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[top news] "Featuring Michael Jackson", il nuovo libro di Joe Vogel che raccoglie i suoi articoli su MJ più un pezzo inedito

Ultimo Aggiornamento: 30/01/2013 18.38
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il libro di cui parlo io è questo c'è anche su feltrinelli.it ...
sembra sia uscito il 20/06.... almenco così dicono



Man in the music. La vita creativa di Michael Jackson

di Joseph Vogel


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Listino€ 22,00EditoreArcanaCollanaMusiqaData uscita20/06/2012
Pagine288LinguaItalianoEAN9788862312394






Sinossi

Il grande talento di Michael Jackson è stato spesso messo in ombra dalle frenesie dei tabloid che hanno pedinato e accerchiato la sua straordinaria esistenza. Joseph Vogel concentra tutte le attenzioni sui dischi, le canzoni e i video che hanno reso il Re del Pop una figura dall’ineguagliabile impatto culturale. Da OFF THE WALL a THRILLER, da BAD a DANGEROUS fino a HISTORY e ancora oltre, l’autore ci guida all’interno dei segreti del vasto catalogo musicale di Jackson. Ogni brano è accuratamente analizzato, dai celebri classici come Billie Jean e Beat It alle meno conosciute, ma non meno eccezionali, Stranger In Moscow e Who Is It. Frutto di lunghe e meticolose ricerche, Man in the Music attinge a innumerevoli fonti, dagli archivi della stampa alle recensioni, dalle stesse parole di Michael alle interviste con i suoi più stretti collaboratori.


[Modificato da wiwis 12/07/2012 19.26]
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12/07/2012 19.34
 
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Non avevo dubbi che stessi parlando dell'altro libro [SM=g27823] ... quello di cui si parla in questo topic non è ancora stato tradotto e forse non lo sarà mai.
Ma praticamente l'abbiamo già, diviso in vari topic (vedi sopra).

Aspetta che ti linko il topic (in cui sicuramente ti sei già imbattuta, visto che ne parliamo da più di un anno [SM=g27817] ) in cui si parla del libro che hai visto tu...

Ecco qui il link del libro di cui parli, in cui trovi anche recensioni e opinioni di chi l'ha già letto.

mjj.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9706905
[Modificato da (Miss Piggy) 12/07/2012 19.47]
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Re:
4everMJJ, 12/07/2012 07.37:





4.) Wanna Be Startin 'Somethin'

Uno dei tratti distintivi di Jackson come artista è la sua capacità di fondere stili musicali apparentemente disparati e questa traccia energicamente unica ne è l'esempio perfetto. "'Startin Somethin '"contiene elementi di funk, disco, R&B, world music, afro-beat, e gospel. Come "Billie Jean" è un dance groove irresistibile che per caso è anche profondamente eccentrico, originale, e ritmicamente complesso. Mentre il ritmo è frenetico e pimpante, il testo parla dell'isteria della vita moderna (compresi i crolli mentali, le gravidanze indesiderate ed essere mangiati come un buffet). "E' troppo alto da superare," canta "troppo basso per passarci sotto / Sei bloccato in mezzo / E il dolore è tuono." La svolta culminante, con il tipico canto afro - ma ma se, ma ma sa, ma ma coo sa - è uno dei momenti più affermanti e trionfanti della musica popolare. Per tutta la follia, la confusione e l'ansia che ci circondano, suggerisce, c'è redenzione e armonia nella musica.

3.) Earth Song

Un paio di brani possono essere esteticamente superiori, ma nessuna canzone nel catalogo di Jackson è potente come "Earth Song". È la sua più grande dichiarazione artistica. Forse il suo precedente più vicino nella musica popolare è "A Hard Rain A-Gonna Fall" di Bob Dylan, un poema epico apocalittico simile radicato nella Bibbia e nel blues. Musicalmente, però, Jackson ha portato il suo inno altrove, fondendo lirica, rock e gospel per costruire un dramma e un'urgenza ineguagliato dai suoi predecessori . La culminante chiamata e risposta con l'Andrae Crouch Choir, punteggiata dalle esclamazioni di angoscia senza parole di Jackson, è semplicemente mozzafiato. "Earth Song" è andata in testa alle classifiche in oltre quindici paesi, ma è stata ampiamente stroncata dalla critica, che non sapeva bene cosa farne. Il cinismo che ha incontrato nel 1995 in America (dove non è stata neanche pubblicata come singolo) dice molto di più sullo stato del paese che sulla canzone. Questa geremiade da sei minuti e mezzo è ora più importante che mai.

