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Janet Jackson [Official Topic]

Ultimo Aggiornamento: 17/08/2018 11.52
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Oggi compie un anno Eissa [SM=g2927038]



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Bel patatino!
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Ho recuperato un po' di CD di JANET, allora premetto che per adesso:

-[1993] Janet
-[1997] The Velvet Rope
-[2001] All for You

sono per me i TOP di Janet, canzoni tutte azzeccate!

Menzione speciale per

- Runaway [1995] Design of a Decade 1986-1996 che ho sempre amato come song!

Passiamo ora a:

-[2004] Damita Jo

Non mi mi ha entusiasmato come album, mi sono piaciute solo:
-Sexhibition
-All Nite (Don't Stop)
-I Want You
-Just a Little While

praticamente quelle che sono state rilasciate i singoli con relativi video, escluso Sexhibition. Non mi ha colpito My Baby (featuring Kanye West).

Continuerò con i prox album! [SM=g27828]
[Modificato da DOUBLE-D 04/05/2018 20.26]


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In un mondo che guarda al futuro con Paris, Janet ricorda al mondo di essere la donna fondamentale della dinastia.

Jackson è un cognome pesante. Jackson è un modus vivendi che comprende eccessi, gossip e genialate almeno per due generazioni. Jackson = musica. Negli Stati Uniti è così, dagli anni Settanta in poi, dai Jackson 5 e tutte le loro diramazioni. Michael Jackson, in primis. Poi gli altri. E quella sorellina che per talento e capacità era l’unica a tenere testa al Re Michael. Janet Jackson. Janet Damita Jo Jackson, nome completo che sembra già un riff in levare, con il ritmo che si alza fino a quel monosillabico che cala sul cognome come una scure. Dopo la morte di Michael, Janet Jackson oggi è la custode della dinastia, la donna fondamentale per un’eredità che la figlia di Michael Paris Jackson, non potrà mai portare avanti come lei. È la millennial più millennial che esista, Paris. Ultima falange di una famiglia segnata, tragica, geniale, musicalmente imbattibile negli Stati Uniti. Paris la supermoderna, però, non può nulla sulle sette note. Lì è zia Janet Jackson a dominare. Ancora. Janet Jackson che da 36 anni, tanto è passato dal suo primo album, ricorda al mondo il bello della dinastia: il talento puro.

Janet Jackson nel 2018, età 52 anni, disavventure personali messe da parte, e un’apparizione ai Billboard Music Awards che mescola #MeToo e autoaffermazione. Con tanto di autocitazione di abito, ché lei se lo può permettere. Con Bruno Mars che si inginocchia davanti a lei, in un inchino dovuto. Perché Janet Jackson il suo posto se lo è guadagnato, contro tutto e tutti. E lo ha dovuto mantenere anche quando tutti la additavano come provocatrice (citofonare nipple gate e Janet Jackson SuperBowl 2004, in caso di mancanza di memoria), quando nessuno la ascoltava, quando la sua stella sembrava appannata, quando Janet veniva considerata meno di zero per non essersi espressa sul capezzolo all’aria in diretta mondiale. Lei che difendeva la sua scelta, mentre Justin Timberlake sul palco con lei si è sempre scusato. Janet no. Janet è andata dritta per la sua strada. L’America non perdona i suoi talentuosi figli e la famiglia Jackson incarna questa maledizione.

