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La diversità che ha oltrepassato la comprensione: ricordando Michael Jackson (1958-2009)

Last Update: 10/30/2013 3:26 PM
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4/28/2013 5:53 PM
 
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articolo di Susan Fast

Si parla di questo articolo nel topic delle pubblicazioni su MJ. Ero incuriosita (e anche affascinata) dal titolo per cui ho deciso che non poteva restare non tradotto e mi sono cimentata. Questa è la prima parte, ma prima di augurarvi buona lettura, voglio ringraziare una persona:

Foxy1975 grazie per il sostanzioso aiuto, sei stata preziosa.

[SM=g27822]

LA DIVERSITA' CHE HA OLTREPASSATO LA COMPRENSIONE: RICORDANDO MICHAEL JACKSON(1958-2009)
di Susan Fast




La particolarità di Michael Jackson come artista è il motivo per cui la gente lo ha seguito sin dai tempi in cui era ancora un ragazzino, quello che alla fine gli ha fatto fare il più grosso record di vendite di tutti i tempi (Thriller), e che ce lo ha fatto definire genio. Fino alla sua morte nel giugno 2009, per tutti tranne i suoi fans ( non un trascurabile quantitativo di persone), questa diversità é stata dimenticata, data per scontata, o adombrata dalle sue altre, differenze meno evidenti.

Questo articolo vuole esporre il contributo che Jackson ha dato alla musica popolare attraverso l’eccezionale mole di lavoro che ha realizzato e esamina alcuni dei più controversi aspetti della sua biografia, che é sempre stata vista dai media in una luce negativa. L’autore suggerisce che l’inconciliabilità delle differenze di Jackson (di genere, razziali, generazionali), sia musicali che biografiche, lo rendono inconoscibile, suscitando profonda ansietà in molti. Questo spiega la particolare velenosità dei media nel coprire la sua vita. L’autore suggerisce diversi aneddoti contraddittori che condensano ampiamente le idee a proposito della differenza che ha fatto Jackson.


Successivamente alla prematura e tragica morte di Michael Jackson il 25 /6/2009, ho cominciato ad ascoltare e guardare di nuovo. Come i milioni di altri che hanno cominciato a comprare i suoi dischi in grandi quantità, mettendolo in cima alle classifiche per la prima volta da anni, volevo ancora una volta essere ipnotizzata, incantata, e commossa fino alle lacrime dalla sua geniale singolarità di cantante ,autore di canzoni, ballerino, e coreografo,e lo ero.

La differenza che ha fatto come performer é il motivo per cui tanta gente da tutto il mondo lo ha seguito sin da quando era ancora un ragazzino, ciò che gli ha fatto realizzare il più grosso record di vendite dei dischi di tutti i tempi (Thriller), ciò che lo ha fatto definire genio; “ Nel mondo della musica pop” ha scritto Jon Pareles del New York Times nel 1984, “ ..c’é Michael Jackson e poi ci sono tutti gli altri.”
Il suono che sapeva modulare con la sua voce e i movimenti che sapeva creare col suo corpo non appartengono a nessun altro, ma questa aspetto della sua unicità, sebbene difficilmente comprensibile, era condivisibile. Era magica .
Per mesi dopo la sua morte, le uniche registrazioni, DVD, VHS, che ho guardato e ascoltato, erano i suoi. Ho ascoltato la sua splendida voce modularsi in una canzone venuta fuori dalle insondabili profondità del suo essere, cantare a viva voce il blues quando era un bambino con i Jackson 5 (“Whos Loving You”), fremere per la perdita dell’amore romantico (“She’s Out Of my Life”), portarci in chiesa (“Man In The Mirror”), o digrignare un funk distorto ( la sensuale “ She Drives Me Wild”). Ho sentito questa voce attirare l’attenzione sul riscaldamento globale ( la bellissima “Earth Song”, che qualcuno trova eccessivamente sdolcinata, amo questa parte di lui), e sulle relazioni razziali (“ Black Or White”, “They don’t Care About Us”). Ho ascoltato le sue registrazioni su disco, che sono tra le più belle nella musica pop (“Human Nature”, “Speechless”), molte delle quali sono state realizzate con l’aiuto del produttore Quincy Jones, ma alcune di queste con successivi collaboratori come Teddy Riley. Nessuno era più coinvolto emotivamente nell’esecuzione di una canzone di Jackson ( arriva a un punto emozionale di rottura in “Jam”, e un’esplosione di rabbia in “2 Bad”). Inoltre cantava con una tecnica perfetta, la sua voce aveva un tono perfetto,pervasa di vibrato,chiara, impossibilmente alta, ma la gamma delle qualità che poteva carpire da questo strumento erano tutte ugualmente notevoli: l’uso della distorsione sempre più profondo, l’esplorazione di una gamma di toni più bassa(“Get On The Floor”), e ovviamente, del suo incredibile controllo del ritmo ,hanno dimostrato non solo nelle melodie di staccato (modo di esecuzione in cui le note si separano nettamente l’una dall’altra, lasciando tra esse una brevissima pausa) e nella loro punteggiatura, ma anche nei suoi groove, che lui ha spesso creato o a cui ha contribuito attraverso il beat boxing.