2.) Stranger in Moscow

Era una tentazione mettere questa come una sorpresa al n° 1. E può certamente starci. Questa è la versione di Jackson dell'influente "A Day in the Life" dei Beatles: una canzone-poesia meditabonda e frammentata su come ci si sente ad essere soli nel mondo moderno ("Vagavo sotto la pioggia," apre "Maschera della vita, sentendomi pazzo"). Costruita su due sole progressioni di accordi, "Stranger in Moscow" offre probabilmente i testi più interessanti della carriera di Jackson. La canzone parla di maschere e illusioni, di esilio e invisibilità. E' sull'essere conosciuto ovunque, ma non avere appartenenza. Jackson è soffuso e pacato per la maggior parte della traccia, il ritornello che ripete un sordo, ritmo meccanico. Eppure nella sezione finale fa breccia con espressioni penetranti di isolamento e di disperazione ("Sto vivendo da solo, sto vivendo da solo, baby!"). Anche se non è mai finito in nessuna raccolta di Greatest Hits nel corso del tempo, "Stranger in Moscow" sarà senza dubbio sostenuta come una delle più belle realizzazioni artistiche di Jackson.

1.) Billie Jean

Nessuna sorpresa qui. "Billie Jean" è quasi unanimemente definita il capolavoro di Michael Jackson, e a ragione. Forse nessun'altra canzone incarna in modo più perfetto i paradossi, le tensioni, la magia e il mistero del suo creatore. E' la rara traccia dance che è immediatamente accessibile (con la sua linea di basso seducente e la sua cornice minimalista), ma profondamente stratificata ed evocativa. La sua storia cupa, inquietante, non poteva essere più lontana dalle tradizionali Top 40 del pop, ma il singolo in qualche modo è riuscito a restare alla n° 1 per sette settimane nel 1983 ed è rimasto popolare per gli ascoltatori da allora. Il critico musicale Mark Fisher la definisce "una delle opere d'arte più grandi del XX secolo, una scultura sonora a più livelli la cui sinuosa lucentezza da pantera svela ancora dettagli e sfumature mai osservate dopo quasi trenta anni." Morale della favola: Qualsiasi discussione su Jackson come artista comincia con "Billie Jean", un brano reso ancora più straordinario dal fatto che è stato scritto, composto, arrangiato e co-prodotto da Jackson stesso all'età di 23 anni.

www.joevogel.net/the-top-ten-michael-jackson-songs-of-...

-




Io invece soprattutto sulle prime due (tre-quattro) sono totalmente d'accordo, anche nell'ordine in cui le ha messe.
Stesso il grandissimo Rod Temperton disse che Stranger in Moscow è la composizione migliore mai scritta da Michael, e io non posso che essere d'accordo...poi però mi ricordo che c'è Billie Jean, che è la STORIA a prescindere dall'essere davvero la migliore in assoluto o meno, e quindi allora le lascio il primo posto... [SM=g27829]

MITM, Human Nature, etc sono tra le migliori certo, ma non sono state scritte da Michael...anche nelle mie personali classifiche questa cosa mi ha sempre frenato.


[Modificato da Mercurina89 12/07/2012 20.04]




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Re:
(Miss Piggy), 12/07/2012 19.34:

Non avevo dubbi che stessi parlando dell'altro libro [SM=g27823] ... quello di cui si parla in questo topic non è ancora stato tradotto e forse non lo sarà mai.
Ma praticamente l'abbiamo già, diviso in vari topic (vedi sopra).

Aspetta che ti linko il topic (in cui sicuramente ti sei già imbattuta, visto che ne parliamo da più di un anno [SM=g27817] ) in cui si parla del libro che hai visto tu...

