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Grillo e il movimento a cinque stelle sono una minaccia per i partiti

Last Update: 12/21/2017 9:44 PM
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5/27/2014 12:38 PM
 
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"meglio credere in un'idea che sperare in 80 euro" (anonimo)

Almost immediately, their incredible and unclassifiable music went against every possible grain. Their confrontational live performances, light years before punk rock, are the stuff of legend. Their first, self-titled album is one of the single most challenging and noteworthy achievements in American music
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5/27/2014 12:42 PM
 
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Re:
mark frankie teardrop, 27/05/2014 12:38:


"meglio credere in un'idea che sperare in 80 euro" (anonimo)




Ma quale idea? quale? [SM=g27820]

Ah Avvocà io un termine per note ve lo concedo...però non scrivete troppo perchè io non ce la faccio a leggere
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5/27/2014 8:57 PM
 
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Invece le idee di Matteo quali sono?Non ha mai parlato di recupero dell'evasione fiscale se no perde i voti,gli 80 euro,ironia della sorte,vanno ad aumentare ,per esempio,lo stipendio di chi ha molti meno anni di servizio di me,per cui adesso io ho lo stipendio bloccato da 10 anni,gli altri prendono quanto me!Per la scuola il bupn Matteo ha altre bellissime idee:ridurre di un anno le superiori(stanno gia' facendo la sperimentazione,anche a Napoli)cosi' eliminano altri insegnanti e si risparmia,i ragazzi sempre piu' ignoranti..a loro conviene,cosi' li manipolano meglio e Matteo,calcando le orme di B,e' un gran imbonitore,poi chissenefrega,con i soldi loro mandano i figli nelle migliori scuole,gli altri si arraggianssero!
Gli 80 euro,gli italiani a me fanno pena!
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5/27/2014 10:00 PM
 
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Re:
migi.mj, 27/05/2014 10:04:



Al di là di analisi e motivazioni più serie che lascio
ai professionisti,
secondo mio modesto parere, decidere di parlare alla "terza Camera"- di cui ho visto solo 5 minuti - è stata una toppata grandiosa,
che ha contribuito al flop.
Sputa veleno sulla stampa e poi va da Vespa, che spettacolo [SM=g27827]


Edit: attento che il Maalox contiene alluminio [SM=x47979]




Ma guarda un pò chi ha riesumato il topic...provocatrice [SM=x47979] !!

Non credo che il distacco di 20 punti si possa spigare con la comparsata da Vespa: è la campagna sull'onda del #vinciamonoi che è stata ridicola, per non parlare delle uscite ad effetto fatte SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per finire nei titoli dei giornali e telegiornali che ha sempre detto di schifare tanto [SM=x47954] ....
Se è coerente e non un quaquaraqua come quelli che voleva processare [SM=g27831] , adesso il pagliaccio dovrebbe anche dimettersi, no (e taccio per pietà sul patetico messaggio video di ieri)?? Ma ovviamente non glielo faranno fare,Casaleggio per primo, sennò il movimento fa la fine dell'IDV!!
E lo dico, lo ripeto, da NON fan di Renzi, ma da persona convinta, come tanti a quanto pare ed oltre i sogni più pornografici, che sia l'unico che possa combinare qualcosa (e ho detto qualcosa, non i miracoli).
Spero il Movimento continui nella sua egregia opera di guardia della legalità e di certe porcate, di cui c'è sempre bisogno, ma che capisca che non si può solo ed esclusivamente contestare ma, se si vuol far politica e cambiare le cose, SCENDERE A COMPROMESSI. Sennò si sta a casa e si continuano a scrivere bischerate sui forum (come faccio io [SM=x47986]).

Lascio la parola al solito, ottimo (tranne quando scrive di Michael [SM=g27827] ) Michele Serra su Repubblica di oggi.

IL GRANDE SPRECO DI CAPITAN BEPPE

Ma davvero Beppe Grillo (tirando in ballo ex post De André e il suo Maggio) crede che gli italiani abbiano votato in massa Pd perché antepongono a tutto “la sicurezza e la disciplina”, perché hanno “paura di cambiare”? Di sicurezza e di disciplina ce n’è molta di più nel suo Movimento, blindatissimo anche nelle sue propaggini internautiche, piuttosto che in quella baraonda raccogliticcia e fratricida che è il Pd .

