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Grillo e il movimento a cinque stelle sono una minaccia per i partiti

Last Update: 12/21/2017 9:44 PM
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Re:
(Miss Piggy), 16/12/2013 19:00:

Sapevo avrei scatenato voi due (Cri e Grieved [SM=g27828] ), e appena riesco voglio pure leggermi cosa avete postato, perchè oltre che sadica son pure masochista!! Scherzi a parte, va benissimo che questo topic diventi davvero di informazione e non di bastonate..
e io adoro Peppa Pig [SM=x47954] !!!



Prafa pampina, leggi anche questo (e apprezza che te l'ho solo linkato [SM=x47979] )
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4everMJJ, 18/12/2013 07:53:



Prafa pampina, leggi anche questo (e apprezza che te l'ho solo linkato [SM=x47979] )



Mi hai preceduta [SM=g27828] E comunque copiamoglielo qui, così non ha scuse [SM=g27828] Magari cambia idea su Riccardo Nuti e sceglie pure un nuovo fidanzato ideale [SM=g27828]


Riccardo Nuti

In merito alla vicenda #Faraone sono state dette e scritte molte BUGIE e BUFALE, informo che:

1) Leggendo il documento PUBBLICO non si evince che l'intestataria dell'autovettura sia la moglie di Faraone;
2) E' stato proprio Faraone a dire che quella è sua moglie e che quello è il suo indirizzo di casa (proprio così!).
3) Le conversazioni ambientali dei carabinieri descrivono che due persone salivano a bordo di una macchina (una di queste era Faraone fra l'altro seduto lato passeggero) e riportavano i dati dell'intestatario dell' autovettura.
4) Non è stata pubblicata nessuna foto della targa della macchina;
5) I dati pubblicati erano già pubblici;
6) Già nel 2009 Faraone ammise l'incontro con Pizzuto;
7) Io e Faraone non abbiamo fatto per nulla due percorsi simili. Lui ha incarichi in politica da 12 anni, ha fatto 4 mandati, io da soli 10 mesi e dopo, massimo, due mandati tornerò a casa. Io non ho mai promesso lavoro tramite una cooperativa in cambio di voti alle primarie;
8) Alle amministrative in tutte le sezioni dove avevamo rapp. di lista (il 60% delle scuole) non c'è stata neanche una scheda con scritto Grillo. Il sottoscritto è stato il più votato in tutta Palermo come candidato al consiglio comunale di Palermo. www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/palermo-votato-stelle-consiglio-parte-ricorso...
9) Io ci metto la faccia e non è di bronzo (come quella di altri);
10) Non ho mai detto a Faraone che è mafioso e chi lo ha detto o scritto dice il falso;
11) Chi dice il falso non può svolgere la professione di giornalista, né di parlamentare;
12) Io non ho nessun parente parlamentare e nel m5s non si possono portare parenti. Tutti i parlamentari sono stati votati dagli iscritti certificati al sito del m5s.
13) Se qualche giornalista dovesse riportare le mie parole, riascolti il mio intervento e lo riporti correttamente. www.youtube.com/watch?v=nFejEdumVLs&feature=share&list=UUQMR0q4wNM8Rbe7W0UlX1jg&...
14) Io ho già detto "Rinuncio all’immunità, Faraone mi dia ampia facoltà di prova e vediamo chi ha ragione";
15) Renzi, Letta e il PD cosa pensano di chi andava a casa di Agostino Pizzuto per sostegno elettorale?
16) Il PD e la Bindi ritengono opportuno che persone del genere stiano in commissione antimafia?
17) Il PD e Renzi ritengono opportuno che questa persona sia il loro responsabile welfare e scuola?
18) Renzi, Letta e il PD cosa pensano di chi faceva queste azioni (vedi video) per raccogliere voti alle primarie Pd alle amministrative di Palermo? www.palermobugs.com/posts/notizie/faraone-e-il-voto-di...
19) A tutti quelli che mi hanno minacciato faccio sapere che, normalmente, da lunedì a venerdì, sono a Palazzo Montecitorio (Roma) e nel fine settimana sono ai banchetti/eventi vari che pubblicizziamo.