Ecco qui il link del libro di cui parli, in cui trovi anche recensioni e opinioni di chi l'ha già letto.

mjj.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9706905



Sono la solita casinara!!!! scusate!!! [SM=x47958]
era per vedere se eravate preparati!!!! [SM=g27835]
l'altro topic non l'avevo visto.... sono iscritta da pochi mesi e non ho mai molto tempo per leggere i topic più vecchi!!!





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SE non sbaglio l'unica parte di cui non c'è la traduzione è On morphine e il capitolo bonus.
Il tutto è in fase di aggiornamento o non ci sarà una traduzione di queste parti?
Le vostre traduzioni sono così preziose che per chi come me non conosce l'inglese sono fondamentali ed è sempre un piacere leggere cosa dice Vogel.

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Mi ero sempre dimenticata di tradurre l'ultimo articolo di Joe Vogel incluso nella raccolta "Featuring Michael Jackson", un uccellino me l'ha ricordato via ffz per cui eccolo qua [SM=g27822] . E prima che lo chiediate sì, presto avrete mie notizie anche sul capitolo bonus inedito [SM=g2927030]

Morphine



Le persone spesso fanno fatica a riconoscere che gli artisti crescono ed evolvono. Era considerato da molti un sacrilegio che Bob Dylan prendesse una chitarra elettrica, così come il passaggio dei Beatles dalle canzoni d'amore sentimentali alle dichiarazioni sociali e alla psichedelia ha fatto loro perdere, nella mente di alcune persone, il loro fascino iniziale e il richiamo di massa. Per Michael Jackson l'opinione comune era che ogni album post-Thriller che non era simile o non vendeva come Thriller era considerato un fallimento, e questo nonostante il fatto che alcuni dei suoi lavori più significativi e impegnativi sono venuti dopo. Chiamatela la maledizione dell'immobilità dell'aspettativa.

Eppure per coloro che si sono impegnati nel suo ascolto, "Blood on the Dance Floor: HIStory in the Mix" era un disco davvero impressionante. Pur avendo solo cinque nuove canzoni, l'album è considerato una svolta artistica da parte di alcuni. "Il suo modo di cantare nei primi cinque brani del nuovo materiale non è mai stato così tormentato o audace", ha scritto Armond White di Village Voice. "'Blood on the Dancefloor' ha la vitalità di un'intelligenza che rifiuta di essere placata... [E '] è una sfida al concetto di innocuo pop black". In una recensione del 1997 Neil Strauss del The New York Times concordava: "C'è vero e proprio dolore e pathos in queste nuove canzoni... il dolore di Jackson è spesso l'ilarità del mondo, e questo è probabilmente vero nelle sue nuove canzoni, che si crucciano sugli antidolorifici, sulla promiscuità sessuale e sull'immagine pubblica. In molte di esse Jackson sembra l'uomo elefante mentre urla che è un essere umano... In armonia con l'umore più oscuro di Jackson, la musica è diventata più arrabbiata e indignata. Con ritmi che si schiantano come lastre di metallo e i suoni del sintetizzatore che sibilano come gas pressurizzato, questo è funk industriale ... A livello creativo Jackson è entrato in un nuovo regno".


(la foto è licenza poetica mia, non protestate [SM=g27828] )


Nella coraggiosa, inquietante "Morphine" Jackson affronta un tema che non aveva mai toccato prima: la tossicodipendenza. In un implacabile funk beat industriale, il cantante si scaglia in esplosioni viscerali di rabbia, aggressività e dolore. "E' un gioco la verità, papà", urla a un certo punto. "Per vincere la fama, baby / E' tutto lo stesso, baby / Sei così affidabile". La rabbia e la delusione, in combinazione con il suono che trafigge l'orecchio (il critico musicale Tom Sinclair lo ha descritto come "avvicenda lo stile sturm und clang - tempesta e armonia, ndt - di Trent Reznor - dei Nine Inch Nails, ndt - allo sfarzo orchestrale alla Bacharach"), produce un'esperienza di ascolto sconvolgente, in particolare per chi è abituato al leggero pop melodico di Off the Wall e Thriller (anche se va notato che canzoni come "Wanna Be Startin 'Somethin'" e "Billie Jean" stavano già cominciando a scoprire la complessita, la paranoia e il dolore rappresentato in queste tracce successive). Ma "Morphine" è meglio visto come un esperimento - sia dal punto di vista sonoro che dei testi - nel rappresentare l'esperienza del dolore fisico e psicologico e il suo temporaneo sollievo attraverso antidolorifici narcotici come il Demerol e la morfina (da entrambi Jackson è stato riferito dipendente a fasi alterne dai primi anni novanta).