La varietà delle qualità vocali che lui sapeva mettere insieme era incalcolabile: sapeva suonare più sporco di James Brown in un pezzo, e liscio come la seta, come Smokey Robinson o Barbara Streisand in un altro.
Ho guardato ancora ed ancora, tutti i suoi favolosi cortometraggi (non amava chiamarli video) opere che per tutti gli intenti e i propositi definirono il nuovo mezzo espressivo dei video musicali nel 1980 e che sono ancora di incomparabile qualità:Thriller, Beat It, Billie Jean, la lunga versione di Bad, diretta da Martin Scorsese ( Michael ha sempre collaborato con persone al top nel loro lavoro), Smooth Criminal, Black Or White, con la straordinaria e controversa sequenza dell’ assolo di danza alla fine..e la lista prosegue.
I suoi sono stati i primi video di un artista nero ad essere messo in rotazione su MTV (c’é una controversia riguardo a come sia successo, tuttavia é successo). Questa era una parte importante della sua eredità di artista afroamericano che spinse attraverso le barriere razziali, infatti é stato il primo su scala mondiale a farlo. Ho riguardato la prestazione che fece per lo speciale televisivo Motown 25 del 1983, dove ha mostrato al mondo il Moonwalk , un momento di particolare valore nella storia della musica pop.
Il suo modo di ballare fecero di Jackie Wilson, Fred Astaire, and Electric Boogaloos improbabili contendenti (imparagonabili), per non parlare del debito che aveva con James Brown, il cui stile singolare, era spesso pienamente ostentato durante gli spettacoli dal vivo di Jackson.

Il coreografo Michael Peters, con cui Jackson lavorò,ha sottolineato come Jackson abbia imparato ed eseguito senza sforzo i passi di danza e le coreografie - molto di più di tanti ballerini con un lungo allenamento professionale,che lui non ne aveva fatto.
Questo é specialmente evidente nel ballo d'insieme stilizzato, che Jackson ha praticamente inventato per la pop music, dove anche vicino al più esperto ballerino professionista, lui riesce a sembrare molto più elegante e a suo agio mentre esegue le stesse mosse. Ho guardato l’esibizione del Super Bowl del 1993, la prima volta che un grande artista del suo calibro si é esibito in questo evento da solo, stabilendo una tendenza che continua oggi. Sono stata catturata dalla meraviglia Michael Jackson, Live from Bucarest: The Dangerous Tour, originariamente trasmesso dal vivo dalla HBO nel 1992 (ha fatto guadagnare all’HBO il suo audience più alto fino a quel momento). Il concerto comincia con Jackson che emerge da sotto il palco tramite un elevatore che lo fa saltare fuori come un toast, dopo di che rimane immobile per tre lunghi minuti. E’ una straordinaria visione nella sua caratteristica giacca in stile militare d’oro , lunghi riccioli neri,gli occhiali da aviatore,e cascate di fuochi d’artificio d’oro alle sue spalle.Quando finalmente si toglie gli occhiali, la rivelazione della sua faccia scolpita e truccata intensifica il mistero. E’ sicuramente uno dei modi più accattivanti e potenti di aprire un concerto nella storia del genere. Questo sfarzoso spettacolo potrebbe sembrare scadente se non fosse seguito da due ore e mezza di spettacolare canto e ballo che servono a giustificare l’auto deificazione dell’inizio. Re del pop, infatti.