******************************************


E sempre dalla pagina di Riccardo Nuti, riporto questo post, che riguarda invece i lavori in corso sulla Legge di Stabilità:

Il termine lobby in inglese si traduce con "corridoio".
Quelli che vedete nelle foto "rubate" dai nostri apriscatole -i deputati M5S- sono i corridoi di Montecitorio e la sala Mappamondo, sala dove in questi giorni si riunisce giorno e notte la Commissione Bilancio per esaminare con la solita fretta la Legge di Stabilità.
Ma oggi quel corridoio si è trasformato in una vasca... dove nuotano gli squali.
Gli squali sono le lobbies, con i loro emissari-controllori che stanziano 24h e controllano, attraverso i monitor, i lavori della Commissione. O, più probabilmente, tengono d'occhio i loro parlamentari di riferimento perché si comportino come stabilito e non sgarrino.
Volete i nomi? Abbiamo anche quelli. A presidiare i corridoi e le sale abbiamo riconosciuto i seguenti squali:
Confindustria, ENEL, Ferrovie, Poste, concessionari TV private, Confedilizia, GME (energia), ENI, banche, giochi d'azzardo e molti altri. Al momento, per dovere di cronaca, i lavori sono bloccati da due ore perché a Sorgenia non va bene quello che si stava decidendo in Commissione e quindi la lobby ha detto stop fermando l'esame della legge. Trovate qui tutta la storia nei suoi sconcertanti dettagli.
Ecco in che mani siamo, e a chi sono asserviti il Governo e il Parlamento.
A tre ragazzi, specializzandi, che volevano capire cosa sarà del loro futuro, stamattina invece non è stato concesso di accedere, anche se accompagnati dai nostri portavoce.
Lobby si, Cittadini no. Come diceva Alberto Sordi, "Popolo, sei 'na monnezza!".




Luigi Di Maio:

È mai possibile che ci siano più lobbisti fuori dalle Commissioni che parlamentari dentro?
È inaccettabile. Le commissioni non possono lavorare con serenità se fuori ci sono le grandi aziende che fanno pressione sui politici.
Sta per iniziare la capigruppo alla Camera. Annunceremo la richiesta della riorganizzazione degli accessi al palazzo.
Ieri sera la comm. bilancio è stata interrotta per via di una lobby scontenta. Vi pare normale?



[Edited by Grieved 12/18/2013 3:10 PM]
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Re:
[
Grieved, 18/12/2013 14:32:



Mi hai preceduta [SM=g27828] E comunque copiamoglielo qui, così non ha scuse [SM=g27828] Magari cambia idea su Riccardo Nuti e sceglie pure un nuovo fidanzato ideale [SM=g27828]


Riccardo Nuti

In merito alla vicenda #Faraone sono state dette e scritte molte BUGIE e BUFALE, informo che:


A tre ragazzi, specializzandi, che volevano capire cosa sarà del loro futuro, stamattina invece non è stato concesso di accedere, anche se accompagnati dai nostri portavoce.
Lobby si, Cittadini no. Come diceva Alberto Sordi, "Popolo, sei 'na monnezza!".


Luigi Di
Maio
:


È mai possibile che ci siano più lobbisti fuori dalle Commissioni che parlamentari dentro?
È inaccettabile. Le commissioni non possono lavorare con serenità se fuori ci sono le grandi aziende che fanno pressione sui politici.
Sta per iniziare la capigruppo alla Camera. Annunceremo la richiesta della riorganizzazione degli accessi al palazzo.
Ieri sera la comm. bilancio è stata interrotta per via di una lobby scontenta. Vi pare normale?






Quando si discute una legge di stabilità è più utile il contributo di una lobby che quello di tre studenti. Sorgenia potrebbe anche avere avuto dei validi motivi e avere messo in luce delle criticità che non erano state valutate e qui subentra il ruolo dei parlamentari.

L'attività dei gruppi di pressione è opaca perché non è regolamentata, come del resto in molti altri paesi europei. L'Italia potrebbe anche pensare di regolamentarla ma conoscendo i nostri vizi nazionali, ne verrebbe fuori una serie di regole impraticabili, piene di bolli, di istanze, di norme incomprensibili.

E comunque meglio le pressioni esercitate nei corridoi del parlamento che in luoghi più segreti.


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Re:
[
Grieved, 18/12/2013 14:32:



Mi hai preceduta [SM=g27828] E comunque copiamoglielo qui, così non ha scuse [SM=g27828] Magari cambia idea su Riccardo Nuti e sceglie pure un nuovo fidanzato ideale [SM=g27828]


Riccardo Nuti

A tre ragazzi, specializzandi, che volevano capire cosa sarà del loro futuro, stamattina invece non è stato concesso di accedere, anche se accompagnati dai nostri portavoce.
Lobby si, Cittadini no. Come diceva Alberto Sordi, "Popolo, sei 'na monnezza!".