Questa esperienza è anche brillantemente trasmessa nella forma del brano: circa a metà traccia il ritmo stridente rallenta, rappresentando simbolicamente l'effetto pacificante del farmaco. "Rilassati, questo non ti farà del male," Jackson canta rassicurante dalla prospettiva del farmaco (dal minuto 2.48).

Prima che lo faccia entrare
chiudi gli occhi e conta fino a dieci
non piangere
non ti convertirò
non c'è bisogno di sgomento
chiudi gli occhi e vai alla deriva

Demerol
Demerol
Oh Dio sta prendendo il Demerol
Demerol
Demerol
Oh Dio sta prendendo ilDemerol

Lui ha provato in tutti i modi
a convincerla a dargli
più di quel che lui aveva già
oggi lui ne vuole il doppio
non piangere
non ti sopporterei
ieri tu hai avuto la sua fiducia
oggi lui se la sta prendendo due volte

Demerol
Demerol
Oh Dio, sta prendendo il Demerol
Demerol
Demerol
Oh Dio, sta prendendo il Demerol



Questi versi sono forse tra i più struggenti (e tragici) che Jackson abbia mai cantato. Al di là della letteralità del farmaco c'è il desiderio persistente di Jackson di fuggire dal dolore, dalla solitudine, dalla confusione e dalla pressione implacabile. In questo breve interludio lui trasmette splendidamente la liberazione calmante, seducente, ma temporanea dalla realtà. C'è un senso di supplica, di disperazione, prima che l'euforia termini bruscamente, e l'ascoltatore venga sbattuto di nuovo nel duro mondo di accuse e angosce. Sputnik Music ha descritto questa sequenza musicale come un "momento di genio assoluto". Il brano, scritto e composto interamente da Jackson, è una delle sue creazioni più sperimentali e brillanti. E' una confessione, un intervento personale, una testimonianza e un avvertimento.

www.huffingtonpost.com/joe-vogel/michael-jackson-man-in-th_b_221...
20/12/2012 11.03
 
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Molto bello quello che è stato scritto, è un pezzo che spacca e si differenzia da tutto il resto, anche dagli altri inediti che cmq mi piacciono parecchio (a parte Superfly Sister)

Non protestiamo mica per la foto eh, muti siamo [SM=g27824] Grazie all’uccellino [SM=g27827] e rimaniamo in attesa di tue notizie allora :)

Edit: bella anche la foto di parte del testo tutto incasinato, maiuscolo, minuscolo, stampatello e cancellazioni varie
[Modificato da badgirl. 20/12/2012 11.11]
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20/12/2012 11.31
 
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Grazie Cri, una pausa dal delirio di questi giorni [SM=g27828] mi ci voleva proprio, e con questa lettura l'ho particolarmente apprezzata.
Adesso però mi riascolto anche il brano!!
Ah, l'uccellino non sono io [SM=g27824] ...
20/12/2012 16.05
 
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Cip...cip..cip..cip...grazie Cri. Interessante l'accostamento tra lo "stile tempesta e armonia e lo sfarzo orchestrale".
Se dovessi avere ancora problemi di memoria, non ti preoccupare, qui c'è sempre un uccellino disposto a darti una mano.
[SM=g27828]

PS: aspetto il bonus! [SM=g27822]
Prego Bad [SM=g27822]
[Modificato da stefanialanzi 20/12/2012 16.16]
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Grazie Cri e pure all'uccellino [SM=g27827]

Bello e interassante quello che ha scritto.Il brano apacca parecchio oltre a farti venire la pelle d'oca quando lo ascolti. [SM=x3027012]
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