Ho ascoltato. Ho osservato. E’ così che ho voluto ricordare l’unicità di Michael Jackson, come un virtuoso musicista e ballerino .Come Madonna ha asserito nel suo commovente tributo a Michael all’MTV Video Music Award nel settembre 2009, lui era “ una magnifica creatura che un tempo infiammava il mondo”. Ma non é possibile ricordare la particolarità di Michael Jackson come artista senza ricordare anche tutto il dolore e le controversie che lo hanno circondato e quanto tutto questo deve essere inteso come risultato della sua diversità, diversità molto meno facile, se non impossibile, da capire,talmente sconvolgente per l’ordine egemonico che ha dovuto essere veicolato attraverso la ridicolizzazione, l’interpretazione errata, il sensazionalismo, e alla fine l’accusa criminale. La soggettività di Michael Jackson fuori dal palcoscenico era inquietante. Era imperscrutabile. Era impossibile da decifrare. Mentre alcune di queste sue differenze erano evidenziate attraverso ciò che era visto dalla stampa come ‘comportamento eccentrico’ (la presenza del suo scimpanzé Bubbles, le mascherine nere da chirurgo, il pettegolezzo che volesse comprare le ossa di Elephant Man, qualcuno sicuramente calcolato per attrarre l’attenzione) furono le sue differenze più essenziali e nascoste le più problematiche - di razza, di genere, abilità/inabilità fisica, bambino/adolescente/adulto, adulto che ha amato i bambini, padre/madre.

La sua diversità è stata impenetrabile, incontenibile, e ha creato un'ansia enorme. Si prega di essere nero Michael, o bianco, o gay o etero, padre o madre, padre al figlio, non un bambino lui stesso, così almeno sappiamo come indirizzare le nostre liberali (in)tolleranze. E cercare di non confondere tutti i codici contemporaneamente.
Jackson fissava i confini della soggettività, non con l’ironica distanza dei suoi contemporanei, Madonna e Prince, ma con il cuore in mano, e alla fine ha perso.
Nelle rare occasioni in cui lui ha provato a spiegarsi sembrava solo peggiorare le cose.
Molti rimanevano scettici; c’erano troppe normative sociali in evoluzione, e nessuna era alla fine resa chiaramente (ancora, diversamente da Madonna e Prince, che erano alla fine entrambi ‘addomesticati’ ...in ‘normali’ definizioni ).
Probabilmente l’unico elemento controverso della biografia di Jackson largamente accettato e percepito, era che lui venne picchiato e deriso dal padre, letteralmente costretto a forza a esibirsi fin dall’età di 5 anni, quando cominciò a cantare con i suoi fratelli nei Jackson 5. Infatti fu proprio questo elemento ad essere stato usato per contestualizzare e giustificare alcune delle sue ultime “stranezze”, tra cui l’uso smodato di chirurgia plastica per alterare la sua fisionomia (secondo alcuni per sembrare il meno possibile simile al padre) e il desiderio di vivere quell’infanzia che non ha mai avuto perché passata a lavorare e in condizioni terribili. Non solo fu maltrattato fisicamente ma, secondo il suo biografo Randy Taraborrelli, è rimasto traumatizzato quando era solo un bambino per aver diviso la camera d’albergo con i suoi fratelli maggiori che facevano sesso mentre lui provava a dormire.

Joe Jackson trovò un ingaggio per il gruppo nel night club di Gary, Indiana, la loro città, prima che firmassero per la Motown, quando Michael aveva 9 anni, che gli permise di guadagnare stabilmente dalle performance dei suoi figli. In quel posto, e in altri in cui il gruppo si esibì, Michael fu testimone involontario di svariati atteggiamenti sessuali adulti e altri comportamenti del genere. Nella sua biografia, racconta di aver visto uno spogliarellista travestito in uno di questi night club, di cui dice: “Come ho detto, da bambino ho ricevuto una educazione rigida. Più della media. Forse questo mi ha consentito di concentrarmi su altri aspetti della mia vita da adulto.”
Qualsiasi cosa intendesse con questo, non ha avuto molta importanza per i media. Il fatto che volesse passare il suo tempo con i bambini e che allo stesso tempo sembrasse disinteressato o imbranato con le donne, cominciò a creare delle storie sula sua identità sessuale e di genere: che fosse gay o “asessuato”. Tutto ciò fu avvalorato dalla chirurgia plastica che lo rendeva sempre più androgino.
Si sposò due volte, ma si trattò di brevi relazioni che i media giudicarono ridicole. Ebbe tre figli che crebbe da solo, facendo sembrare mogli e madri superflue.
Quando la sua pelle divenne più chiara, si disse che preferiva essere “bianco” e non afro americano; la chirurgia quasi cancellò i suoi tratti tipici da nero.
Provò a spiegare (vagamente) a Oprah Winfrey nel 1993, che soffriva di vitiligine ma questo fu accolto con scetticismo; era una malattia della pelle rara, poco conosciuta a quel tempo. Poco dopo quell’intervista con Oprah, la bomba esplose: fu accusato di molestie sessuali su bambini.