Quanto alla paura di cambiare è esattamente quanto può essere imputato a lui per avere dilapidato, poco più di un anno fa, un patrimonio politico formidabile e inedito, nel nome di quel ticchio stravagante (suo e di Casaleggio) secondo il quale «destra e sinistra sono la stessa cosa». Pidielle e Pidimenoelle: vi ricordate? Ora il paradigma grillino va brutalmente aggiornato. Alla luce dei risultati il Pd è, semmai, Pidipiuelle, nonché Pidipiucinquestelle.
Chieda Grillo agli analisti del voto — ammesso che ne conosca qualcuno che non ritenga venduto al nemico — quanti consensi hanno perduto, i Cinque Stelle, tra gli italiani di sinistra delusi che li avevano votati alle politiche. Troverà qualche buon indizio su quanto è costato, al suo movimento, il protervo isolazionismo sul quale si è eretto il traballante tripolarismo che da un lato ha rimesso in gioco (sia pure per poco) Berlusconi, dall’altro ha spianato la strada alla riconferma del detestato Napolitano e a quello sgorbio ancora semi-vigente che sono le “larghe intese”.

Basterebbe vivere in mezzo alla gente (anche a computer spento) e non barricati con la propria tribù, chiudere la bocca e aprire le orecchie, per capire che Renzi ha vinto per le ragioni opposte a quelle agitate da Grillo: ha vinto perché nella disperazione/depressione di una crisi di sistema, economica, politica, culturale, morale, gli si accredita — a torto o a ragione — la forza di cambiare.
È un trucco? Un inganno? Lo scopriremo vivendo. Una sostanziosa percentuale degli italiani che ha votato Renzi lo ha fatto nonostante riserve e diffidenze sulla persona (vedi l’esecuzione a freddo di Enrico Letta) e sul suo pragmatismo così poco identitario, così poco seduttivo soprattutto per l’ancora numerosissimo elettorato storico della sinistra. Ma se lo hanno fatto, se cioè hanno sciolto i loro dubbi, è solo per la ragionevole speranza di vedere ripartire il motore inceppato della politica; per il sollievo innegabile di scoprire finalmente nella pagina politica dei telegiornali, e alla voce “governo”, qualche faccia di figlio/figlia e non di padre/madre; per la speranza (l’illusione?) che l’energia di Matteo Renzi abbia veramente quegli effetti anticorporativi e “modernizzanti” che (per esempio) fanno sembrare vecchie le proteste dei tassisti, e nuove le app con le quali si prenota una macchina più facilmente e a costi minori. In una parola sola: il cambiamento. La speranza che sia ancora possibile.

È perfino superfluo dire che questa speranza può risultare fallace, o perché malriposta o perché è ormai troppo incrostato il paese, troppo debole la politica, troppo corrotto il rapporto tra società e istituzioni. Ma è del tutto evidente che è stata questa e solo questa — la volontà di cambiare — a spingere gli italiani a votare Renzi rompendo vecchi argini di appartenenza, e scommettendo sui vantaggi del post-ideologico dopo averne ampiamente pagato gli svantaggi, sotto forma di spaesamento e di disillusione.
Si capisce che per Grillo sia troppo doloroso ammettere che, alla voce “cambiamento”, un ex boy scout a capo di un vecchio partito ristrutturato in fretta e furia riscuota il doppio degli applausi di una star dello spettacolo a capo di un dirompente movimento di giovani. Ma è esattamente, precisamente quello che è accaduto. E la realtà, fino a contrordine, è ancora saldamente la sola, incontrastata padrona dei nostri destini.

Ps — Quanto a Berlinguer e De André: non sono monopolio di alcuno, se non di chi li ha amati e ancora li ama. Ogni volta che Grillo li cita, sappia che fa felici anche gli elettori di Renzi, di Tsipras o di altri, compresi gli astenuti e le schede bianche.

Fonte

Rileggendolo ora, direi che non son d'accordo solo su una cosa: Berlinguer è patrimonio di tutti, è vero, ma il nominarlo invano credo abbia fatto perdere a Grillo più voti della marchetta da Vespa.