Luigi Di
Maio
:


È mai possibile che ci siano più lobbisti fuori dalle Commissioni che parlamentari dentro?
È inaccettabile. Le commissioni non possono lavorare con serenità se fuori ci sono le grandi aziende che fanno pressione sui politici.
Sta per iniziare la capigruppo alla Camera. Annunceremo la richiesta della riorganizzazione degli accessi al palazzo.
Ieri sera la comm. bilancio è stata interrotta per via di una lobby scontenta. Vi pare normale?






Quando si discute una legge di stabilità è più utile il contributo di una lobby che quello di tre studenti. Sorgenia potrebbe anche avere avuto dei validi motivi e avere messo in luce delle criticità che non erano state valutate.

L'attività dei gruppi di pressione è opaca perché non è regolamentata, come del resto in molti altri paesi europei. L'Italia potrebbe anche pensare di regolamentarla ma, conoscendo i nostri vizi nazionali, ne verrebbe fuori una serie di regole impraticabili, piene di bolli, di istanze, di norme incomprensibili.

E comunque meglio le pressioni esercitate nei corridoi del parlamento che in luoghi più segreti. E non tutte le pressioni hanno motivazioni sporche.


[Edited by l'ascolto 12/18/2013 8:57 PM]
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Re:
Grieved, 12/18/2013 2:32 PM:






E sempre dalla pagina di Riccardo Nuti, riporto questo post, che riguarda invece i lavori in corso sulla Legge di Stabilità:

Il termine lobby in inglese si traduce con "corridoio".
Quelli che vedete nelle foto "rubate" dai nostri apriscatole -i deputati M5S- sono i corridoi di Montecitorio e la sala Mappamondo, sala dove in questi giorni si riunisce giorno e notte la Commissione Bilancio per esaminare con la solita fretta la Legge di Stabilità.
Ma oggi quel corridoio si è trasformato in una vasca... dove nuotano gli squali.
Gli squali sono le lobbies, con i loro emissari-controllori che stanziano 24h e controllano, attraverso i monitor, i lavori della Commissione. O, più probabilmente, tengono d'occhio i loro parlamentari di riferimento perché si comportino come stabilito e non sgarrino.
Volete i nomi? Abbiamo anche quelli. A presidiare i corridoi e le sale abbiamo riconosciuto i seguenti squali:
Confindustria, ENEL, Ferrovie, Poste, concessionari TV private, Confedilizia, GME (energia), ENI, banche, giochi d'azzardo e molti altri. Al momento, per dovere di cronaca, i lavori sono bloccati da due ore perché a Sorgenia non va bene quello che si stava decidendo in Commissione e quindi la lobby ha detto stop fermando l'esame della legge. Trovate qui tutta la storia nei suoi sconcertanti dettagli.
Ecco in che mani siamo, e a chi sono asserviti il Governo e il Parlamento.
A tre ragazzi, specializzandi, che volevano capire cosa sarà del loro futuro, stamattina invece non è stato concesso di accedere, anche se accompagnati dai nostri portavoce.
Lobby si, Cittadini no. Come diceva Alberto Sordi, "Popolo, sei 'na monnezza!".




Luigi Di Maio:







Son quasi tutte società statali o parastatali. I loro rappresentanti sono legati a doppio filo al governo (e quindi alla politica); insomma, in quei corridoi ci stanno già indirettamente.

La Sorgenia è di quella brav'uomo della tessera n.1 del PD; non sia mai che venga lasciato fuori.

Scendendo un attimo dal pero:
- i rappresentanti delle (poche) entità pienamente private che ha menzionato, possono o no far sentire la loro voce? Sarebbe stata la astessa cosa se a far pressione fossero stati i sindacati?
- dato che probabilmente si trattava di soldi, il m5s è favorevole a togliere le sovvenzioni al trasporto pubblico (Ferrovie), far cadere la scure dell'antitrust sulle poste, ridimensionare il GME/GSE e quindi ridurre tutto il mercato delle rinnovabili, cedere ai privati le quote delle fondazioni bancarie o far fallire (senza nazionalizzare) le banche? Perchè le pressioni dei gruppi citati erano sicuramente volte a mantenere questo status quo.

Ovviamente la commissione deve agire in coscienza (ma se il Presidente è Boccia sarebbe meglio che non agisse tout court), ma le "voci" di tutti le deve ascoltare eh....