La sua abitudine di accogliere a Neverland, la sua casa che comprendeva un parco divertimenti, due zoo, quantità illimitate di caramelle, migliaia di di bambini per lo più disagiati e dar loro libero accesso alla proprietà, inclusa la sua camera da letto, fu la goccia che fece traboccare il vaso.
Venne accusato due volte, la prima volta presumibilmente pagò oltre venti milioni di dollari ai suoi accusatori come risoluzione extra giudiziale (lui disse di aver ceduto non perché fosse colpevole ma perché voleva lasciarsi l’episodio alle spalle) e la seconda volta sfociata in un processo penale.
Il processo, tenutosi nel 2005, fu un circo mediatico che, secondo alcuni amici, lo ha annichilito, sebbene sia stato assolto da tutte le accuse.
Tristemente, è solo dopo la sua morte che è immaginabile una teoria antitetica riguardo la sua unicità. Una morte improvvisa e tragica fa riflettere; almeno all’inizio ci ammorbidisce, rendendo possibile rivalutare la vita di qualcuno in maniera più comprensiva, permettendo un riesame più dettagliato e approfondito per cancellare un pregiudizio negativo.

Se qualcuno mai ha avuto bisogno di essere visto un po' più morbidamente questi è Michael Jackson. Mentre noi non vogliamo cancellare qualunque dolore che quest'uomo potrebbe aver sofferto, o qualsiasi discutibile giudizio egli avrebbe potuto esercitare, o semplificare una vita profondamente complessa, dobbiamo fare spazio ad altre storie su di lui, in particolare nella scrittura accademica dove è stato relativamente trascurato.

A cosa potrebbero assomigliare queste contro-narrazioni? Alcuni di coloro che sono stati vicini a Jackson si sono aperti dopo la sua morte e almeno alcuni media sembrano più disposti ad ascoltare. I risultati dell'autopsia, il suo dermatologo, Arnold Klein, e il suo amico di lunga data Deepak Chopra, tutti hanno confermato che, davvero, aveva la vitiligine e che, secondo il dermatologo, la depigmentazione della sua pelle era così profonda che era diventato troppo difficile usare un make-up più scuro per coprirla completamente (questo era stato detto prima, da egli stesso, tra gli altri, ma non è stato mai veramente ascoltato). Gli studiosi che hanno scritto del cambiamento del colore della pelle di Jackson, lo hanno fatto in un modo da suggerire che egli ne aveva il controllo, anche se fanno menzione della possibilità di vitiligine, ma mettiamo che non lo avesse. Alcuni hanno già suggerito che la sua pelle bianca forzi la domanda su che cosa significhi essere Afro-Americano, cosa che sicuramente fa. Nonostante il suo colore della pelle, Jackson dichiarò di essere orgoglioso della sua origine nera e il suo amico Gotham Chopra ha recentemente detto che si é sempre identificato come afro-americano; cosa potrebbe aver voluto dire con questo? Come potrebbe cambiare il discorso sul cambiamento di Jackson riguardo il colore della pelle, se la sua vitiligine fosse considerata come un dato di fatto? Potrebbe essere stata una perdita dolorosa per lui e in caso affermativo, potrebbe aver influenzato la direzione che ha preso con i suoi interventi di chirurgia plastica, o il modo in cui alla fine ha giocato con il suo colore della pelle, a volte rendendolo bianco come quello di un clown, a volte più bronzeo (come David Yuan ha fatto notare)? Potrebbe la sua malattia essere considerata come un handicap?