[Edited by (Miss Piggy) 5/27/2014 10:03 PM]
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5/27/2014 10:36 PM
 
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Miss il passaggio da Vespa è stata solo una ciliegina, infatti
ho scritto che ha contribuito. [SM=g27823]

Poi non credo che il 40% lo si sia ottenuto soltanto
mettendo ottanta euro sul tavolo....
il PD ha conquistato perfino gli artigiani nel Veneto, dove
il PD non aveva mai sfondato con quelle cifre.....
C'è che Renzi si è infilato nel corridoio giusto, tra una destra
da rifare e un "grillismo" che al momento non ha saputo far
tesoro di quel 25 % delle politiche.

Edit: Berlinguer non dovrebbe proprio comparire nei discorsi
di questi pagliacci odierni.... per piacere. Almeno questo.
[Edited by migi.mj 5/27/2014 10:36 PM]


Aveva pensato che se gli esseri umani non si esercitavano in continuazione ad aprire e chiudere la bocca,
correvano il rischio di cominciare a far lavorare il cervello.
D.Adams

Il sarcasmo con certe persone è utile quanto lanciare meringhe ad un castello.
Terry Pratchett

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5/27/2014 11:32 PM
 
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Non parliamo degli 80 euro che oggi è stato giorno di paga ed è da stamattina che sto spiegando ai dipendenti come funziona il simpatico [SM=g27825] meccanismo del bonus Renzi e perché non l'hanno preso, o ne hanno preso solo un pezzetto e che se lo hanno preso probabilmente lo dovranno restituire col conguaglio di fine anno. Già, perché a chi ha già ora un reddito presunto (si calcola su quello) vicino alle soglie in cui spetta (fra i 24 e i 26 mila euro) basta qualche festività lavorata, qualche straordinario, qualche una tantum di rinnovo contrattuale, qualche indennità per lavoro domenicale (redditi ovviamente non prevedibili a maggio) per vedersi decurtare la busta paga di dicembre del bonus che ha percepito. E non entro nel merito della mancanza di giustizia sociale di questo provvedimento, spero vivamente che per la prossima campagna elettorale (o lo volete chiamare in un altro modo questo "bonus"? Un po' come l'abolizione dell'ICI, poi dell'IMU, però al contrario, tanto poi si mette la TASI) si scelgano sistemi meno complicati e che "vadano in tasca" a chi ha bisogno davvero.

Avendo seguito abbastanza la campagna elettorale di tutti gli schieramenti, compresi FdI e Lista Tsipras (e mi son fatta anche il Berlusca da Mentana, e son pure sopravvissuta [SM=g27831] ), mi permetto di segnalare l'articolo di Travaglio sul Fatto che sintetizza benissimo errori (e anche orrori, talvolta, bisogna essere sinceri) della campagna dei 5S. Ora che Renzi ha avuto il plebiscito delle urne, ma si trova a governare con la stessa maggioranza parlamentare, spero vivamente che la prima volta che i suoi "alleati" si mettono di "buco torto" su una riforma importante vada dall'ottuagenario del colle e gli faccia sciogliere le camere, si vada a votare e si tiri fuori una maggioranza che riesce a governare senza compromessi e ricattini. I numeri li dovrebbe avere, no? O magari gli italiani al prossimo giro si fanno prendere da altre fobie e lo mollano? Vedremo...

Ah, una piccola informazione: è stato l'ex responsabile di giustizia del PC di Berlinguer, Giuseppe Zupo, ad associare il M5S allo stesso Berlinguer in questa intervista con Micromega definendolo "l’unico possibile erede" sulla questione morale, ed è questo che Grillo citava nei comizi in piazza (ho ascoltato anche quelli, ebbene sì [SM=g27828] ). Si può o meno essere d'accordo con Zupo, ma ogni tanto sarebbe bello che l'informazione facesse i riassunti meno ad cazzum [SM=g27822]

Per Piggyna: il "tuo" Serra di minchiate ne spara parecchie ultimamente, non solo su Michelino nostro [SM=g27828]
[Edited by 4everMJJ 5/27/2014 11:36 PM]
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5/27/2014 11:38 PM
 
