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Cirque Du Soleil - Michael Jackson ONE: lo show permanente a Las Vegas da giugno 2013 (anteprima a maggio)

Last Update: 5/2/2015 2:33 PM
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7/25/2013 7:57 AM
 
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Email dall'Estate di MJ:



Ormai speriamo che abbiate notato che il Cirque du Soleil ha annunciato che i biglietti per il Michael Jackson ONE sono disponibili per il 29 agosto, il compleanno di Michael. L'ONE normalmente non si esibisce il giovedì, ma per onorare e celebrare Michael ci saranno due performance per il suo compleanno (alle 19.00 e alle 21.30). Per tutti i dettagli disponibili per il giorno speciale al Mandalay Bay di Las Vegas controllate l'evento su Facebook e non dimenticate di rispondere all'invito!!



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7/31/2013 12:47 PM
 
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Io sono stata a vederlo il 16 luglio,bellissimo davvero.
Per chi avesse in preventivo di fare il viaggio da quelle parti non fatevelo scappare,forti emozioni assicurate.
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9/4/2013 9:50 PM
 
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Articolo di Joe Vogel segnalatomi da Cristiana.

Quattro anni dopo la morte, gli spettacoli del “Michael Jackson One” mostrano perché l'eredità dell'artista è prospera.



Michael Jackson avrebbe compiuto 55 anni la settimana scorsa. Dovunque sia, deve essere contento di vedere una dichiarazione che fece a Ebony nella sua ultima intervista, realizzarsi: "Tu vuoi che quello che crei viva", ha detto. "Sia la scultura, la pittura, la musica, la composizione. Ecco perché per sfuggire alla morte tento di associare la mia anima al mio lavoro."

Quattro anni dopo la sua morte improvvisa, le parole di Jackson non potrebbero essere più preveggenti. La sua eredità artistica è fiorente. I dettagli salaci di un lungo, continuo processo per illecito di morte, ha appena fatto un graffio sull’opinione pubblica (anzi, coloro che lo hanno seguito da vicino, sembrano trovarlo più simpatico e umano di quanto lo sia mai stato durante gli ultimi decenni della sua vita). Nel frattempo, una nuova generazione di fan di Jackson, si è aggiunta alla considerevole fan base mondiale che è cresciuta con la pop star, lo hanno reso l’artista defunto più influente del 21° secolo.

Non ci credete? Considerate l'evidenza: Jackson resta ancora l’artista più venduto su iTunes; il pop contemporaneo è un omaggio virtuale al Thriller originale (vedi i Daft Punk, Justin Timberlake, Robin Thicke, Bruno Mars e Jay Z, l’ultimo dei quali cita più volte il Re del Pop nel suo ultimo album, “Magna Carta, Holy Grail”), nel 2012, il "Michael Jackson Immortal World Tour" del Cirque du Soleil ha superato il tour mondiale di Lady Gaga, Coldplay e Kanye West, superando recentemente i 270 milioni dollari di dollari in ricavi globali; un documentario acclamato dalla critica, che celebra il 25° anniversario dell’album Bad di Jackson, per la regia di Spike Lee, ha debuttato con una standing ovation al Festival di Cannes, prima della messa in onda sulla ABC in prima serata nella notte del Ringraziamento, nel frattempo, Jackson sta attirando sempre maggiore attenzione da studiosi e docenti universitari, tra cui diverse nuove raccolte di saggi e un corso recente alla Duke University del dottor Mark Anthony Neal intitolato "Michael Jackson and the Black Performance Tradition".

Aggiungi a questa lista lo straordinario nuovo spettacolo del Cirque du Soleil residente al Mandalay Bay di Las Vegas, "Michael Jackson ONE". In una speciale performance nel giorno del compleanno giovedì 29 agosto, i risultati precedentemente elencati, si sono concretizzati. Lungi dall'assalto sensoriale tipicamente superficiale che si trova a Las Vegas, il "Michael Jackson ONE" offre un’esperienza corroborante, socialmente consapevole, piena di sentimento. Alla fine dello show, la folla sold-out, intergenerazionale e diversa, non solo era in piedi battendo le mani, ballava nei corridoi.

"Michael Jackson ONE" segue a stabilire il record del "Michael Jackson Immortal World Tour", del Cirque che è attualmente si trova negli stadi di tutta l'Asia, prima di partire per l'Australia, la Nuova Zelanda e, infine, Sud Africa e Sud America.

Dove il "Michael Jackson Immortal World Tour" ha offerto un turbolento, esilarante, se di tanto in tanto irregolare esplicito tributo al Re del Pop, "Michael Jackson ONE" (scritto e diretto anche da Jamie King, questa volta in collaborazione con Welby Altidor nativo di Montreal) sembra una seconda stesura. Il risultato è un più ricco, più concentrato e suggestivo spettacolo.