Mentre il mondo ha perlopiù visto le trasformazioni del volto di Jackson come patologiche, una combinazione di profondo odio per il suo aspetto con il desiderio di rimanere per sempre incredibilmente giovane, è interessante notare che, dopo la sua morte, il suo dermatologo ha commentato che Jackson pensava al suo volto come ad un'opera d'arte. Forse questo era un debole tentativo di gettare una luce più positiva sulla questione, ma forse dovremmo contemplare ulteriormente questa idea: se la chirurgia plastica di Jackson fosse ricontestualizzata come forma di performance art, come quella di Orlan (il cui "The Reincarnation of Saint-Orlan” del 1990 riguardava una serie di interventi di chirurgia plastica) staremmo a celebrarlo come "avant-garde" invece che come "turbato"? Alcuni studiosi - Kobena Mercer, Michael Awkward, David Yuan - hanno offerto letture delle trasformazioni del volto di Jackson che si muovono nella direzione di questo tipo di analisi, non proprio chiamandole "arte", piuttosto suggeriscono che il suo volto è diventato una maschera in continua evoluzione, una superficie su cui ha scritto la sua celebrità che è andata ben al di là di quello che sarebbe stato necessario per comprenderlo come bianco. Gli studiosi hanno appena scalfito la superficie di questi problemi e hanno smesso di scrivere su di essi a lungo prima della morte di Jackson; gli ultimi dieci anni o giù di lì della sua vita non sono stati assolutamente considerati.

Il suo matrimonio con Lisa Marie Presley, nel 1994 è stato ampiamente pensato per essere una trovata pubblicitaria, un mezzo attraverso il quale ripulire la sua immagine (lett. “riparare l'ammaccatura che la sua immagine prese”) dopo essere stato accusato di molestie sessuali su minori nel 1993 e neutralizzare le voci che egli fosse gay. Ma quando Jackson è morto, la Presley ha ribadito ancora una volta quanto lei lo avesse amato e quanto fosse stata difficile la decisione di lasciarlo (lo ha lasciato perché sentiva che stava perdendo la sua identità e non le piaceva la gente di cui lui stesso si circondava). L' incredulità che Jackson potesse essere oggetto di desiderio sessuale, soprattutto eterosessuale, sarebbe altrettanto incredibile per milioni dei suoi fan che regolarmente parlano enfaticamente su internet di che ragazzo sexy fosse, anche nei suoi ultimi anni. Ci si chiede perché le opinioni di questi fans non siano state studiate più seriamente, o affatto prese in considerazione nella copertura mediatica di Jackson (salvo riconoscere l'isteria generale che sempre lo circondava), tranne che ciò probabilmente minaccia troppo la mascolinità convenzionale; quanta parte della stampa virulenta su Jackson è venuta da coloro (uomini?) che avevano paura della sua inconoscibilità come essere sessuato e sessuale?
In un articolo sul film Farinelli, riguardo il cantante italiano castrato del 18° secolo di cui si dice che spingesse le donne ad eccitarsi con il suo canto brillante e il suo virtuosistico fare l'amore, il musicologo Ellen Harris richiama brevemente un confronto con Michael Jackson; questo confronto suggerisce una potenzialmente "pericolosa", "esotica” sessualità, un pericolo forse anche più minaccioso che se fosse stato apertamente gay. Che Jackson abbia mostrato un corpo profondamente erotico in scena è indiscutibile, sebbene molti critici semplicemente non lo riconoscano, o lo respingano perché pensano che la cornice eterosessuale che ha messo intorno a questo corpo sia una bugia.
Questo corpo erotico è stato anche un problema dal punto di vista di coloro che non sono mai stati perfettamente in grado di accettare Jackson come un essere adulto sessuato. Se avesse solo mantenuto la stessa dolcezza da adulto che mostrò da bambino (nel modo in cui, ad esempio, Donny Osmond è riuscito a fare), tutto sarebbe andato bene. Ma un corpo che si muoveva come il suo sul palcoscenico e nei video come “Black or White” e “In the Closet”, e l'espressione di sentimenti maturi sulla razza e su altri soggetti che sono stati a volte di rabbia, era sconvolgente.
La sua intera produzione “adulta” (“Dangerous”, “History Continues”, “Blood on the Dance Floor”, “Invincible”) è a volte accantonata, credo, proprio per questa ragione (sono sicuramente tra i dischi più sottovalutati della musica pop). La risposta puritana al suo afferrarsi il cavallo ha precluso qualsiasi analisi seria e sofisticata di questo gesto; e questa è solo la punta di un iceberg erotico nelle sue performance (uno dei pochi studiosi che ha affrontato il tema della sua sessualità è Cynthia Fuchs, ma il suo saggio fu pubblicato quattordici anni fa -mannaggia i pescetti, immagino che nun se po' trovà sto saggio, arrrrrg! Mia nota personale ndr-). Per quanto riguarda la sua biografia è interessante che il fatto che Jackson aveva poche storie d'amore pubbliche non esclude che abbia avuto quelle private, ma, forse più interessante, il fatto che è stato raramente visto con un amante in pubblico è di per sé abbastanza straordinario. Come un critico ha dichiarato, un uomo il cui obiettivo non sia il sesso è tanto rivoluzionario quanto una donna, come Madonna, il cui obiettivo lo è . Potrebbe essere che le sue esperienze della prima infanzia davvero hanno fatto venire voglia di concentrare le sue energie da adulto altrove? E in un mondo in cui vi è un implacabile sguardo sul sesso, potremmo vedere la sua mancanza di impegno con esso agli occhi del pubblico come illuminato invece di tragico, il suo amore per "le cose elementari", come egli dice nella canzone ristoratrice “Childhood”?