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Non son o d'accordo,da Vespa e' stato misurato,non ha strafatto come sempre,i toni erano pacati,,sta capendo che deve cedere per la visibilita',anche perché la campagna mediatica contro il M5S e' cominciata da mesi:sono una dittatura,nessuno puo' parlare se no si viene espulsi,non stanno facendo niente,fanno solo chiacchiere,ecc ecc...non viene reso manifesto tutto cio' che hanno compiuto,la vigilanza nelle commissioni varie,i soldi degli stpendi dati ad un fondo per aziende in difficolta',altro ancora...qui ha sbagliato Grillo,invece di fare come per decenni ha fatto la sx demonizzando Berlusconi,doveva evidenziare di piu' il gia' fatto ed il da fare del programma...in questo momento c'era bisogno di speranza e concretezza non di insulti all'ebetino!Renzi quelle quattro cose che ha fatto le ha ripetute per 20 volte al giorno,la comunicazione si rafforza con la ripetizione,e' studiato questo,glielo ha insegnato Berlusconi!
Questo range di concessioni economiche non puo' reggerlo,in soldoni sono miliardi euro,e' stato calcolato,la Tasi e' aumentata,non vorrei che facesse il gioco delle tre carte!
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5/28/2014 12:27 AM
 
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Re:
4everMJJ, 27/05/2014 23:32:

Non parliamo degli 80 euro che oggi è stato giorno di paga ed è da stamattina che sto spiegando ai dipendenti come funziona il simpatico [SM=g27825] meccanismo del bonus Renzi e perché non l'hanno preso, o ne hanno preso solo un pezzetto e che se lo hanno preso probabilmente lo dovranno restituire col conguaglio di fine anno. Già, perché a chi ha già ora un reddito presunto (si calcola su quello) vicino alle soglie in cui spetta (fra i 24 e i 26 mila euro) basta qualche festività lavorata, qualche straordinario, qualche una tantum di rinnovo contrattuale, qualche indennità per lavoro domenicale (redditi ovviamente non prevedibili a maggio) per vedersi decurtare la busta paga di dicembre del bonus che ha percepito. E non entro nel merito della mancanza di giustizia sociale di questo provvedimento, spero vivamente che per la prossima campagna elettorale (o lo volete chiamare in un altro modo questo "bonus"? Un po' come l'abolizione dell'ICI, poi dell'IMU, però al contrario, tanto poi si mette la TASI) si scelgano sistemi meno complicati e che "vadano in tasca" a chi ha bisogno davvero.


Sta cosa del bonus di 80 euro che in realtà non sono tali se non me la spiegavi tu tempo fa [SM=g27828] , effettivamente credo di non averla mai vista spiegata bene. Ma stiamo parlando di casi che si verificheranno per chi ha uno stipendio già altino (24-26.000), più della media italiana quindi, a meno che non abbia capito qualcosa, parliamo di (quasi) niente. Spero che non siano molti i poveretti gadagnanti tra i € 24K e i 26.000 che han votato Pd solo per questo... ma chi ha redditi parecchio inferiori, e son tantoni, mi pare non rischi decurtazioni. Se non ho capito una mazza, rispiegami [SM=g27827] !
E comunque NON CREDO siano così tanti quelli che si son fatti comprare [SM=g27828] da questi fantomatici 80 euro. 20 anni di promesse non mantenute spero abbiano insegnato qualcosa.

Edit : suppongo che più che "presunti" tu volessi scrivere "lordi". Così avrebbe più senso, e ci ha pensato anche un art di Gad Lerner stamattina a chiarirmi le idee.
Resta però il fatto che questo meccanismo andava spiegato BENE e pensato un pò meglio.



Avendo seguito abbastanza la campagna elettorale di tutti gli schieramenti, compresi FdI e Lista Tsipras (e mi son fatta anche il Berlusca da Mentana, e son pure sopravvissuta [SM=g27831] ), mi permetto di segnalare l'articolo di Travaglio sul Fatto che sintetizza benissimo errori (e anche orrori, talvolta, bisogna essere sinceri) della campagna dei 5S. Ora che Renzi ha avuto il plebiscito delle urne, ma si trova a governare con la stessa maggioranza parlamentare, spero vivamente che la prima volta che i suoi "alleati" si mettono di "buco torto" su una riforma importante vada dall'ottuagenario del colle e gli faccia sciogliere le camere, si vada a votare e si tiri fuori una maggioranza che riesce a governare senza compromessi e ricattini. I numeri li dovrebbe avere, no? O magari gli italiani al prossimo giro si fanno prendere da altre fobie e lo mollano? Vedremo...