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12/19/2013 2:46 PM
 
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l’ascolto, il punto non era l’utilità del contributo, ma credo sia chiaro se si contestualizza l'esempio.
A parte questo, voi davvero credete che la protesta dei 5stelle sia rivolta alla volontà di “mettere in luce delle criticità” e di “far sentire la loro voce”? Non è questione di cadere dal pero, ma di voler cambiare o meno un sistema, che, per carità, si può anche accettare o reputare immodificabile.
Lascio questo post dal blog di Grillo. Poi ognuno giustamente si fa la propria idea.
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12/19/2013 3:05 PM
 
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Re:
Grieved, 12/19/2013 2:46 PM:

l’ascolto, il punto non era l’utilità del contributo, ma credo sia chiaro se si contestualizza l'esempio.
A parte questo, voi davvero credete che la protesta dei 5stelle sia rivolta alla volontà di “mettere in luce delle criticità” e di “far sentire la loro voce”? Non è questione di cadere dal pero, ma di voler cambiare o meno un sistema, che, per carità, si può anche accettare o reputare immodificabile.
Lascio questo post dal blog di Grillo. Poi ognuno giustamente si fa la propria idea.




Per prima cosa, il scendere non era riferito a te, ma a quelli del M5s, che spessissimo (anche qui dentro) ho difeso, ma che a volte ho l'impressione che ci tengano a fare le verginelle scandalizzate, a prescindere dal merito delle questioni.

"Cambiare le cose" giustamente dici, ma nel merito:
- il M5S è favorevole a privatizzare Trenitalia e a togliere gli incentivi al trasporto pubblico?
- il m5S vuol privatizzare del tutto l'ENI?
- il m5s vuole riformare il sistema delle rinnovabili e il mercato (sovvenzionato) dell'energia elettrica?
- la disparità di trattamento tra le poste e le banche ordinarie, la vuol cambiare? vuol togliere la tangentina/bollettino postale che bisogna pagare per metà delle operazioni con le pubbliche amministrazioni? (quest'ultima cosa probabilmente si);
- sarebbe disponibile a far cedere ai privati le quote delle fondazioni bancarie?

Perchè le petizioni di principio vanno benissimo, ma quando si è in una commissione parlamentare bisogna anche un po' sporcarsi le mani e prendere una posizione.

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12/21/2013 11:52 AM
 
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Giusto per la cronaca, Sergio Rizzo sul Corriere:

Gli affitti intoccabili dei palazzi del potere
Il Senato cancella il recesso a tempo di record


Quindici anni fa la Camera stipulò senza gara una serie di contratti con la società Milano 90, che metteva a disposizione di Montecitorio quattro immobili


ROMA - «L’articolo 2-bis del decreto legge 15 ottobre 2013, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 dicembre 2013, n. 137, è soppresso». Chi ancora ha il coraggio di sostenere che il nostro sistema legislativo è lento e macchinoso si dovrà ricredere davanti a questo capolavoro di Palazzo Madama. Dove è stata cancellata al volo una norma che lo stesso Senato aveva approvato sorprendentemente soltanto sei giorni prima. La cosa era passata nel silenzio generale fra le pieghe di un provvedimento battezzato «manovrina», grazie a un emendamento presentato alla Camera dal deputato del Movimento 5 Stelle Massimo Fraccaro. Testuale: «Le amministrazioni dello Stato, le Regioni e gli enti locali, nonché gli organi costituzionali nell’ambito della propria autonomia, hanno facoltà di recedere, entro il 31 dicembre 2014, dai contratti di locazione di immobili in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Il termine di preavviso per l’esercizio del diritto di recesso è stabilito in trenta giorni, anche in deroga a eventuali clausole difformi previste dal contratto».


Una bomba. Con un bersaglio preciso, come dimostra il passaggio sugli «organi costituzionali»: i palazzi Marini, quegli stabili che ospitano gli uffici dei deputati, presi in affitto con il meccanismo del «global service» dall’immobiliarista e grande allevatore di cavalli Sergio Scarpellini, munifico elargitore di contributi liberali ai partiti di destra e sinistra. È un’operazione che ha origine alla fine degli anni Novanta quando la Camera, d’accordo centrosinistra e centrodestra, decise di stipulare senza gara una serie di contratti con la società Milano 90, che metteva a disposizione di Montecitorio quattro immobili e relativi servizi. A un prezzo, oltre 500 euro annui al metro quadrato, tale da ripagare abbondantemente i mutui bancari contratti dal privato per acquistare le mura. Fatto sta che la Camera avrebbe speso in 18 anni ben 444 milioni solo per i canoni d’affitto, senza ritrovarsi in tasca un solo mattone. Una vicenda divenuta ben presto l’emblema degli sprechi del Palazzo, contro cui si erano scagliati a ripetizione con interrogazioni e denunce pubbliche i radicali. Ma inutilmente. Come inutili si erano rivelati i mal di pancia avvertiti da molti parlamentari consapevoli dell’abnormità della storia. A tutti era stato risposto che non c’era niente da fare: i contratti andavano rispettati e amen. Dopo molti sforzi si era riusciti a disdettarne almeno uno.