Abbiamo anche appreso, a seguito della sua morte, che era un devoto e amorevole padre/madre per i suoi tre figli. Un video trasmesso dalla rete televisiva americana ha mostrato il Re del Pop di solito sfarzoso fare qualcosa di così banale come asciugare il naso di suo figlio (completamente truccato, si badi bene), rastrellare un puzzle mentre canta con i suoi due figli più grandi, insegnare loro a ballare "The Wiggle," e dire a suo figlio nel giorno del suo compleanno che avrebbe potuto essere qualsiasi cosa avesse voluto essere nella sua vita.
Amici e colleghi hanno dato testimonianza su quanto fosse bravo come genitore, e come ben educati e amabili fossero i suoi figli. C’è il rumor che lui non sia il padre biologico di questi bambini, perché alcuni ritengono che non gli somiglino abbastanza (in altre parole, per quanto posso dire, che non sono abbastanza neri), ma forse questo è solo un modo per evirare ulteriormente una persona la cui mascolinità è sempre stata vista come una problematica. Anche se alcuni uomini sono più coinvolti nella cura dei bambini in Occidente di quanto non lo fossero in precedenza, è ancora insolito per un uomo essere l'unico genitore di bambini, soprattutto per scelta - donne single hanno neonati, sì, uomini single, non tanto.
Dopo il suo divorzio dalla Presley, quando i suoi sogni di avere figli sembravano in frantumi, egli sostiene di essere stato così devastato che avrebbe passeggiato per casa cullando bambole. Quale uomo vuole l'esperienza della paternità così tanto? Questo è, infatti, il comportamento di una madre, se fosse stato una donna che voleva i bambini così tanto, ci sarebbe stata diffusa simpatia per questo desiderio e lode per i suoi sforzi da genitore single.

E mettiamo semplicmente che amava essere intorno ai bambini, amava aiutare coloro che erano malati o poveri (la portata del suo lavoro di beneficenza con i bambini è senza paragoni con qualsiasi altra celebrità), e agire come un bambino bambino lui stesso, senza ferire nessuno nel processo.
Le due volte in cui Jackson è stato accusato di aver molestato un bambino, la prova del misfatto era inconsistente (e in alcuni casi addirittura ridicola), mentre la prova che si trattasse di estorsione era convincente. La Giornalista Aphrodite Jones, che ha iniziato a fare la cronaca del processo del 2005 convinta della colpevolezza di Jackson e pronta ad attaccarlo, ha finito, insieme a molti altri giornalisti presenti al processo, col convincersi della sua innocenza, invece.
La Jones esamina gli eventi del processo nel suo libro “Michael Jackson, Conspiracy”.
I soldi da fare nel riportare dettagli salaci che dipingevano Jackson come (più di) un mostro, per non parlare di quello che un verdetto di colpevolezza avrebbe portato, hanno tenuno la stampa lontana dal dare qualsiasi tipo di visione equilibrata del processo.
E' anche incerto se la razza può aver giocato un ruolo nel rinvio a giudizio di Jackson, ma non era certamente sbagliato quando ha detto in un'intervista con Jessie Jackson che l'accusa degli innocenti è "un modello tra i luminari neri [degli Stati Uniti] ". La Jones, alla quale è stato concesso l'accesso agli atti giudiziari dopo il processo al fine di scrivere il suo libro, riporta non solo la testimonianza enormemente incoerente dell’accusatore e della sua famiglia, la maggior parte contraddetta da altri testimoni, ma anche quella di altri ragazzi che frequentavano la casa di Jackson, che descrivono il paradiso di un bambino: giocare con bellissimi giocattoli e il tuo eroe Michael Jackson, fino a quando ci si lascia cadere da qualche parte e ci si riposa dormendo dopo il divertimento.