Grazie, questo lo leggo poi, ma giurin giurello che lo faccio [SM=g27835]

Edit: letto. Dice alcune cose condivisibili, tipo queste:

Quanto alla strategia, il “mandiamoli tutti a casa” funzionava contro D’Alema, Bersani, Letta jr. e gli altri brontosauri. Contro Renzi no, non basta. Renzi va sfidato e incalzato sui fatti. Anche perché domenica ha risolto tutti i suoi problemi, non certo quelli degli italiani.

Ciò detto, meno male che M5S c’è: altrimenti anche noi, come la Francia e la Gran Bretagna, avremmo gli antieuropei xenofobi e lepenisti oltre il 20%.

Se aiutassero Renzi a lasciar perdere riforme assurde come l’Italicum e il Senato delle autonomie e a farne di migliori, sarebbe meglio per loro, per il Pd e per tutti. Questo in fondo chiedono gli elettori: una maggioranza purchessia, che però risolva i problemi


ma altre decisamente no.

Ah, una piccola informazione: è stato l'ex responsabile di giustizia del PC di Berlinguer, Giuseppe Zupo, ad associare il M5S allo stesso Berlinguer in questa intervista con Micromega definendolo "l’unico possibile erede" sulla questione morale, ed è questo che Grillo citava nei comizi in piazza (ho ascoltato anche quelli, ebbene sì [SM=g27828] ). Si può o meno essere d'accordo con Zupo, ma ogni tanto sarebbe bello che l'informazione facesse i riassunti meno ad cazzum [SM=g27822]

Per Piggyna: il "tuo" Serra di minchiate ne spara parecchie ultimamente, non solo su Michelino nostro [SM=g27828]



Non mi pare proprio che il Michele (ex autore di Grillo per chi non lo sapesse) abbia detto cagate nell'articolo qui sopra, sorry.

E, per quel che vale, per un Zupo che ha trovato nel Movimento l'eredità dei discorsi di giustizia sociale di Berlinguer, c'è il cugino, Luigi Berlinguer che dice che i loro toni l'avrebbero fatto inorridire.
Se Zupo voleva trovare un erede a Berlinguer, avrebbe dovuto cercarlo dalle parti della lista Tsipras, imo.....

rossi: a me Grillo da Vespa è anche piaciuto, proprio perchè è stato civile. Nei lunghi brainstorming di questi giorni affronteranno sicuramente anche l'argomento "un modo di porsi che non spaventi la gente", anche se Grillo dice di non esserne capace.

[Edited by (Miss Piggy) 5/29/2014 12:36 AM]
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5/28/2014 1:06 AM
 
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Posso posso?

Tutti giusti gli errori elencati, ma secondo me si sottovaluta molto un dato: alcuni non hanno amato particolarmente la "svolta a sinistra" che il comportamento (soprattutto degli eletti) del M5s ha mostrato. *

Poi vabbè, Renzi e Grillo che si autoattribuiscono "l'eredità" di Berlinguer fa ridere (e scappare qualche elettore).

* Ora che ha vinto Renzi ci ammazzerà di tasse Piddì style: chissà se è una politica "di sinistra".

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5/28/2014 11:08 AM
 
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Posto un articolo di Ostellino, un po' lungo e un po' tendente alla divagazione, ma credo ne valga la pena.

Il dato strutturale che emerge dall’esito delle elezioni europee è che il trasformismo rimane una costante della politica italiana. Oltre il 40% di elettori ha premiato le promesse e gli annunci riformistici di Matteo Renzi, producendo un miracolo: la trasformazione del Pd e del governo in una sorta di berlusconismo di sinistra. Il «ciclone» Grillo è stato scongiurato anche con l’aiuto di media che hanno promosso il Pd a qualcosa di diverso da ciò che è stato ed è: l’erede culturale del Pci, un partito ideologico, novecentesco, antiriformista, per la sua componente marxista; antimodernista e totalitario, per la sua parte rousseauiana, quella della «volontà generale». Il Partito democratico è diventato, con queste elezioni, la «diga», a contrasto dell’estremismo palingenetico, ma senza il disincantato pragmatismo della vecchia Dc, ma il modo con il quale ciò è avvenuto non è incoraggiante per il futuro del Paese.