E l’emendamento Fraccaro, divenuto legge il 13 dicembre scorso a Palazzo Madama con l’approvazione senza modifiche della «manovrina» uscita da Montecitorio, avrebbe fatto cadere tutti gli ostacoli per la rescissione degli altri tre, che pesano sulle casse pubbliche 26 milioni per i soli canoni. Se però il giovedì seguente non fosse stato recapitato in Senato nella leggina di conversione di un decreto sulle «misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali», un provvidenziale emendamento che sopprime quella disposizione passata sempre al Senato il venerdì precedente. Modifica prontamente approvata dalla maggioranza senza battere ciglio: con qualche voto in più, sembra, rispetto a quelli prevedibili. La battaglia si sposta adesso alla Camera, dove Fraccaro riproporrà tale e quale la norma bocciata. Ma intanto il segnale arrivato dalle Larghe intese, per paradosso proprio mentre Matteo Renzi, il nuovo segretario del Pd loro principale azionista dichiara pubblicamente guerra ai costi della politica, si può interpretare in modo inequivocabile: gli affitti dei palazzi del potere non si toccano. Altra motivazione non ci sarebbe. E l’impronta digitale della maggioranza, del resto, è facilmente riconoscibile.


L’emendamento porta la firma della relatrice del provvedimento, circostanza che qualifica l’emendamento come iniziativa non personale. Ma essendo la senatrice del Pd Magda Zanoni esperta di contabilità statale, visto che il suo curriculum la qualifica come «consulente di bilanci pubblici», certo non ne può ignorare le conseguenze. E cioè che oltre a mettere in pericolo i contratti blindati e dorati dei palazzi Marini, quella perfida norma grillina consentirebbe a molte amministrazioni di liberarsi di onerosi contratti incautamente sottoscritti senza clausola di recesso: è appena il caso di ricordare che spendiamo circa 12 miliardi l’anno per gli affitti degli uffici pubblici. Chissà perché nessuno ci aveva pensato prima.

www.corriere.it/politica/13_dicembre_21/gli-affitti-intoccabili-palazzi-potere-senato-cancella-recesso-tempo-record-f8cca1bc-6a05-11e3-aaba-67f946664e...

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12/21/2013 8:02 PM
 
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Per il contratto con Milano 90 la Camera ha già preso i giusti provvedimenti da un bel pezzo, grazie alla battaglia, cominciata nel 2010, di una deputata radicale e portata avanti dalle persone perbene che stanno nelle nostre istituzioni.
L'emendamento del grillino, che forse una parte del PD vuole ripresentare, non mi sembra giusto.
I contratti della PA sono regolati dal diritto privato e questa norma sarebbe illiberale e darebbe vita a contenziosi infiniti.
I contratti si rispettano o si ridiscutono nelle sedi opportune, anche giudiziarie.


E per la cronaca vi riporto questo articolo del Corriere della Sera del 22.9.2013 scritto da Dino Martirano.

Stop agli affitti per gli uffici dei parlamentari
Dal 2018 i deputati dovranno pagare
No al rinnovo fino al 2036 per gli uffici dei parlamentari. I questori della Camera bloccano gli affitti per 600 milioni

ROMA - Finito il tempo delle vacche grasse e degli affitti d'oro a beneficio di un singolo imprenditore, la Camera dei deputati rinuncia alla prassi secondo cui l'amministrazione di Montecitorio mette a disposizione un ufficio per ogni deputato. Per il futuro (a regime dal 2018) ciascun onorevole dovrà scegliere tra due strade: stringersi negli spazi che i questori stanno via via recuperando all'interno degli immobili di proprietà della Camera (e non sono pochi) oppure prendere in locazione una stanza pagandola però di tasca propria. O, meglio, utilizzando le voci dell'indennità che già contemplano le spese per il funzionamento dell'ufficio di un deputato.