Infine, vorrei tornare sul lavoro. Quando Jackson è morto, era nelle fasi finali di preparazione di un nuovo spettacolo live, un ritorno dopo dodici anni di lontananza dal palco.
Aveva venduto 50 spettacoli da tutto esaurito all’Arena O2 di Londra, a testimonianza di quanta gente ancora si interessasse a lui come performer (i giornali riportano che due milioni di persone hanno cercato di acquistare biglietti in pre-vendita in meno di un giorno). Le prove di questi spettacoli sono state filmate e quattro mesi dopo la sua morte il documentario “Michael Jackson This is It”, costituito da questi filmati, è uscito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. Il film è stato acclamato dalla critica e ampiamente visto, incassando più di 200 milioni di dollari nelle prime due settimane di proiezione. Raffigura un Jackson vibrante, mentre prova alcune delle sue canzoni più famose, la voce splendida in ottima forma, che esegue a 50 anni le coreografie con la stessa facilità e la grazia come se avesse venti o anche trenta anni di meno (come assolutamente tutto il resto nella vita di Jackson, questo film non è senza polemiche, c’è qualche sensazione che la rappresentazione di lui come sano sia stata manipolata, ma è difficile discutere con la sua performance nel film, o di come sembri felice di nuovo al lavoro). Cosa c'è di più, si vede Jackson, che raramente ha parlato con il suo pubblico, o nelle interviste, dare indicazioni ai suoi musicisti, interagendo con loro e con i suoi ballerini in modo gentile, rispettoso, e, a volte affettuosamente divertente, simile al modo in cui i suoi molti collaboratori nel corso degli anni dicono si rapportasse con loro. Il film, e il ritorno alle sue registrazioni audio e video da così tanto, lavora per bilanciare il sensazionalismo dei media, riportando l'attenzione sulla sua genialità come musicista e performer.
Vedere il film e immergermi nel lavoro della sua vita mi costringe a chiedermi il motivo per cui ben poco di qualità è stato scritto su di lui, addirittura non c'è nemmeno una decente biografia critica, per non parlare di molte analisi molto penetranti del suo lavoro (nessuna a che fare con il sound). In questo tributo di MTV Madonna ha anche detto, con la sua caratteristica franchezza, che mentre si realizzava la "caccia alle streghe" nei confronti di Jackson da parte dei media e di altri "noi lo abbiamo abbandonato." Come studioso di musica popolare, mi sento parte di quel "noi". La morte di Michael Jackson offre l'opportunità di riflettere sul perché permettiamo ad alcuni artisti molto importanti di diventare invisibili mentre diamo così tanta attenzione ad altri, perché noi non mettiamo in discussione più ferocemente, e con compassione, le rappresentazioni dei media di artisti di musica popolare che sono odiati per la loro differenza. Dobbiamo mettere le nostre notevoli capacità di lavorare nell’analisi sia della vita di Jackson e della sua importante opera e nel processo considerare quanto della nostra apatia nei suoi confronti sia derivata dal nostro disagio con la sua diversità.


z3.ifrm.com/432/80/0/p314858/Exceed_Understanding.pdf


[Edited by 4everMJJ 7/10/2013 10:18 PM]
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4/29/2013 8:04 AM
 
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Convalidata! [SM=g27811] Grazie mille, non l'avevo ancora letto per pigrizia ora non ho scuse [SM=g27828] [SM=g2927039]
4/29/2013 1:40 PM
 
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Una morte improvvisa e tragica fa riflettere; almeno all’inizio ci ammorbidisce, rendendo possibile rivalutare la vita di qualcuno in maniera più comprensiva, permettendo un riesame più dettagliato e approfondito per cancellare un pregiudizio negativo.

