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[approfondimenti] 'Off the Wall': l'album classico compie 35 anni

Ultimo Aggiornamento: 11/05/2015 13.50
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Off the Wall di Michael Jackson è stato il disco Pop perfetto

Articolo di Mark Anthony Neal del 06/08/2014

I fan accaniti di Michael Jackson sanno che prima di Thriller, Off the Wall -pubblicato 35 anni fa questa settimana- è stato il suo maggior successo.

Qual è il più grande album di Michael Jackson? La risposta aiuta a stabilire se tu sei stato introdotto a Jackson attraverso Thriller, il gioiello della corona della sua eredità commerciale, o se lo stavi seguendo da prima che indossasse il guanto di paillettes, da quando Off the Wall, l'album classico pubblicato 35 anni fa questa settimana e che rappresenta Jackson alla sua maggior brillantezza musicale e che potrebbe essere la registrazione Pop perfetta della fine del XX secolo.

Off the Wall è ricordato come la prima di una serie di collaborazioni tra Jackson e il produttore-arrangiatore Quincy Jones che dovrebbe ridefinire il Pop. Ma quando Jackson e Jones hanno cominciato a lavorare insieme sul set di The Wiz, Jones si stava focalizzando su un altro giovane vocalist maschile di colore, Luther Vandross, che aveva contribuito per "Brand New Day" alla colonna sonora di The Wiz e che è stata presente sulla registrazione di Jones del 1978, Sounds... and Stuff Like That.

Quella professionalità giovanile di Jackson ha impressionato Jones -lui stesso un veterano dello stesso circuito che ha prodotto Jackson e i suoi fratelli, nella forma dei Jackson 5- non era sorpreso, ma Jones aveva visto una certa cosa che Jackson possedeva -carisma, genio, insolenza- che avrebbe permesso loro di spingere la musica in avanti. E "You Can't Win", da The Wiz, è stato il primo frutto della loro partnership.

Off the Wall, il primo album solista di Jackson dai tempi della Motown, è stato anche il primo progetto in cui lui ha lavorato senza Berry Gordy, i suoi fratelli, i superproduttori come Gamble & Huff, e in una certa misura, il suo padre prepotente. E' stato un vero riavvio di carriera -un tentativo di crescere agli occhi di un pubblico che lo ricordava come un bambino dal volto cherubino che era invecchiato dalla sua carineria. Anche se i Jackson avevano pubblicato il loro album post-Motown di maggior successo, Destiny -che presentava hit come "Blame it on the Boogie" e "Shake Your Body (Down to the Ground)"- l'anno prima, Michael Jackson è stato inflessibile sul fatto che non volesse fare del suo nuovo album solista un Destiny 2.0.

L'etichetta di Jackson, la Epic Records, non era soddisfatta della scelta di Jones, meglio conosciuto per i suoi lavori con artisti Jazz e Blues, come Count Basie, Dinah Washington e Frank Sinatra, ma Jones stava lavorando ad un sound unico che aveva preso in prestito dalla gamma completa di musica popolare Americana, ancor più evidente nel suo album pluripremio Grammy, The Dude (1981). Come Joseph Vogel scrive in Man in the Music: The Creative Life and Work of Michael Jackson, "Off the Wall ha fatto per il R&B quello che Pet Sounds dei Beach Boys ha fatto per il Rock", in riferimento ad una prima rivoluzione sonica.

Indubbiamente, la decisione di Jackson di lavorare con Jones è stato un prodotto della sua indipendenza crescente. Off the Wall è stato rilasciato settimane prima del 21esimo compleanno di Jackson. All'epoca, lui stava vivendo nella citta di New York sotto l'occhio vigile di Diana Ross ed era presente in tutti i posti in cui si balla a notte inoltrata, incluso lo Studio 54. Jackson aveva la possibilità di vedere l'avanzata del movimento Disco, ma Jones ha contribuito a dare al suo suono una lucentezza sofisticata.

Con Jones sono arrivati altri collaboratori, che andranno a lavorare con Michael in più di un decennio, incluso il tastierista Greg Phillinganes, che ha anche servito come direttore musicale di Jackson nelle tournée; e il cantautore Rod Temperton, conosciuto per il suo lavoro con la band Heatwave, specialmente per il loro classico da luce blu nel seminterrato "Always and Forever".