La svolta è arrivata alla riunione del comitato dei Questori del 15 settembre quando è stato deciso di non rinnovare i contratti d'affitto stipulati dalla Camera negli anni 90, e ora in scadenza, per 122 postazioni esterne a Montecitorio. Uffici, segreterie, sale riunioni, saloni per le conferenze che nel periodo 2018-2036 sarebbero costati al contribuente ben 600 milioni di euro. La nuova policy la spiega così il questore Stefano Dambruoso (Scelta civica): «Abbiamo ritenuto che non fosse più sopportabile questo tipo di spesa che sarebbe ricaduta sulle tasche del contribuente nella misura di 600 milioni di euro».
I tagli riguardano il cosiddetto quadrilatero di palazzo Marini (largo San Claudio-via del Tritone-via Poli-via del Pozzetto): quattro immobili di pregio di proprietà della società «Milano 90» dell'imprenditore romano Sergio Scarpellini, che assicurano un rifugio, un computer, una poltrona e i servizi di segreteria ai deputati di seconda linea, quelli che non hanno incarichi istituzionali, di governo e di partito. Il primo taglio, Marini 1, c'è stato nel 2012. Dal 2016, poi, Marini 2 tornerà nella disponibilità dei suoi proprietari e negli anni successivi, 2017 e 2018 , la stessa sorte avranno Marini 3 e Marini 4. Ma Sergio Scarpellini ora si ritrova sfitti anche gli immobili di via delle Vergini (Consiglio di Stato) e di via Poli (Regione Lazio).

Una valanga di disdette che è già costata 350 posti di lavoro. La storia di questi palazzi (deserti dal giovedì pomeriggio al martedì mattina successivo) viene da lontano. Nel '97, presidenza Violante, scatta il primo contratto d'affitto con «Milano 90» che oltre all'immobile offre la mobilia e i servizi. Seguono a ruota gli affitti degli altri tre immobili che nel 2010, dopo 13 anni, portano il conto pagato dalla Camera a Scarpellini a quota 586 milioni. Come dire, con quella cifra gli immobili in questione si potevano acquistare.

Ma il 2010 è anche l'anno in cui inizia la martellante battaglia dell'ex deputata radicale Rita Bernardini. In solitudine, la Bernardini produce documenti, cifre, denuncia l'assenza di gare e alla fine la spunta: il 1° gennaio del 2012, la Camera (presidenza Fini) disdetta prima della scadenza il contratto di Marini 1 e vince pure al Consiglio di Stato contro il ricorso presentato da Scarpellini. Il quale torna alla carica l'estate del 2013 con una lettera dai toni perentori: «Cara Camera se rinnovi fino al 2036 i tre contratti ancora in vigore, io ti do gratis il palazzo Marini 1 e così potrai risparmiare 8,8 milioni all'anno». Peccato però, calcolano gli uffici, che la Camera sarebbe arrivata a versare alla «Milano 90» un miliardo e 250 milioni di euro (fino al 2036). E poi, la spesa non considera il fatto che prima o poi potrebbe essere approvata la riduzione del numero dei parlamentari con i deputati che passerebbero da 630 a 450.

Davanti a queste cifre i questori - oltre a Dambruoso (SC), ci sono Paolo Fontanelli (Pd) e Gregorio Fontana (Pdl) - hanno detto «No, grazie». Spiega Dambruoso: «In questa decisione ci siamo sentiti forti anche del fatto che i vicepresidenti e i questori hanno rinunciato all'uso degli alloggi di servizio. Che via via stiamo trasformando in uffici, il primo dei quali è stato consegnato all'Ispettorato della polizia». In 5 mesi i questori hanno recuperato cento nuove postazioni all'interno di palazzi di proprietà della Camera (che sono ben 5) e molto c'è ancora da lavorare su questo fronte. Un esempio per tutti: le stanze restituite dall'associazione degli ex parlamentari che per anni ha contato su una sede di 5 vani. Rita Bernardini ora se la ride dal bunker sotterraneo di via Gregorio VII dove sta preparando per la Cassazione i pacchi con le firme per i referendum radicali: «Scarpellini dice che mi vuole querelare? In realtà sono io che l'ho querelato perché in tv ha detto che ha dato contributi a tutti i partiti. Poi quando gli hanno chiesto "Tutti, tutti?", lui ha risposto che nella lista c'eravamo anche noi radicali. Per questo l'ho portato in giudizio».


www.corriere.it/politica/13_settembre_22/taglio-affitti-deputati_2068d666-2341-11e3-8194-da2bd4f2ff...
[Edited by l'ascolto 12/21/2013 9:10 PM]
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