Una collaborazione tra il Cirque e l’Estate di Michael Jackson, il "Michael Jackson ONE" beneficia in molti modi, dalla sua posizione permanente al Mandalay Bay interamente ristrutturato, al teatro più moderno (che in precedenza ospitava "Il Re Leone"). Il pubblico è letteralmente avvolto da schermi e suoni, luci e acrobati. L'elaborato set in stile barocco, è stato progettato da François Séguin e trae ispirazione dalla cover dell’album di Jackson “Dangerous”, dal video "Leave Me Alone", e da Neverland Ranch. Queste allusioni evidenziano appropriatamente sia il circo, come elemento della vita di Jackson sotto i riflettori del pubblico, così come lo spirito eccentrico che abbracciò, quello che Michail Bachtin descrisse come il "carnevalesco", una creatività comune che dissolve le gerarchie della razza, del sesso, della classe sociale e della nazione .

Infatti, una parte di ciò che rende lo show così efficace, è la tensione che permette di apparire tra il parassita e il dialogico. La presenza antagonistica dello show è Mephisto senza volto e amorale, una miscela tecno-mediatica composta da televisori, telecamere, microfoni, apparecchiature di sorveglianza e tentacoli inquisitori, che riporta appena le dimensioni modernizzate dell'anima di Faust, che persuade Mefistofele. Mephisto non solo rappresenta l’industria pericolosa che Jackson affrontò come una star dall'età di nove anni, ma l'era dell’informazione e degli apparati di potere e di sfruttamento che minacciano di consumare tutti noi.



Eppure, questo è certo un ripiego semplicistico nel romanticismo luddista. Jackson, dopo tutto, abbracciò totalmente i nuovi media e le tecnologie nel suo lavoro, rivoluzionando l'uso della tecnologia in studio e il mezzo del cortometraggio. Lo spettacolo del Cirque adeguatamente fa la stessa cosa. La prima cosa che si nota camminando nel teatro è la presenza di imponenti pareti audiovisive sul palco e ai lati del teatro, che proiettano le immagini dei video iconici di Jackson durante lo spettacolo.

L'esperienza sonora è altrettanto incredibile. Le tracce multiple di Jackson sono magistralmente arrangiate dal direttore musicale Kevin Antunes, il quale alternativamente, snellisce la rappresentazione per isolare gli elementi di una canzone, fonde le tracce correlate, e aggiunge lievi variazioni, pause istrioniche e l'interazione con gli artisti dal vivo, per dare alla musica freschezza e vitalità. Non è male, naturalmente, quel sound designer Jonathan Deans che ci permette di sentire tutto questo attraverso oltre 5.500 altoparlanti, posizionati strategicamente su tutti i lati del pubblico, tra cui alle spalle delle sedie, per massimizzare l'effetto sonoro. Quando la linea di basso colpisce su "Billie Jean" non solo la ascolti, la senti.

La tecnologia all'avanguardia, tuttavia, raramente travolge il contenuto. In uno dei momenti più commoventi, un Jackson di dieci anni che canta " I’ll Be there" dalle pagine di un libro fotografico senza fronzoli. Sentendo la purezza penetrante della sua voce in tale chiarezza, accompagnata dalla potenza del soul nelle immagini degli anni 1970 del giovane Michael e dei Jackson 5, non solo ricorda il suo talento trascendente, ma la sua importanza culturale, come forse il ragazzo nero più famoso cresciuto davanti agli occhi collettivi dell'America.

In molti modi, viaggiando attraverso il catalogo di Jackson nello spettacolo, è come viaggiare attraverso la storia sociale. In "Bad" ci troviamo in una stazione graffitata della metropolitana degli anni ‘80, con l'immagine che ricorda la devastazione della città nell'era Reagan, così come la nascita dell’hip-hop. Nell’intensa atmosfera politica degli anni ‘90 l’inno della strada, "They Don’t Care About Us”, un montaggio di immagini inquietanti, i raduni del Ku Klux Klan, il pestaggio di Rodney King, le vittime di AIDS, la povertà e la guerra, e la distruzione ambientale, accompagnano il testo aggressivo di Jackson, a nome degli oppressi. Vedendo l'immagine di Martin Luther King Jr., che lancia il suo discorso "I Have a Dream", quando Jackson aveva appena cinque anni, sentiamo il verso: "Se Martin Luther fosse vivo, non permetterebbe tutto questo!", era un momento particolarmente toccante, soprattutto arrivando appena un giorno dopo che il cinquantesimo anniversario della marcia su Washington.

Lo spettacolo contiene un paio di occasioni mancate. Forse il numero più debole è "Wanna Be Startin 'Somethin'". Una delle scene più forti di "Immortal" (che ha catturato tutta la frenetica, tribale, energia transnazionale della canzone), è ridotta in "ONE" ad una parte piuttosto banale nella scena di un giocoliere. Un'altra omissione arriva d’altro canto dalla fantastica "Billie Jean". Dove altre canzoni con immagini iconiche, "Thriller", "Bad", le immagini di Jackson sono previste nel contesto, in "Billie Jean" si utilizza un ampio video di Jackson negli anni '90, piuttosto che nel momento decisivo della sua carriera: la sua performance di "Billie Jean" per la “Motown 25” nel 1983 .