E' quello che bene o male capita a tutti ed in parte pure a lui ma appunto solo in parte. Per quanto mi riguarda non l'ho mai giudicato perchè cmq mi era chiaro che le conseguenze le pagava lui in prima persona

Grazie per la traduzione
[Edited by badgirl. 4/29/2013 1:40 PM]
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4/29/2013 3:23 PM
 
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importante precisazione: l'aiuto di Foxy è stato cospicuo e fondamentale; le ho parlato che volevo fare questa cosa e lei si è offerta gentilmente di aiutarmi e ha fatto metà del lavoro. Questa parte è stata curata da lei, io ho fatto solo qualche ritocco e mi sono occupata della seconda. [SM=g27824]

Cri don't worry [SM=g27822]
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4/29/2013 7:23 PM
 
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Grazie della traduzione, Susan Fast, in questo scritto, trovo sia più incisiva nella prima parte, dove l’unicità della persona Michael è messa in evidenza con espressioni personali molto efficaci, la presenza in scena, la voce, lo stile, la creatività unite ad una particolare eleganza e indubbia capacità, ed altre cose giuste. La seconda parte, quando l’autrice inizia a parlare delle controversie, del padre, la vitiligine ecc., invece, mi pare meno efficace, meno sentita, più frammentaria e meno nitida della prima, tranne la conclusione, che mi fa venire in mente una frase letta, detta da non so chi, dove MJ, ormai scomparso, era stato paragonato ad una montagna – pressappoco diceva: “Michael era come una montagna, sapevi che era lì, esposto a tutte le intemperie, e ti pareva che non dovesse mai scomparire, perché ti pareva eterno e ti dava sicurezza, il fatto che non ci sia più, è un evento che sconvolge”
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4/29/2013 7:25 PM
 
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Grazie per questo articolo bellissimo che ho letto tutto d'un fiato e nel quale ho ritrovato tutto lo stupore, la meraviglia e l'ammirazione provata nella mia( purtroppo )tardiva scoperta di Michael. Spero di leggere presto il seguito, nel frattempo ancora grazie.
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4/29/2013 7:34 PM
 
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Ohhh, grazie mille ragazze [SM=g2927039] (ma state attente che vi reclutano e dopo siete fritte [SM=x47979] !!): anch'io mi ero stampata l'originale tempo fa ma col cavolo che l'avevo letto.
Ora nemmeno per me reggono più le scuse, ma aspetterò di avere l'opera completa per accingermi alla lettura!

Edit: non ho resistito [SM=g27827] , la prima parte me la son letta, e ora attendo pazientemente il resto. anche se dice cose che in qua e in là si son già lette, mi sembra un lavoro fatto molto bene e, in ogni caso, analisi come queste son sempre utili per capire meglio il fenomeno che è stato Michael. Peccato che, al solito, se le leggono solo i fan o poco più....
[Edited by (Miss Piggy) 4/30/2013 11:37 AM]
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4/29/2013 10:28 PM
 
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Leggerò tutto con più calma, nel frattempo vi ringrazio [SM=x47981] [SM=g2927039]
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4/30/2013 3:30 AM
 
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Re:
Neverland1973, 29/04/2013 22:28:

Leggerò tutto con più calma, nel frattempo vi ringrazio [SM=x47981] [SM=g2927039]




Idem [SM=g27823]

Comunque, per quel poco che sono riuscita a leggere (ed in maniera piuttosto sommaria [SM=x47984] ) ho trovato l' articolo molto, molto bello! [SM=g27811]
Grazie per averlo postato! [SM=x47981]

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5/2/2013 3:37 PM
 
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“Nel mondo della musica pop” ha scritto Jon Pareles del New York Times nel 1984, “ ..c’é Michael Jackson e poi ci sono tutti gli altri.”



Ma non é possibile ricordare la particolarità di Michael Jackson come artista senza ricordare anche tutto il dolore e le controversie che lo hanno circondato e quanto tutto questo deve essere inteso come risultato della sua diversità, diversità molto meno facile, se non impossibile, da capire,talmente sconvolgente per l’ordine egemonico che ha dovuto essere veicolato attraverso la ridicolizzazione, l’interpretazione errata, il sensazionalismo, e alla fine l’accusa criminale.

Molto interessante questa analisi sociologica sulla diversità quale fattore determinante la mancata comprensione o percezione, da parte di alcuni sia chiaro, della grandezza dell'artista. Il diverso fa paura, incute timore e sospetto, lungi dall'essere compreso viene semplicemente deriso e/o sottovalutato.

Grazie per aver postato quest'articolo di cui attendo con ansia la seconda parte.
[Edited by Antonella-60 5/2/2013 3:37 PM]
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