Renzi è un ragazzotto che se la cava bene a chiacchiere. Non ha altro da esibire; perciò fa dell’ottimismo della volontà la propria bandiera, spacciandola per programma politico. Ma non pare avere né la preparazione, né la forza e la volontà politiche per riformare davvero il Paese e liberarlo dal dispotismo burocratico. Insomma, secondo copione dopo ogni elezione, qualcosa è cambiato affinché nulla cambi. Renzi, sulla scia di Monti, ha aumentato le tasse; il Paese, caduto in una recessione economica devastante, attraversa una crisi culturale dalla quale non si vede come possa uscire. Ora, gli italiani - lo erano stati per anni quando ancora credevano nelle capacità riformistiche di Berlusconi - attendono, in privato, senza grandi speranze; in pubblico, animati da ottimismo di maniera - che annunci e promesse di Renzi si traducano in fatti. Scriveva Piero Gobetti agli albori del fascismo: «La lamentata incultura dei deputati rappresenta l’incultura e la confusione del Paese. Le corruzioni demagogiche, le indulgenze verso il parassitismo... corrispondono alle nostre condizioni storiche e indicano appunto l’incapacità e l’impossibilità di porre il problema nostro che determinerebbe ogni chiarezza, il problema dell’antitesi fra Nord e Sud (...) In sostanza, l’Italia, patria di tutte le ideologie e di tutte le ribellioni, si riduce a un Paese di conservatori». È cambiato qualcosa da allora e dopo vent’anni di fascismo e quasi settanta di democrazia ? A me pare di no.

Siamo il solo Paese al mondo che festeggia una sconfitta bellica e, con essa, la caduta di una dittatura alla quale aveva dato il suo consenso. I tedeschi non celebrano la sconfitta bellica che non nascondono di dovere agli Usa e all’Urss. Non festeggiano la caduta del nazismo, perché l’hanno elaborata e rimossa, con Ragione luterana, dal proprio immaginario e cancellato, con essa, il relativo senso di colpa. Noi continuiamo a celebrare la caduta del fascismo, agostinianamente il nostro peccato originale del quale non ci siamo ancora liberati, peraltro senza aver riflettuto su ciò che esso è stato e quanto di esso ancora rimanga nelle istituzioni e nel modo di pensare. Il 25 aprile è diventato, così, una sorta di confessione collettiva e liberatoria perché celebrata in perfetta sintonia con l’altro totalitarismo novecentesco, il comunismo.

Il mestiere che faccio è un ottimo osservatorio per capire gli umori dei miei concittadini. Molti di quelli che si credono la forza motrice del progresso ripetono, spesso parola per parola, ogni versione ufficiale dei fatti correnti, diligentemente divulgata dai media. Abbiamo il sistema informativo, nel mondo, più antinomico che ci sia della democrazia. Siamo individualmente e collettivamente incapaci di esercitare lo spirito critico e, come diceva Gobetti degli italiani della sua epoca, non sappiamo fare opposizione, facciamo (solo) la fronda e (poi) votiamo Mussolini. Il mito dell’«Uomo della Provvidenza» ha accompagnato gli ultimi tre governi, Monti, Letta, Renzi, nati non attraverso libere elezioni, ma per partenogenesi del presidente della Repubblica, diventato un monarca costituzionale un po’ per ambizione personale, molto per dilatazione «materiale» della Costituzione formale parecchio pasticciata di suo.

In conclusione. Non saranno il successo di Renzi e la sconfitta di Grillo a salvarci. Ci vuole altro. Dalla scuola secondaria all’università, dall’Ordinamento giuridico al sistema politico alla cultura dominante, «gli è tutto da rifare», come diceva la buonanima di Bartali. Ma non si vede chi e come lo possa fare. Uno che assomigli a Bartali non c’è; di certo, Renzi non è, diciamo, Coppi; neppure Magni ..


I miei dubbi sul vincitore, Ostellino, Corriere della Sera

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