Ma questi sono scrupoli marginali per uno spettacolo che invece riesce incredibilmente e non semplicemente a metterlo in mostra, immergendo il pubblico nel genio, nella profondità e nell'ampiezza dell’arte di Jackson. I tocchi brillanti abbondano, dagli omaggi a Chaplin modulando "Smile" e "Workin' Day and Night" per le acrobazie fenomenali e la coreografia di "Smooth Criminal" e "Thriller".



In uno dei numerosi momenti da pelle d'oca, fiocchi di neve cadono sul pubblico appena Jackson pronuncia i testi struggenti di "Stranger in Moscow ", accompagnati da una divinità lunare africana. Sullo schermo, appare la visione delle immagini di Katherine Jackson, Diana Ross, Elizabeth Taylor, e infine lo stesso Jackson, esclamando dal vuoto, "I'm livin' lonely! I'm livin' lonely, baby!"

Lo spettacolo culmina con Jackson che appare misteriosamente come una realistica illusione/ologramma sul palco, autorizzando i "quattro disadattati" che lo hanno cercato per tutto lo spettacolo in una resa sublime di "Man in the Mirror ". A questo punto, Jackson appare in frammenti di video, canzoni, sussurri, risate, sagome, passi di danza, ma è finalmente "svelato", in modo significativo, in una canzone che incoraggia i personaggi (e, per estensione, il pubblico), a scoprire il loro proprio significato nella vita creativa e nel lavoro di Michael.

Alla fine, quindi, il mezzo non è il messaggio, come Marshall McLuhan avrebbe voluto. L'artista è il messaggio. E’ l’essenza che Jackson rappresenta nello show, la compassione, la sensibilità alla vulnerabilità, la giustizia sociale e l'uguaglianza, quella battaglia contro la macchina mercenaria di Mephisto.

Non è il messaggio banale che uno si aspetta di trovare in uno show a Las Vegas, o nella musica pop contemporanea oltretutto. Ma allora, questo era il piano espresso da Jackson per "sfuggire alla morte" sempre, non era un semplice trucco magico di Siegfried e Roy; era di fare l’arte che contava, che parlava alla gente, che portava in essa la sua "anima" per molto tempo che lui lasciava in eredità.

"Michael Jackson ONE" offre l'ultima prova che nonostante i tentativi in atto per ridurlo ad una caricatura da tabloid, il Re del Pop lotta contro corrente nella vitalità della sua opera.

www.huffingtonpost.com/joe-vogel/michael-jackson-one_b_3853...
[Edited by Niki64.mjj 9/4/2013 9:51 PM]

"Hanno mangiato la mia anima ma non importa, io ho milioni di anime, quelle dei miei fans" (1995 Michael Jackson)
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9/4/2013 10:09 PM
 
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Bellissimo articolo, grazie Niki e Cristiana.... [SM=x3072554]


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make it a better place
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9/5/2013 7:48 AM
 
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Mannaggia a te Vogeluccio, l'articolo fa venire la voglia di correre a Las Vegas! [SM=g2927044] [SM=g2927013]

Però untummelodovevi fare: la standing ovation Spike Lee se l'è presa a Venezia (c'ero anch'io!! [SM=g27836] ), non a Cannes! [SM=x47982] [SM=g27828]

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9/5/2013 10:45 AM
 
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Re:
4everMJJ, 05/09/2013 07:48:

Mannaggia a te Vogeluccio, l'articolo fa venire la voglia di correre a Las Vegas! [SM=g2927044] [SM=g2927013]

Però untummelodovevi fare: la standing ovation Spike Lee se l'è presa a Venezia (c'ero anch'io!! [SM=g27836] ), non a Cannes! [SM=x47982] [SM=g27828]





via allora andiamo..!!! ci si domani a Peretola? [SM=g2927030]

un abbraccio e a presto super T! che sta per (traduttora!!! [SM=g2927026] )

p.s: la faccina è autoreferenziale!!!
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9/5/2013 8:49 PM
 
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Re: Re:
wiwis, 05/09/2013 10:45:




via allora andiamo..!!! ci si domani a Peretola? [SM=g2927030]

un abbraccio e a presto super T! che sta per (traduttora!!! [SM=g2927026] )

p.s: la faccina è autoreferenziale!!!




Ma si abbina bene anche a me [SM=x47979]
Deh, da Peretola al massimo arrivi a Londra [SM=x47986] [SM=g27828]
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9/5/2013 10:43 PM
 
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Mephisto non solo rappresenta l’industria pericolosa che Jackson affrontò come una star dall'età di nove anni, ma l'era dell’informazione e degli apparati di potere e di sfruttamento che minacciano di consumare tutti noi.

Magari non originalissimo, ma mi sembra reso in maniera visivamente molto efficace [SM=g27822] !

Grazie donzellette [SM=g27827] !!
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9/5/2013 11:09 PM
 
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Molto interessante, grazie [SM=g27811]

A Venezia, bisognerebbe farglielo notare!!! [SM=g2927018]

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Molto bello l'articolo.
Grazie ragazze. [SM=g27838]
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