Edited by rossijack 11/12/2013 10:21 PM]
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11/12/2013 10:44 PM
 
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rossijack, purtroppo non è sempre così.
Testare i farmaci prima sugli animali che sull’uomo è un passaggio indispensabile per limitare il più possibile i rischi. Gli esperimenti in vitro sono cosa ben diversa, poiché in essi non viene riprodotto l’organismo vivente nella sua interezza e complessità.
Che ci debbano essere regole severe e controlli, che si debbano limitare il più possibile le sofferenze inflitte agli animali e il loro numero, che gli abusi debbano essere con tutte le forze contrastati, che vadano potenziati i sistemi alternativi di ricerca, utili a limitare il più possibile l’impiego di animali, è certamente qualcosa su cui siamo tutti d’accordo (e ci mancherebbe).
Ma, dato questo presupposto per scontato, la sperimentazione animale, ad oggi, è purtroppo indispensabile per i progressi in campo medico.
Riprendendo la questione riportata nell’articolo postato da migi, che condivido, nella scelta tra un bambino e un ratto, anch’io non avrei dubbi e nemmeno per un secondo. E in questo modo non penso affatto di non rispettare la vita, anzi.
[Edited by Grieved 11/12/2013 10:46 PM]
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11/12/2013 11:52 PM
 
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Re:
@migi
Mi riferivo alla neurologia in particolare, una persona che ha la spina dorsale spezzata non potrà mai più camminare. In questo senso è inutile torturare gli animali, quello che si rincorre è unicamente una citazione sulle riviste scientifiche in nome della santa speranza. Sulla carrozzella ci sono finiti nomi noti, gente ricca da fare schifo, eppure nessun rimedio. Non si può guarire un essere umano da tutto. Per me, ed è il mio modesto parere, chi si porta un'ombra dentro, magari fin da piccolo come tendenza, non potrà mai rappresentare un successo della psichiatria, non potrà mai essere sereno. Se non c'è una causa specifica a un malessere, cioè se non si tratta di "umori depressivi" circoscritti a particolari situazioni (ti cito), si è tendenzialmente tristi e pessimisti. Tenere una persona che ha tentato il suicidio sotto pasticche è come tenere qualcuno attaccato alle macchine. Quello che voglio dire è che da certi stati non si può guarire completamente, secondo me. Si può essere tenuti sotto controllo ma l'ottimismo, un ottimismo costante, non quello che dura una giornata, o ce l'hai dentro o non ce l'hai. Potranno uccidere tutti gli animali della Terra, l'essere umano sarà sempre così. La società va sempre più a degenerare, gli affetti traballano, cosa possiamo aspettarci? Un percorso di analisi lo intraprende una persona che fa un atto di volontà, i casi clinici non riescono a farne, sono tutt'altra cosa, e restano casi clinici. E' come voler trovare una cura alla stupidità, non si può infondere intelligenza e non si può infondere felicità o saggezza o accettazione della vita per quella che è quando razionalmente non si ha la minima capacità di farlo. Non si possono sostituire dei genitori assenti con una flebo. Che dire... Peccato! A me preoccupa la sofferenza che può essere inflitta ad un animale, ho paura che non venga fatto tutto il possibile per evitargliela e comunque l'idea che un essere perfetto e libero di se stesso venga deliberatamente privato del suo stato di salute, danneggiato fisicamente e psicologicamente, mi fa sentire male fino alla nausea. Il punto massimo di disperazione nei topi poi vorrei capire a che cosa serve. L'essere umano quando arriva al punto massimo di disperazione sicuramente non è un individuo tenuto sotto sedativi in una struttura ospedaliera, è piuttosto un individuo solo in casa che se butta de sotto. Anneghiamo i topi a che scopo? E' una domanda che vorrei porre a questi benefattori dell'umanità.

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Re: Re:
Daniela(75), 12/11/2013 23:52:

@migi
Mi riferivo alla neurologia in particolare, una persona che ha la spina dorsale spezzata non potrà mai più camminare. In questo senso è inutile torturare gli animali, quello che si rincorre è unicamente una citazione sulle riviste scientifiche in nome della santa speranza. Sulla carrozzella ci sono finiti nomi noti, gente ricca da fare schifo, eppure nessun rimedio. Non si può guarire un essere umano da tutto. Per me, ed è il mio modesto parere, chi si porta un'ombra dentro, magari fin da piccolo come tendenza, non potrà mai rappresentare un successo della psichiatria, non potrà mai essere sereno. Se non c'è una causa specifica a un malessere, cioè se non si tratta di "umori depressivi" circoscritti a particolari situazioni (ti cito), si è tendenzialmente tristi e pessimisti. Tenere una persona che ha tentato il suicidio sotto pasticche è come tenere qualcuno attaccato alle macchine. Quello che voglio dire è che da certi stati non si può guarire completamente, secondo me. Si può essere tenuti sotto controllo ma l'ottimismo, un ottimismo costante, non quello che dura una giornata, o ce l'hai dentro o non ce l'hai. Potranno uccidere tutti gli animali della Terra, l'essere umano sarà sempre così. La società va sempre più a degenerare, gli affetti traballano, cosa possiamo aspettarci? Un percorso di analisi lo intraprende una persona che fa un atto di volontà, i casi clinici non riescono a farne, sono tutt'altra cosa, e restano casi clinici. E' come voler trovare una cura alla stupidità, non si può infondere intelligenza e non si può infondere felicità o saggezza o accettazione della vita per quella che è quando razionalmente non si ha la minima capacità di farlo. Non si possono sostituire dei genitori assenti con una flebo. Che dire... Peccato! A me preoccupa la sofferenza che può essere inflitta ad un animale, ho paura che non venga fatto tutto il possibile per evitargliela e comunque l'idea che un essere perfetto e libero di se stesso venga deliberatamente privato del suo stato di salute, danneggiato fisicamente e psicologicamente, mi fa sentire male fino alla nausea. Il punto massimo di disperazione nei topi poi vorrei capire a che cosa serve. L'essere umano quando arriva al punto massimo di disperazione sicuramente non è un individuo tenuto sotto sedativi in una struttura ospedaliera, è piuttosto un individuo solo in casa che se butta de sotto. Anneghiamo i topi a che scopo? E' una domanda che vorrei porre a questi benefattori dell'umanità.