Janet Jackson nasce nel 1966 a Gary, in Indiana. Che abbia talento lo si capisce da subito. Tra lei e Michael, il fratellone maggiore, il genio di famiglia, ci sono otto anni di differenza. Michael è lanciatissimo grazie al successo dei Jackson 5 già da quando Janet è ancora in fasce, ma il talento della piccola di casa emerge in fretta. E sembra cristallino, pulito, possente come quello del fratello. Con la differenza che essendo femmina e afroamericana, Janet deve lottare molto di più per scrollare via lo stereotipo degradante che rischia di appianare le sue capacità. Janet Jackson debutta a 10 anni sul grande schermo nella serie tv The Jacksons, poi in Good Times. Il papà manager, il padre padrone Joseph Jackson, inizia a spianarle la strada nel mondo della musica lavorando in modo totalizzante ai primi due album, nel 1982 e nel 1984. Janet è una semplicissima interprete, non ha il benché minimo controllo del processo creativo del disco. E questo le pesa moltissimo, nonostante sia una teenager centrata e capace. Tutto è in mano a Joseph. Il fratello Michael, che al giogo feroce del padre si è opposto da anni, pubblica nello stesso anno il maggiore successo di tutti i tempi, Thriller, benedetto da Quincy Jones e disco capitale della storia della musica. Janet vorrebbe una cosa così. Recita ne Il mio amico Arnold, passa per Saranno Famosi, e si spiana la strada da sola. Ciao padre padrone, benvenuto Control: questo è il titolo del disco del 1986 che la lancia nel firmamento musicale come stella femminile del pop intriso di soul e r&b che vengono dalla musica black degli anni 70. Janet Jackson ha appena 20 anni ed è già una diva, bissa il successo col successivo disco e tour Rhythm Nation 1814, che affronta temi come razzismo e superamento delle differenze tra bianchi e neri. Qualcosa che lei e Michael devono vivere quotidianamente. Qualcosa che soggiogherà il fratello. E che costerà caro a Janet, perché oltre che nera, è anche donna.

Negli anni 90 il successo della piccola di casa Jackson si consolida. La copertina di Rolling Stone vede Janet Jackson nuda, solo le mani sul seno (quelle dell’allora marito René Elizondo) che la abbracciano da dietro, e diventa una delle più vendute nella storia della rivista. Viene candidata agli Oscar per il brano Again, perdendo contro Bruce Sprinsgteen, e nel 1995 si compie finalmente quello che in molti aspettavano. Il duetto Michael Jackson Janet Jackson sulla canzone Scream. Gran successo e video spettacolare che, ancora oggi, è il più costoso di tutti i tempi. Ma il capolavoro artistico della cantante, simbolo di un’epoca splendida per l’r&b come la fine degli anni 90 venati di blues e soul, è The Velvet Rope, settimo album in studio di Janet Jackson che campiona Joni Mitchell, flirta con la dance, duetta con Q-Tip e si permette di reinterpetare Rod Stewart a modo suo. Un vero concept album sulle relazioni, sul sesso, sull'universo Jackson apprezzato specialmente in Europa, meno negli States, ma davvero il colpo di talento clamoroso di Janet al massimo della sua capacità vocale di mezzosopano leggero. Dopo The Velvet Rope, la carriera di Janet Jackson subisce uno stop e il suo primo flop. È il 2004, subito dopo la disavventura televisiva con Justin Timberlake. Che le costa il ban dallo spettacolo che conta, nonostante si rimetta in gioco come attrice accanto a Eddie Murphy e continui a scrivere.

Ci vorrà, paradossalmente, la morte di Michael Jackson perché l’America rispolveri una delle sue dinastie più talentuose. Janet seppellisce le asce di guerra col mondo e con la famiglia al memoriale del fratello, e per un periodo sparisce dalle scene pubbliche, limitandosi a poche apparizioni. Si sposa per la terza volta (Janet Jackson di mariti ne ha avuti 3, il primo a 18 anni, il secondo René Elizondo per tutti gli anni 90, il terzo il miliardario del Qatar Wissam Al Manà dal 2012 al 2017) e diventa mamma a 50 anni. Il figlio di Janet Jackson nasce nel gennaio 2017. Poco dopo, per divergenze personali, Janet e Wissam Al Mana divorziano. Non si può imbrigliare un talento come il suo, tantomeno nel semplice ruolo di moglie. Janet non ha mai voluto essere seconda a nessuno, figuriamoci ad un marito che vuole controllarla come faceva suo padre. Lei è l'unico Control di sé stessa. Fine, addio, nessun rimpianto e nessun rimorso. C’è da tornare in tour. C’è da fare faville, che è quello che Janet Jackson oggi sa fare meglio. Lo ha anticipato ai Billboard Music Awards, dimostrando al pubblico che ha ancora molto da commentare. Poi partirà in tour. Janet Jackson la combattiva, la paladina, la sorella ma non solo. Oggi, come allora.

Foto e articolo : Marieclaire


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