Dalla traccia iniziale e singolo di apertura, la composizione di Jackson "Don't Stop Til You Get Enough" (con quella fusa precoitale all'inizio), Off the Wall è stato uno sforzo senza tempo nel puro piacere Pop. Disegnando referenze a Star Wars ("la forza") con un ritmo pulsante che può ancora muovere un sedere -o migliaia- 35 anni dopo, "Don't Stop 'Til You Get Enough" è stata un'ideale reintroduzione per Jackson, trovando posto sia nelle classifiche Pop che sulla pista da ballo. La canzone ha permesso a Jackson di guadagnare il suo primo Grammy Award da solista per la Miglior interpretazione R&B vocale maschile.

Anche "Rock With You" ha raggiunto la vetta delle classifiche Pop -notevole per un periodo in cui il tipo di produzione R&B di Off the Wall stava avendo difficoltà nel trovare un' audience nelle radio Pop a causa del razzismo appena velato e delle nozioni omofobe come "la Disco fa schifo". C'è un argomento da trattare sul fatto che "Rock With You" e la title track (una top 10 Pop hit), entrambe scritte da Temperton, sono le colonne portanti per il sound Black crossover dei primi anni '80. Infatti, quella magia di Temperton ha dato a George Benson una top 5 Pop hit l'anno successivo con "Give Me The Night".

Anche senza questi singoli di successo, Off the Wall è un ascolto senza soluzione di continuità. "Workin' Day and Night" -una metafora per il lavoro etnico di Jackson- è stata come "gelatina maleodorante" come qualunque cosa che Jackson non abbia mai registrato.
Stevie Wonder ha contribuito al passo più maturo al progetto con "I Can't Help It". La canzone è stata probabilmente un primo tratto da una sessione interrotta prima che Wonder aveva fatto con i Jackson 5 che ha prodotto anche "Buttercup".

Quel Wonder, che era al picco del suo potenziale creativo, ha contribuito con una canzone all'album di Jackson e ciò rende l'idea su quale piano gravitava Jackson, così come era il caso di Paul McCartney che ha provveduto con una piccola ballad dolce intitolata "Girlfriend". La canzone è stata un precursore di "The Girl Is Mine", primo singolo di Thriller che aveva anche la voce di McCartney. E "Girlfriend" non era nemmeno la miglior ballad sull'album; "She's Out of My Life" rimane una delle performance vocali più mature e commoventi di Jackson.

Articolo originale: www.theroot.com/articles/culture/2014/08/_off_the_wall_the_classic_album_turns_35.html?wpisr...
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Grazie Simone, anche se da Neal mi sarei aspettata un'analisi un pò più approfondita.
Ma almeno si è ricordato del "compleanno" del disco (che, per esser precisi, è il 10/08).
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Grazie Simone [SM=g27838] l'articolo è piacevolissimo [SM=g27817]
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In tutta sincerità, non ho mai capito perchè, a parte la Norvegia, questo album non è mai riuscito a sfondare al di fuori dei paesi anglofoni.
Scarsa promozione o alla gente non piaceva? Dopo la morte di Michael ha fatto qualcosina, ma niente di più.
E' un peccato perchè merita. Se non è l'album più importante del Contemporary R&B, poco ci manca. Non solo perchè lo ha praticamente creato, ma perchè è ancora oggi il punto centrale di quel genere e di generi che sono in parte nati da esso, come lo Zouk R&B e il Neo Soul. Anche generi non appartenenti alla Black music, come il K-Pop hanno "saccheggiato" molto da Off the Wall. Penso a Shinee e Taeyang (cliccate sui loro nomi per vedere un esempio). Ma ce ne sono anche altri.

Oltre che da un punto di vista storico, bisogna tenere in considerazione anche il punto di vista artistico. Jackson qui è puro e fresco. Privo dell'alone da star e con la sola voglia di fare musica e divertirsi. Non che da star abbia sfornato album malvagi, anzi, però, si sentiva che c'era una certa pressione dietro nel voler fare per forza meglio e questo lo si è notato molto in Bad. Un album che per quanto eccellente ed innovativo per i suoi tempi, è sovraprodotto e ciò ha portato a dargli un sapore troppo anni '80. Dei suoi album da adulto è infatti quello ad essere invecchiato prima e già dopo un circa 3 anni dalla sua uscita, quel sound risultava già datato, sia nell'ambiente Black che in quello Dance-Pop.
[Modificato da Simone Jackson 07/08/2014 15.28]
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Re:
Simone Jackson, 07/08/2014 15:28:

Penso a Shinee e Taeyang



A parte il fatto che citi sempre artisti (?)
che ignoro totalmente ma dove li andrai a pescare mi chiedo [SM=g27828]
- e sto Shinee ha proprio copiato alla grandissima - ,
io A D O R O OTW -è l'album del mio cuore - perchè come dici tu è puro e fresco, e anche io ci sento il volersi divertire di MJ.
Album pieno di classe, perfetta fusione di black, pop e disco music.
Bello bello bello bello bello [SM=g27828]