[SM=x3027012]


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11/13/2013 1:31 PM
 
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Re: Re:
Daniela(75), 12/11/2013 23:52:







Al di là del discorso legato alla sperimentazione, parti da presupposti che arrivo a comprendere, razionalmente, ma emotivamente non mi appartengono.
E quindi, frasi del tipo, "di questo non si guarirà mai", io sinceramente non me la sento di pronunciarle.





[Edited by migi.mj 11/13/2013 1:34 PM]


Aveva pensato che se gli esseri umani non si esercitavano in continuazione ad aprire e chiudere la bocca,
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11/13/2013 2:39 PM
 
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Se chi ci ha preceduto avesse applicato questa certezza, oggi non potremmo beneficiare dei tanti progressi della medicina. Ciò che cento anni fa era impensabile, oggi è possibile e salva la vita di migliaia di persone. Questo vale anche per la ricerca neurologica.
La depressione, tanto sottovalutata, è una malattia, ed è cosa ben diversa dall’essere tendenzialmente melanconici e pessimisti, o dal dover affrontare situazioni molto negative e dolorose, così come lo sono le tante psicosi che compromettono seriamente la qualità di vita di persone che, senza un adeguato trattamento farmacologico, nemmeno l’avrebbero avuta più una vita.
La volontà conta tantissimo, e non solo nei disturbi neurologici e psichiatrici, come pure conta il sostegno dei propri cari, ma, d fronte a vere patologie, il trattamento farmacologico è fondamentale e imprescindibile. E quindi, purtroppo, lo è anche la ricerca.

Senza alcuna polemica, ogni volta che sento o leggo certe posizioni, mi chiedo: ma chi è categoricamente e totalmente contrario alla sperimentazione animale, rifiuta poi coerentemente anche le cure mediche e la somministrazione dei farmaci sviluppatisi grazie ad essa?
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11/13/2013 2:44 PM
 
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Re:
Grieved, 13/11/2013 14:39:


Senza alcuna polemica, ogni volta che sento o leggo certe posizioni, mi chiedo: ma chi è categoricamente e totalmente contrario alla sperimentazione animale, rifiuta poi coerentemente anche le cure mediche e la somministrazione dei farmaci sviluppatisi grazie ad essa?



Ecco, penso che prima di esprimere una posizione certa sull'argomento questa domanda ce la si debba fare seriamente [SM=g27823]
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Re:
Grieved, 12/11/2013 19:20:

Condivido l’orrore e il dolore che si provano di fronte a tutto ciò, però mi chiedo: chi è contrario alla sperimentazione animale (mi riferisco ovviamente a ricerche serie, come quella oncologica ad esempio) ritiene che si debba rinunciare anche ai risultati che si ottengono da questa sperimentazione? Le ricerche sulle cellule staminali sono qualcosa di diverso, offrono una possibilità ulteriore, non un’alternativa, purtroppo.



Guarda a volte, tu, riesci in poche parole e chiarissime...ad esprimere gli stessi concetti che io provo ad esternare in fiumi di lettere...e sei anche molto piu chiara di me...

però vorrei porre una domanda a Rossi in particolare....ma agli animalisti e simili in generale, perchè le parole hanno un senso...e gli assiomi che ho avuto il coraggio di leggere debbono pure essere concretizzati:

Se la vita di un animale qualunque ha lo stesso valore della vita di un uomo, qualora tu ti dovessi trovare a scegliere tra un gattino e un uomo che stanno per essere uccisi...avresti difficoltà a decidere quale delle due vite salvare?...

la risposta mi interessa...perchè io vorrei capire se dietro certe affermazioni di facciata ed ideologiche poi si trovano anche atteggiamenti concreti...perchè è bello dire la vita è vita...ma poi nel concreto la scelta si fa meno plastica...



Ah Avvocà io un termine per note ve lo concedo...però non scrivete troppo perchè io non ce la faccio a leggere
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