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Re:
Simone Jackson, 07/08/2014 15:28:

In tutta sincerità, non ho mai capito perchè, a parte la Norvegia, questo album non è mai riuscito a sfondare al di fuori dei paesi anglofoni.
Scarsa promozione o alla gente non piaceva? Dopo la morte di Michael ha fatto qualcosina, ma niente di più.
E' un peccato perchè merita. Se non è l'album più importante del Contemporary R&B, poco ci manca. Non solo perchè lo ha praticamente creato, ma perchè è ancora oggi il punto centrale di quel genere e di generi che sono in parte nati da esso, come lo Zouk R&B e il Neo Soul. Anche generi non appartenenti alla Black music, come il K-Pop hanno "saccheggiato" molto da Off the Wall. Penso a Shinee e Taeyang (cliccate sui loro nomi per vedere un esempio). Ma ce ne sono anche altri.

Oltre che da un punto di vista storico, bisogna tenere in considerazione anche il punto di vista artistico. Jackson qui è puro e fresco. Privo dell'alone da star e con la sola voglia di fare musica e divertirsi. Non che da star abbia sfornato album malvagi, anzi, però, si sentiva che c'era una certa pressione dietro nel voler fare per forza meglio e questo lo si è notato molto in Bad. Un album che per quanto eccellente ed innovativo per i suoi tempi, è sovraprodotto e ciò ha portato a dargli un sapore troppo anni '80. Dei suoi album da adulto è infatti quello ad essere invecchiato prima e già dopo un circa 3 anni dalla sua uscita, quel sound risultava già datato, sia nell'ambiente Black che in quello Dance-Pop.



Bad è in assoluto il disco invecchiato peggio,con quel rullante terribile e il il Synclavier gestito in maniera poco consona.
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un album leggendario, la canzone che da il nome all'album, l'ascolterei di continuo, mi piace molto

tanti auguri ''Off The Wall''
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molto interessante!!!

...grazie Simone.... [SM=x3072554] [SM=g27838]

grazie per il video Davide... [SM=g27838]
[Modificato da MissHollywood 08/08/2014 13.15]
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Grazie mille Simone articolo molto interessante! [SM=g27822]
Adoro l'album "Off the wall" lo ascolto spesso! [SM=g27817]
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Re: Off the Wall di Michael Jackson è stato il disco Pop perfetto
Simone Jackson, 06/08/2014 14:43:


Articolo di Mark Anthony Neal del 06/08/2014

I fan accaniti di Michael Jackson sanno che prima di Thriller, Off the Wall -pubblicato 35 anni fa questa settimana- è stato il suo maggior successo.




Ma qualcuno mi vuol spiegare che vor dì sta frase? [SM=g2927033]

Al di là delle battutacce, ho sempre pensato che il "segreto" di Off the wall sia la maggior sintonia di Quincy Jones - e più in generale di tutto il team di produzione - con il genere dell'album.

Come giustamente faceva notare Valdio, Bad - e secondo me, in misura minore, anche Thriller - sono invecchiati male, ma è un caso che appena arrivato un produttore giovane e innovativo come Riley Michael abbia sfornato un disco che sembra registrato l'altro ieri? Non è che semplicemente Quincy Jones aveva fatto il suo tempo?

Come "valore assoluto" Off The Wall è il miglior disco di Michael? Quello in cui era più ispirato?
Secondo me (e leggete quanto segue sotto questa luce), no.

Bad, Thriller e Dangerous sono molto semplicemente più riusciti.

Il contributo in composizione di Michael - pur con tre GRANDI pezzi - non raggiunge le vette di altri lavori. Quello canoro - pur ottimo - l'ho sempre trovato leggermente meno incisivo di quello degli anni successivi, ere History e Invincible comprese.

Insomma, non vorrei che anche noi fan, o analisti un po' meno superficiali, cadessimo involontariamente nel vecchissimo e sin troppo discusso tranello del "più lontano dalle stravaganze, più lontano dalle accuse, e soprattutto più nero=migliore".

E qui mi pare che caschi l'asinone: ho infatti l'impressione che l'autore sia partito con una tesi e abbia cercato di dimostrarla montando teorie sociologiche e esegesi che poco hanno a che fare con un bellissimo e spensierato disco "più black" * di quelli che lo hanno seguito, e quindi - molto banalmente - "più Quincy Jones".

Sproloquio chiuso, perchè è meglio che faccia scattare il "workin' day and night".

* Che poi la parte targata Teddy Riley di Dangerous è anch'essa molto black, ma questo si tende un po' a dimenticarlo.
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